VertFrusinate 390 min

 LOTTE E MOVIMENTI

 Molte persone oggi vogliono solo provare a sopravvivere con dignità

di Rossana Germani
VertFrusinate 390 minSi sa che l’uomo è sempre alla ricerca di qualcosa in più: i bisogni non finiscono mai. Soddisfatti quelli del momento, ecco che ne spuntano sempre di nuovi e sempre di più impellenti. Diciamolo pure: non ci accontentiamo mai!

Ma da qualche anno la ruota dei bisogni per molti gira al contrario. Qualcosa non torna. Una volta si diceva “studia che sennò finisci come papà chiuso in fabbrica 8 ore!”, oppure “studia che sennò ti ritroverai a stare dietro una scrivania per 8 o 6 ore come me!”, ma anche “ti devi laureare che altrimenti finirai a fare il carabiniere o il vigile urbano o il netturbino!”

Ecco, ora quei lavori non solo sono ambiti ma sono visti come un miraggio o un miracolo. Ci si adatta a fare qualsiasi cosa e le qualifiche e le competenze acquisite non contano più nulla. Tutto azzerato.

Il lavoro in fabbrica, quel lavoro noioso, ripetitivo perché “appresso” ad un macchinario, ora è molto ambito, ricercato.

Ora, che il lavoro manca e quello che si ha è a rischio, non si desidera altro che un lavoro stabile, qualunque esso sia, purché garantisca una serenità per il proprio futuro e una vita dignitosa alla propria famiglia potendo fare anche progetti senza la paura di perderlo.

Il lavoro rende liberi, nobilita l’uomo e lo rende libero dai bisogni materiali e anche spirituali. Molte persone oggi vogliono solo provare a sopravvivere con dignità e lo Stato dovrebbe garantire questo diritto.

A volte lo Stato, attraverso il Governo non fa altro che peggiorare le cose con aiuti e incentivi alle grWhirlpool lavoratori in lotta 460 minandi multinazionali che creano l’illusione del lavoro permanente. Quasi sistematicamente, i grandi colossi, dopo aver approfittato dei cospicui aiuti, appena possono, vanno altrove a vincere la loro battaglia in qualità di parte dominante del mercato, sfruttando manodopera a basso costo, sempre e solo in nome del profitto e del dio denaro.

Così ai lavoratori non resta che unirsi in blocco e lottare per non farsi strappare ingiustamente il lavoro o per cercare di riottenerlo. Emblematica è la Vertenza Whirpool di Napoli ma anche Vertenza Frusinate che riguarda i disoccupati di Frosinone e Rieti.

I lavoratori partenopei, con il loro motto “Napoli non molla” con la spunta verde sulle loro magliette, sono diventati un caso nazionale. Stanno lottando da 22 mesi con una dignità unica per cercare di difendere quel posto di lavoro nella loro fabbrica ma non solo. Lottano per tutti, anche per chi crede che il suo posto sia al sicuro. Nessuno può essere mai sicuro. Loro lo erano, pensavano di esserlo perché il loro sito di Napoli era stato più volte premiato dalla casa madre in quanto più virtuoso, più efficiente e più produttivo al mondo! Sì, proprio così. Ma nell’era della globalizzazione ci si guarda intorno e si pensa solo al massimo profitto e a battere la concorrenza. Così ha fatto e sta facendo Whirlpool. Disattendendo alle promesse o, per meglio dire, venendo meno agli accordi presi con il nostro governo, con i sindacati e con i rappresentanti dei lavoratori, nell’ottobre del 2018, in cui si era impegnata a fornire un piano di sviluppo per tutti i siti italiani in cambio di una lauda ricompensa con aiuti, incentivi ed ammortizzatori, ora ha decido di chiudere quello di Napoli. Senza una vera spiegazione.

Ma loro, gli operai, non si arrendono e non si arrenderanno fino a quando non torneranno a far riaprire quella fabbrica.
Presentazione del libro “Storie in Centrifuga – Napoli non molla ✅” di Lorenzo Rossomandi e Rossana Germani, nell’aula sociale del sito di Napoli

Altra piaga sul campo sempre del lavoro è rappresentata da “Vertenza Frusinate”. Questa nasce per cercare di sopravvivere in una zona molto depressa dove, sempre dopo aver approfittato degli aiuti dello Stato, molte fabbriche della Ciociaria hanno chiuso, lasciando gli operai a casa, spesso per andare a far profitto altrove.

Dopo molti anni di varie iniziative tra le quali sciopero della fame e molte altre manifestazioni di vario genere, quegli ex lavoratori ancora non sanno come risollevarsi. Vertenza Frusinate è l’unione di molti di quei lavoratori mandati a casa che ogni anno lottano per ottenere l’aggancio alle politiche di sostegno per poter garantire una vita un po’ dignitosa alle proprie famiglie. Ma anche qui, le persone che lottano non vogliono la mera assistenza. Vogliono un impegno del governo verso le politiche attive per il lavoro. Soprattutto ora che arriveranno i fondi europei, loro vogliono tornare a lavorare vedendo in quei fondi una grande opportunità e chi di dovere ha l’obbligo morale, prima ancor che politico, di attuare tutte le misure e le iniziative possibili.

Due realtà, queste, che riguardano tutta l’Italia, perché dietro i numeri di posti di lavoro persi ci sono persone e famiglie che non vivono più una vita normale, non comprano, non spendono, non viaggiano e quindi non fanno girare l’economia. Se proprio non vogliamo vederlo dal punto di vista della solidarietà vediamolo da quello economico generale.

I nuovi poveri che si vanno ad aggiungere a quelli già da qualche anno dichiarati tali pesano ugualmente sull’intero Paese.

Reddito di Cittadinanza, Reddito di Inclusione, e altre forme di assistenza, se non sono finalizzate bene al lavoro, non sono altro che misure per far campare. Ma le persone vogliono lavorare, vogliono potersi guadagnare il loro reddito e non vogliono pesare sulle spalle dei più fortunati. Sì, fortunati, perché anche in Italia in base alla zona dove sei nato, puoi dirti fortunato o meno.

Lo stesso tipo di scuola dà opportunità di lavoro diverse al nord e al sud.

E allora dovremmo rimischiare un po’ le carte e ripartire con la buona politica. Quella che guarda il territorio e studia le possibilità di lavoro. Una politica che sappia sfruttare, ora più che mai, i fondi europei per far ripartire la macchina del lavoro anche al centro-sud.

Evitiamo la rivoluzione dettata dalla disperazione e chiediamo alla politica di occuparsi seriamente della questione lavoro senza farsi sottomettere dalla forze delle multinazionali o dagli altri poteri forti.

 

Rossana Germani fa anche parte della redazione di CiesseMagazine e per essa cura la rubrica di cultura, libri e poesia.

 

 

 

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Di Rossana Germani

Rossana Germani nata a Sora il 5 Maggio 1975. Amante della scrittura, prima ancora che della lettura, ho coronato il mio sogno pubblicando il libro "Storie in centrifuga - Napoli non molla!" scritto insieme a Lorenzo Rossomandi.Sono a bordo della redazione di CiesseMagazine dove scrivo articoli e curo anche la rubrica di cultura, libri e poesia. Collaboro con UNOeTRE.it

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