CAPOLUOGO VERSO IL VOTO
L’unità non è un principio che esiste in quanto tale, va costruita e progettata
di Gianmarco Capogna (lungo ma spero chiarificatore)
Il mio nome, insieme a quello di Anna Rosa Frate, portavoce di Possibile Comitato Provinciale Frosinone, è comparso in un articolo che riporta di una riunione che si è svolta una settimana fa alla Saletta delle Arti.
È vero ci siamo stati su invito di MDP-Articolo 1, e c’erano anche PD, PSI e Azione. Secondo la lettera di convocazione che abbiamo ricevuto obiettivo era ++ il csx a partire dai partiti, per ridare loro centralità, e poi aprire a civiche, associazioni e quanto altro. Legittimo anche se poi non capisco perché se si deve partire dai partiti si invitino realtà che partiti non sono, ma, ripeto, noi eravamo ospiti non promotori della riunione.
Da mesi, con tutti gli interlocutori che abbiamo avuto, la nostra posizione è sempre stata chiara: siamo aperti al confronto e al dialogo all’interno di un’area “progressista”, chiamiamola così, purché il punto di partenza siano i temi e la visione della città, oramai amministrata da due consiliature dalla destra. In questo secondo mandato, il sindaco Ottaviani ha anche abbandonato il profilo civico aderendo alla Lega e questo è un fatto politico da tenere in considerazione.
L’incontro di cui si parla nell’articolo, invece, è nato con premesse molto confuse che puntano già su nomi e ipotetici candidati in campo. A noi questo NON interessa, lo voglio precisare in maniera chiara e inconfutabile anche a nome di Anna Rosa e per rispetto di tutte e tutti i nostri attivisti di Possibile.
Abbiamo chiesto alle forze politiche presenti a quella riunione di chiarirci quali fossero i loro temi e le battaglie intenzionati a portare avanti per le prossime amministrative e lo abbiamo fatto non perché non ne avessimo di nostre da mettere sul piatto ma perché, seppur con sigle e liste diverse da quelle attuali, le altre formazioni erano già una coalizione alle scorse elezioni.
Noi, invece, eravamo outsider che con Frosinone in comune e Stefano Pizzutelli abbiamo rappresentato il 5% degli elettori e delle elettrici. Una rappresentanza che non è stata chiamata in una riunione in cui si parla di centrosinistra e prossima coalizione elettorale.
Ora, i nostri temi e le nostre battaglie, restando in generale, sono chiarissime:
– ambiente e rivoluzione ecosostenibile (no a biodigestore e aeroporto per esempio);
– recupero degli spazi verdi, no al consumo di suolo e stop alla cementificazione selvaggia (leggi sito Permaflex);
– politiche sociali e contrasto alle disuguaglianza e alla povertà con interventi mirati anche grazie ai fondi del PNRR;
– un piano culturale che passi anche dal riappropriarsi degli spazi fisici;
– una città dei diritti, dell’inclusione, dell’integrazione per tutt* capace di recuperare i giovani, eterni dimenticati.
Giusto per citarne alcune.
Si tratta di dare alle cittadine e ai cittadini una visione di città, un orizzonte comune che va necessariamente costruito da subito con una grande mobilitazione che chiami a raccolta il civismo, le associazioni, i sindacati e i movimenti perché il progetto deve essere di tutte e tutti e non un’operazione da caminetto politico che non serve a nessuno e che a noi non solo non interessa ma non entusiasma nemmeno.
Io sono orgogliosamente componente e dirigente nazionale di un partito ma non ho alcuna paura della contaminazione sociale, culturale e politica. Per me la contaminazione è ossigeno e se qualcuno pensa di bastare a se stesso perché sta in un partito sbaglia, fuori c’è un mondo che fa politica in tanti modi diversi.
Per tutti questi motivi come Possibile abbiamo accettato, e continueremo ad accettare, gli inviti al dialogo e al confronto, con i partiti ma anche con chi sta fuori. Lo facciamo perché riteniamo che Frosinone meriti una proposta politica ampia, progressista, ecologista, femminista, capace di riportare entusiasmo tra le cittadine e i cittadini e che sia in grado di passare da “amministrare” a “fare politica” in una città dove per tanti anni, forse, non si è stati capaci di offrire una visione di futuro.
Vogliamo una città a misura di bambino e bambina ma che sia giusta anche per i nonni senza dimenticare i giovani, assenti nel consiglio comunale, ma presenti e resistenti nelle associazioni e nei sindacati studenteschi. Vogliamo una città capace di essere accogliente e multiculturale, senza rinunciare alla sua storia e alle sue tradizioni. Vogliamo una città in grado di riappropriarsi dei propri spazi, verdi in primis, e di usarli per dare nuova centralità alle persone e alla cultura, che deve essere diffusa e accessibile. Vogliamo una città dove le politiche sociali diventino uno strumento di equità e giustizia sociale.
Vogliamo, in altre parole, una Frosinone Bene Comune per tutte e tutti.
Se MDP-Articolo 1 è in grado di chiarire quali siano le loro proposte, e anche la loro linea politica, e con loro anche gli altri partiti presenti alla riunione, non mancherà la nostra disponibilità a valutare un percorso comune. In caso contrario decideremo autonomamente quale sia per Possibile, e le realtà con cui in questi anni abbiamo lavorato dentro e fuori il consiglio comunale, la strada migliore per portare nelle istituzioni le nostre proposte e la nostra visione. Non ci spaventa di certo andare avanti da soli, lo abbiamo fatto già anche 5 anni fa con Frosinone In Comune.
L’unità non è un principio che esiste in quanto tale, va costruita e progettata. Noi siamo disponibili a discuterne ma chiediamo trasparenza politica anche dalle altre forze in campo e anche un po’ di coraggio in più: oltre i nomi e i tatticismi, per la città e la visione di futuro.
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