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USB. Sindacati

L’occasione di rilancio si è rivelata ben altro. L’intero territorio si schieri fattivamente a sostegno della vertenza

usb350 260AI CITTADINI, ALLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI, POLITICHE, SINDACALI, ALLE ASSOCIAZIONI E AI COMITATI DEL TERRITORIO
Quando, a Colleferro (RM), è arrivata la notizia dell’apertura del nuovo Hub Amazon, questa è stata presentata come un’occasione di rilancio, in grado di generare un notevole incremento di posti di lavoro.

I fatti, però, si sono rivelati ben altri.
Infatti, le accurate ed estenuanti selezioni – durate mesi – cui sono stati sottoposti gli aspiranti lavoratori, per essere giudicati “degni” di accedere nei capannoni della multinazionale che per logo ha un sorriso, si sono risolte quasi esclusivamente in contratti di somministrazione a termine, stipulati con l’agenzia ADECCO.

Quando questi contratti sono scaduti, senza nessuna spiegazione, senza alcuna plausibile motivazione, semplicemente non sono stati rinnovati e sono stati sostituiti con contratti stipulati con altri aspiranti e fiduciosi lavoratori.
Insomma, quel sorriso si è rivelato il ghigno di chi lucra, fa guadagni stratosferici sfruttando senza ritegno chi lavora per lui.
In questo girone dantesco in meno di un anno sono già finiti circa duemila persone, accuratamente scelte tra le categorie giudicate svantaggiate ed in particolare con un fardello di disoccupazione lungo.
Questo non è avvenuto per una sorta di politica sociale, ma per aggirare i limiti previsti dalla legge, che stabilisce come il personale somministrato possa essere, al massimo, il 30% del totale dei lavoratori assunti.
Questo limite può essere superato assumendo – come fa Amazon – lavoratori svantaggiati, ma, certamente, non per rovesciarne il senso e le proporzioni.

Quando i lavoratori somministrati rappresentano l’80% della forza lavoro e quelli assunti direttamente da Amazon un misero 20% la realtà supera la più fervida fantasia.
Lunedì 10 maggio un primo gruppo di questi “ex lavoratori” AMAZON ha deciso di non accettare passivamente tutto questo ed ha organizzato dei presidi, prima dinanzi all’Hub Amazon, poi di fronte agli uffici di Colleferro dell’Adecco e, infine, davanti al palazzo comunale di Colleferro.

A questa iniziativa era presente l’USB, che ha ricevuto dai lavoratori il mandato per organizzare il proseguo della vertenza.
Ora, questo appello nasce dalla consapevolezza che non può essere la sola determinazione dei lavoratori ad ottenere che questa multinazionale modifichi la propria politica ed è necessario che l’intero territorio si schieri fattivamente a sostegno della vertenza, in modo che la regione Lazio, prima, ed il ministero, poi, istituiscano un tavolo con cui porre Amazon di fronte alle proprie responsabilità.

Una vertenza che riguarda, non solo i lavoratori già esclusi, ma anche coloro che in questo momento vengono spremuti comeUsb slang 350 min limoni nella remota speranza, non di essere stabilizzati, ma di avere almeno una proroga del contratto di somministrazione.
Infatti, le “promesse” che Amazon ha fatto, “disturbata” dalla protesta degli ex lavoratori, se rispettate – ma non c’è alcuna certezza neanche su questo -, porterebbero alla stabilizzazione di una quota ridicola di coloro che sono oggi al lavoro nell’Hub di Colleferro.

Facciamo, dunque, appello ai cittadini, alle organizzazioni sociali, politiche, sindacali, alle associazioni ed ai comitati del territorio, perché facciano sentire la propria voce, a cominciare dalla partecipazione all’Assemblea che si terrà mercoledì 26 maggio a Colleferro, in piazza Italia alle ore 16.00, in contemporanea con l’incontro nell’Aula del Consiglio Comunale cui sono stati invitati i sindaci dei Comuni del bacino, il Presidente della Regione Lazio e l’assessore al lavoro della regione Lazio.

 

 

 

 

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Di USB

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