Filippo.Cannizzo 370b min

 AUTORI E LORO OPERE

“quando pratichiamo consapevolmente la gentilezza ci affermiamo come individui”

di Filippo Cannizzo*
Filippo.Cannizzo 370b minUltimamente, prendendo in mano il tablet, quando collegandomi ad internet dal pc oppure mentre scorro lo schermo del mio smartphone, mi sono accorto che, proprio nel momento storico in cui le nuove tecnologie sembrano poterci collegare con tutto il mondo, come e quando vogliamo, la realtà mi parla del contrario.

La frenesia della vita quotidiana crea un distacco che ci porta a sviluppare chiusura e diffidenza, allontanandoci ulteriormente da quella connessione emotiva a cui la gentilezza può riportarci. Infatti, al giorno d’oggi la gentilezza viene presentata come una peculiarità dei perdenti, di chi non sa imporsi e difendere la proprie ragioni con forza. È facile convincersi che il mondo sia diviso in “vincenti” e “perdenti”, e della necessità di dover essere sempre prevenuti nei confronti dell’altra persona perché il rischio di essere sopraffatti, di subire ingiustizia, ci viene presentato come incombente.

Ogni giorno, in questo stato di costante vulnerabilità in cui viviamo, al contempo vigile e preoccupata, ogni gesto di gentilezza ci appare come un rischio, che espone alla possibilità di essere danneggiati. Eppure, la pratica della gentilezza è uno degli antidoti a questa situazione perché rappresenta una presa di distanza critica da quei disvalori quali l’odio, la violenza, l’ignoranza, la rabbia Possiamo quasi dire che la gentilezza sia l’esercizio consapevole di una protesta, è il rifiuto della riduzione delle relazioni umane al modello delle relazioni con le cose.

Dunque, quando pratichiamo consapevolmente la gentilezza ci affermiamo come individui, ciascuno come una persona che, pur potendo non essere gentile, ha compiuto una scelta: ha scelto di essere gentile in un mondo che fondamentalmente non lo è. In un certo qual modo, la gentilezza è un comportamento sovversivo: nel momento in cui questa società mostra di fondarsi su (pseudo) valori opposti (la fretta, l’arroganza, la prepotenza, il cinismo, l’aggressività), gentilezza significa prendersi la responsabilità delle proprie azioni, del proprio essere al mondo, del proprio essere umani. Gentilezza che si manifesta nel rispetto dell’ambiente, della vita, dei beni pubblici.

Praticare gentilezza, in maniera libera in quanto libertà è anche responsabilità, rappresenta un atto quasi rivoluzionario. Noi siamo sempre liberi di agire con gentilezza, liberi di dare o negare, di aiutare oppure ostacolare. In qualsiasi momento della nostra vita conserviamo la libertà di scegliere come agire, parlare, pensare. La gentilezza è quel sentimento che ci permette di compiere le scelte più giuste, la capacità di compiere scelte sociali, dando vita ad atti di umanità, riconoscendoci e trattandoci reciprocamente con gentilezza: una società giusta non può fondarsi sulla forza o sulla violenza, ma sulla gentilezza!

*Filippo Cannizzo è autore do “Lacrime di gentilezza. Lacrime di gentilezza. Sulle tracce della bellezza per una (ri)generazione umana” e “Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del Bel Paese”
 
Articolo pubblicato anche su “la Repubblica” di domenica 22 agosto 2021 nella rubrica “Invece Concita. Il luogo delle vostre storie”

 

 

 

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