CECCANO. Ricorrenze
Il ricordo dell’ANPI e di Ottavio Bettinelli
di Valentino Bettinelli
La sezione Anpi di Ceccano, come tutti gli anni, ha organizzato una manifestazione per ricordare la tragica morte di Luigi Mastrogiacomo, ucciso il 28 maggio del 1962 durante gli scioperi all’ex saponificio Annunziata. Nei pressi del monumento a lui dedicato, e con la presenza della famiglia Mastrogiacomo, si è svolta la consueta celebrazione e la deposizione di un mazzo di fiori.
La sezione Anpi ha diffuso una nota per l’occasione, con un excursus storico degli eventi di quei giorni bui. “Proprio qui, nei pressi del saponificio Scala, Luigi Mastrogiacomo, operaio e sindacalista, fu colpito a morte da uno dei colpi sparati dalle forze dell’ordine che presidiavano lo stabilimento. Ma andiamo con ordine. Mastrogiacomo e gli altri operai si trovavano nei pressi del saponificio per uno sciopero che era iniziato dal 25 aprile e si concluderà dopo 41 giorni, con un accordo sottoscritto tra le parti in sede ministeriale. Uno sciopero per rivendicare il premio di produzione che spettava agli operai in base all’accordo sottoscritto nel settembre 1961. Ma che i rappresentanti aziendali rinviavano in continuazione. E fu così che, verso le 19, ci fu un primo contatto tra gli scioperanti ed i carabinieri. Il senatore Compagnoni, allora deputato, dirà, in un suo intervento alla Camera, che il fatto accadde a causa di un grosso automezzo che proveniva da piazza Berardi e che costrinse i numerosi manifestanti, a cui si erano uniti molti cittadini per solidarietà, a spostarsi. In ogni caso, i carabinieri reagirono con il lancio di lacrimogeni e colpendo con i calci del fucile; il tutto senza nessun preavviso. Dopo 45 minuti il piazzale è sgombero, ma i manifestanti non se ne andarono; iniziarono invece a lanciare sassi e a preparare barricate. La situazione precipitò e verso sera si cominciò a sparare con il risultato che conosciamo.
La vicenda ebbe risalto nazionale, se ne occuparono le maggiori testate giornalistiche e si concluse appunto con un accordo al Ministero del Lavoro. Bisogna considerare che non c’era ancora stato il ‘68, né esisteva la legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori)”.
Dopo il cenno storico, la sezione Anpi ricorda la necessità di continuare a celebrare queste ricorrenze: “oggi siamo qui perché vogliamo che questa storia non venga dimenticata e per questo ringraziamo le passate amministrazioni che hanno installato questo monumento. Il saponificio Scala ha rappresentato sicuramente una parte importante dell’economia di Ceccano, ma le vicende del 1962 sono e restano un patrimonio importante della storia di questo paese che, in quel momento, seppe mostrare solidarietà con gli scioperanti e con le loro famiglie, anche concreta (41 giorni senza stipendio non sono una passeggiata oggi e non lo erano allora). Un momento importante nella storia delle lotte per i diritti dei lavoratori.
È oramai da oltre 20 anni che le politiche neoliberiste hanno portato a continue contrazioni del welfare, sacrificato sull’altare dell’efficienza. Ci è voluto più di un anno di pandemia per mostrare che la sanità pubblica deve essere protetta e potenziata e non può essere sacrificata al profitto. Nel frattempo, la crisi economica sta rovinando molte famiglie ed allargando la soglia di povertà. E Confindustria si scaglia contro il blocco dei licenziamenti. Oggi, come allora, serve solidarietà tra le classi lavoratrici. E l’augurio che faccio e che non si debba ricominciare dal 1962”.
In conclusione spazio per una richiesta rivolta all’amministrazione ceccanese, dove si fa cenno al posizionamento di un cartellone pubblicitario luminoso a pochissimi metri dal monumento dedicato a Luigi Mastrogiacomo. “Vista l’importanza simbolica che questo posto rappresenta per i ceccanesi, chiediamo formalmente all’Amministrazione di spostare questo cartello pubblicitario, che, oltre che pericoloso, essendo fonte di distrazione vista la vicinanza con l’incrocio, offende la memoria che questo monumento rappresenta”.
Il ricordo di Ottavio Bettinelli
«Per celebrare la memoria dei fatti accaduti il 28 maggio 1962, rivolgo un pensiero particolare alla famiglia e al nipote di Luigi Mastrogiacomo, a cui dico di esser fiero del suo nome, che ricorda un uomo che fa parte della nostra storia.
All’epoca del fattaccio ero poco più che un ragazzo, quindi ho ricordi sbiaditi, ma un’immagine mi è rimasta fissa nella mente: una folla immensa radunata in Piazza 25 Luglio, per rendere l’estremo saluto al proprio concittadino. Una folla commossa, composta, silenziosa, ma indignata per quanto accaduto.
Molti piangevano come se avessero perso un loro caro. C’era in tutti un profondo sentimento di partecipazione al dolore per la perdita di Luigi. Negli anni successivi alla sua morte è stato offeso e infangato. È stato definito, dalla gente vicina ai padroni, un sovversivo, un sobillatore. Uno che creava confusione in fabbrica.
Luigi Mastrogiacomo era un onesto lavoratore. Un uomo, un marito, un padre che in fabbrica lottava per degli ideali importanti: libertà, democrazia e tutela della dignità dei lavoratori.
Per difendere questi ideali Luigi è morto, anzi è stato ucciso. Con la sua morte ha lasciato a tutti noi un’eredità di grande valore morale: la lezione che tutti i lavoratori, a qualsiasi ceto sociale appartengano, vanno sempre rispettati.
È importante ricordare queste ricorrenze, seppur tristi, e onorare la memoria di questi eroi.
Mi auguro che questi eventi possano essere ricordati anche in futuro, senza restrizioni o repressioni, perché ancora oggi c’è qualcuno che vorrebbe cancellare la storia, chiedendo per sé pieni poteri.»