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Uilca NTS Lazio: le banche a Frosinone tornino a svolgere il loro ruolo

UilFrosinone 350 minStudiando i dati sull’articolazione territoriale delle banche a Frosinone, pubblicati di recente dalla Banca d’Italia, è innegabile ed evidente il progressivo abbandono del territorio da parte del sistema bancario.

Ma andiamo con ordine.
Il primo dato è il numero dei dipendenti bancari che è sceso per la prima volta sotto la soglia psicologica dei 1.000. Infatti al 31/12/2020 si registrano 967 dipendenti, con un calo di 35 colleghi (pari a -3,49%) rispetto a fine 2019. Se guardiamo la tendenza su più anni, 2017-2020, in provincia abbiamo perso la bellezza di 143 posti di lavoro e professionalità nel settore bancario, pari ad un -12,88%. Dati sconcertanti se paragonati all’andamento regionale.

 

DIPENDENTI BANCARI

Dipendenti ok
Ma dove l’abbandono del territorio si manifesta in tutta la sua portata è sul numero degli sportelli. A fine 2020 abbiamo 155 filiali contro le 162 di fine 2019, quindi 7 in meno pari a -4,32%, percentuale maggiore rispetto all’andamento sia regionale che nazionale. Il dato tendenziale, anche qui, vede Frosinone che ha visto chiudere ben 31 filiali da fine 2017 con un vistoso calo del -16,67%.

SPORTELLI BANCARI

solosportelli ok

SPORTELLI BANCARI PER 100.000 ABITANTI
sportelli ok
Ma l’aspetto più grave è la venuta meno della capillarità del servizio. Su 91 comuni della provincia di Frosinone solo 45 hanno almeno uno sportello bancario, ovvero il 49,45% dei comuni. Un dato pessimo se consideriamo che nel Lazio il 57,67% dei comuni ha uno sportello, e che in tutta Italia ben il 64,55% dei comuni usufruisce di servizi bancari. E’ questo uno degli indici più evidenti e lampanti che ci fanno sostenere la tesi di un abbandono del territorio. Più della metà dei nostri comuni non ha uno sportello bancario, ben 73.346 nostri concittadini sono in queste condizioni. E se andiamo a guardare i redditi imponibili riportati sul sito dell’Agenzia delle Entrate dei comuni abbandonati dalle banche, parliamo di un mercato di quasi 753 milioni di euro, tra famiglie, pensionati, artigiani e piccole imprese.

COMUNI CON ALMENO UNO SPORTELLO BANCARIO

Comuni ok

Ma vi è di più.
Piaccia o meno uno sportello bancario, per molti motivi, è divenuto anche un presidio di legalità e tolto questo, cosa accadrà a quella popolazione che a vario titolo necessita di gestire i suoi risparmi o di finanziare la sua attività? Le piccole imprese a chi si rivolgeranno? Siamo proprio sicuri che laddove la legalità chiude non si inserisce in qualche modo una attività che di legale ha poco o nulla?
Ma questo approccio, alla fine, ha una reale giustificazione rispetto all’andamento dei dati economici locali?

A nostro avviso no.
Andando a controllare i dati, sempre di Banca d’Italia, su prestiti e depositi, nulla giustifica questo disimpegno.
Infatti dal 2017 ad oggi i prestiti sono aumentati del 5,54%, in controtendenza rispetto all’andamento regionale (-1,43%). Così come in controtendenza sono i dati sui depositi che vedono un +16,04%, contro un -2,96% del Lazio.

Prestiti Depositi ok
E allora perché? A cosa dobbiamo tutto ciò? Certamente la risposta non può essere la digitalizzazione, la quale, notoriamente, deve essere uno strumento e non il fine. In determinati rapporti fiduciari quali quello tra cliente e banca, nessuno può immaginare di sostituire un direttore o un consulente con una app per il telefonino.

In questi rapporti c’è bisogno di conoscere il territorio per affiancare le imprese e svilupparle, c’è bisogno di conoscere, e bene la propria clientela per rispondere al meglio alle sue esigenze e per fare tutto questo, piaccia o meno, un algoritmo non è sufficiente.

 

 

 

 

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Di UIOL Frosinone

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