inquinamento suolo 400 min

CRONACHE&COMMENTI

Non solo lettere o appelli, ma consapevolezza delle vere cause e dei rimedi

di Ignazio Mazzoli
inquinamento suolo 400 minIn uno scontro a distanza, virtuale, sui social ed ovattato, appare interessante e opportuno questo post-intervento della professoressa Margherita Eufemi docente della facoltà di biochimica della Sapienza di Roma. E’ destinato, scrivre «per i negazionisti di opportunità. A cui rinnova l’invito – già rivolto dalla nostra diretta online del 22 giugno scorso – ad assistere, in prima persona, presso il nostro laboratorio agli esperimenti sugli inquinanti organoclorurati e la cancerogenesi»

Un modo garbato ed elegante per ripropporre la verità al nostro territorio ed ai suoi sindaci. Indica di nuovo l’individuazione della vera causa principale dei danni che si producono nella Valle del Sacco.
Causa principale, anche se non unica responsabile di malanni e malattie. Non cogliere che l’inquinamento industriale della Valle del Sacco è “il responsabile” di infertilità giovanile maschile e forse anche femminile è un errore. Tale errore grave se ignorato provoca un depistaggio doloso che impedisce di intervenire con la dovuta celerità ed efficacia nella bonifica dell’area e del fiume che la bagna per molte decine di chilometri, ricca di siti che producono ortaggi vari che tutti mangiamo. Persistere nel grave errore impedirebbe anche l’intervento opportuno e necessario sui singoli individui colpiti, che vanno individuati, accertati e curati con le terapie opportune come dimostrato e indicato dal dottor Luigi Montano autore della ricerca che fa discutere alcuni e ne spinge altri a negare finanche l’inquinamento.

Ecco cosa ricorda la Prof.ssa Margherita Eufemi. «I pesticidi organoclorurati costituiscono la maggior parte degli inquinanti ambientali totali e un’ampia gamma di composti è risultata cancerogena per l’uomo. Tra tutti, crescente interesse è stato rivolto al β-esaclorocicloesano (β-HCH), virtualmente il più pericoloso e, allo stesso tempo, il membro più poco studiato della famiglia degli esaclorocicloesani. Considerando le molteplici attività biochimiche di β-HCH, già stabilite nei nostri studi precedenti, lo scopo di questo lavoro è valutare se β-HCH possa anche innescare la trasformazione maligna cellulare verso lo sviluppo del cancro. Per questo scopo, gli esperimenti sono stati eseguiti sulla linea cellulare di epitelio bronchiale normale umano BEAS-2B esposta a 10 µM -HCH. I risultati ottenuti supportano fortemente il potenziale cancerogeno di β-HCH, che si ottiene sia attraverso meccanismi genotossici (attivazione di vie di segnalazione oncogene e attività proliferativa) e genotossici indiretti (produzione di ROS e danno al DNA) che influenzano significativamente le caratteristiche e le funzioni macroscopiche cellulari come la morfologia cellulare, il profilo del ciclo cellulare e l’apoptosi. Tenendo conto di tutti questi elementi, lo studio presentato fornisce elementi importanti per caratterizzare ulteriormente β-HCH, che sembra essere un agente cancerogeno a tutti gli effetti».

Ecco casa ricordiamo noi.
E’ ora della consapevolezza piena e convinta, favorendo la più certa presa di conoscenzam delle cise vere e delle responsabilità, fra tutti i cittadini per chiedere a gran voce tutti gli interventi necessari alla bonifica della Valle del Sacco e del suo fiume, alle Istituzioni ragionali e nazionali a partire da quelle che hanno autorizzato e finanziato le ricerche dell’”EcoFoodFertility. Nessuno tema per le imprese industrail, basta che queste e i loro titolari si convincano a farsi controllare scrupolosamente e altrettanto scrupolosamente rispettino le leggi della Repubblica italiana in difesa dell’ambiente. Se sono insufficienti si richieda il loro adeguamento alle attuali esigenze.
Non bastano lettere o appelli, ma occorre una piena consapevolezza popolare attiva e partecipata. E’ l’ora anche delle associazioni che un tempo si battevano per la difesa dell’ambiente. Che fine hanno fatto?

 

 

 

 

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