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 Il Parlamento, approvi una legge che sia efficace e incisiva

di Angelino Loffredi
GKN 390 minE’ ancora presente fra i principali organi d’informazione l’attenzione alla grande manifestazione fiorentina di sabato 18 settembre promossa da sindacati, Istituzioni ed associazioni varie per contrastare il licenziamento (attraverso email) di 422 dipendenti della GKN di campi Bisenzio.

Non intendo dilungarmi su quella che giustamente è stata chiamata la “catena umana“ per la sorprendente, eccezionale presenza di persone e su una convinta unità fra tutti i sindacati, sia di base che nazionali con le Istituzioni e con gli intellettuali. Preferisco evidenziare e ragionare invece sulla partecipazione alla manifestazione anche di rappresentanti dell’Embraco di Torino, della Wirlpool di Napoli, Gianetti di Carpenedolo e Riello di Cepagatti e di altre delegazioni di realtà produttive in crisi e sulle richieste che questa nuova unità fra lavoratori pone al Parlamento. Partecipazioni e presenze impegnate per dare una forte risposta all’arrogante richiesta padronale di licenziare e delocalizzare in altri stati pur in presenza di una florida condizione economica e dopo aver usufruito di positivi ed importati aiuti delle finanze pubbliche.

E’ vero che il Giudice del lavoro di Firenze lunedi 20 settembre ha annullato il provvedimento di licenziamento dei 422 dipendenti della GKN di Campi Bisenzio, ritenendo tale provvedimento in contrasto con l’art 28 di quello che rimane dello Statuto dei lavoratori, ovvero per violazione delle procedure e mancato rispetto degli accordi precedentemente sottoscritti fra impresa e sindacato. Si tratta infatti di un provvedimento importante, storico, che diverrà riferimento per altre sentenze. Ma può bastare? Non credo. E’ necessario avere a disposizione invece una legge utile per contrastare ed evitare questa ventata di delocalizzazioni. E’ necessario ottenerla subito!

Pur non essendo una persona esperta di diritto amministrativo e costituzionale provo a sottoporre a chi è interessato a tale questione il sempre dimenticato articolo 41 della Costituzione repubblicana che dopo aver riconosciuto che “l’iniziativa economica privata è libera“ precisa anche che essa “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica, pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.”

In poche righe le Madri e i Padri costituenti hanno previsto qualcosa d’importante che anche ed in particolar modo oggi può essere utilizzato. E permette così di intervenire e risolvere una inquietante questione, quella di evitare che la Magistratura assolva una funzione di supplenza alla assenza di proposte e decisioni dei partiti e del Parlamento.

Anche se già oggi mi sembra chiaro che i provvedimenti di tali industriali si pongano fuori dall’ordinamento ed in contrasto con l’ordine costituzionale mi sembra urgente e necessario avere una legge che esplicitamente dichiari di contrastare le delocalizzazioni. Essa può muoversi facilmente nell’interno dell’articolo sopra evidenziato, indicando esplicitamente che bisogna contrastare lo smantellamento del nostro tessuto produttivo, realizzato quasi sempre con denaro pubblico, assicuri inoltre una continuità occupazionale e, finalmente, preveda ed indichi provvedimenti sanzionatori nei confronti di imprese fuorilegge.

E’ necessario che il Parlamento, diversamente dalla bozza del governo in circolazione, approvi una legge che sia efficace, incisiva e non limitata solamente ad una sostanziale dichiarazione d’intenti e di buone intenzioni.

Ceccano 23 settembre 2021

 

 

 

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Di Angelino Loffredi

Angelino Loffredi: nato il 2 Luglio 1941 è collaboratore di Edicolaciociara.it dal 2000. Diplomato presso l'Istituto Superiore di Educazione Fisica del L'Aquila, è stato dirigente del Pci fino al suo scioglimento con i seguenti impegni nelle Istituzioni: Consigliere Provinciale dal 1970 al 1981, consigliere comunale a Ceccano dal 1970 al 1993, Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985.

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