DANNUNZIATA BERNARDA segnaletica 350 min

 STORIE DEL FRUSINATE. Rubrica

D’Annunziata Bernarda – comunista

La donna deve obbedire.
Essa è analitica, non sintetica.
La mia opinione della sua parte nello Stato
è in opposizione ad ogni femminismo.
Naturalmente essa non deve essere una schiava,
ma se io le concedessi il diritto elettorale,
mi si deriderebbe. Nel nostro Stato essa non deve contare.
(Benito Mussolini)

di Romeo Fraioli
DANNUNZIATA BERNARDA segnaletica 350 minL’ultimo decennio dell’ottocento vide l’affacciarsi sulla scena politica italiana delle prime organizzazioni a carattere nazionale del proletariato laico e cattolico. La fondazione del partito socialista italiano da un lato e l’enciclica “Rerum Novarum” dall’altro diedero una spinta decisiva all’attività sociale e politica della classe operaia e contadina, fino a quell’epoca escluse dalla gestione della cosa pubblica. Alle sporadiche agitazioni locali di gruppi e categorie di lavoratori subentrarono movimenti di massa interessanti intere regioni e talvolta l’intero paese. A queste misure seguirono leggi eccezionali di estrema gravità che prevedevano, oltre alla disciplina sul possesso di materiale esplosivo, pesanti limitazioni alla libertà di stampa, il divieto di riunione, lo scioglimento delle associazioni “sovversive” – tra cui il giovane partito socialista – l’assegnazione al domicilio coatto per i membri delle associazioni disciolte.

In questo quadro si ebbe l’istituzione del “Servizio dello Schedario biografico degli affiliati ai partiti sovversivi maggiormente pericolosi nei rapporti dell’ordine e della Pubblica Sicurezza”. Anarchici, repubblicani, socialisti ma anche oziosi e vagabondi furono oggetto di una capillare attività di sorveglianza che alimentò un consistente archivio di fascicoli personali. L’organizzazione dell’ufficio e dell’archivio assunse il nome di Casellario politico centrale con legislazione eccezionale del 1925 e del 1926. Durante il periodo fascista l’attività di sorveglianza e controllo della politica si amplificò comprendendo non più soltanto i politici ma tutta una indeterminata categoria di persone, definita genericamente antifascista. I fascicoli contengono note informative, relazioni, verbali di interrogatori, provvedimenti di polizia, indicazioni diDANNUNZIATA BERNARDA segnaletica 350 min iscrizione nella Rubrica di frontiera e nel Bollettino delle ricerche e spesso una scheda biografica che riporta sinteticamente e cronologicamente tutta l’attività dello schedato. Il numero delle donne presenti e biografate nel Casellario politico centrale si aggira intorno alle 5000 unità. Donne che non accettarono assolutamente di sottomettersi al ruolo subalterno dell’ideologia sessista fascista che le prevedeva prolifiche e ubbidienti «giovani italiane». Ci fu una capacità di autodeterminazione ad annullare tale subalternità che la dittatura mussoliniana non riuscì a tenere a freno. Tante microstorie schedate dalla polizia politica fascista per l’opposizione al regime e alla cultura dominante del ventennio.

Negli elenchi dei Quaderni dell’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia) presenti nel Casellario Politico Centrale, relativamente ai nati nei comuni di Arce, Roccad’Arce e Colfelice, è presente anche il fascicolo di D’Annunziata Bernarda, nata a Roccadarce in provincia di Frosinone il 25 marzo 1892, di professione casalinga, residente in Francia ma domiciliata a Roccadarce – comunista.

Dal carteggio presente nel Casellario politico centrale relativo al periodo 1934/39 è annotato che: «Nel corso di indagini esperite per accertare la consistenza di una informazione confidenziale con la quale veniva segnalato come individuo di sentimenti antifascisti tal Santoro Eleuterio, residente a Parigi, identificato per Santoro Eleuterio fu Francesco e di Pipino Angela, nato a Roccadarce (Frosinone) il 21 luglio 1896, morto a Parigi il 18/3/1933, è risultato che la moglie di lui, D’Annunziata Bernarda di ignoti, nata a Roccadarce il 25/3/1892, residente a Parigi al n. 49 Passage de l’Avenir, partecipa a riunioni comuniste che si tengono a Ivry. La vedova Santoro ha tre figli: Rocco di anni 10, Antonio di 6 e Bernardo di 4, gli ultimi due nati in Francia. Che la stessa espatriò con regolare passaporto il 15 aprile 1925 per unirsi al marito Santoro Eleuterio senza far più ritorno nel comune di nascita. Durante il tempo di sua permanenza in Roccadarce, mantenne buona condotta morale e politica. Essendo di sentimenti comunisti ed antifascisti e per la sua frequentazione anche a riunioni di gruppo fu iscritta nella rubrica di frontiera per il provvedimento di perquisizione e segnalazione».

In una nota del Ministero dell’Interno al Prefetto di Frosinone del marzo 1934 si trascrive quanto riferito dalla Regia Ambasciata a Parigi che tramite riservate informazioni assunte ed accertamenti eseguiti risultava che la connazionale D’Annunziata Bernarda risiedeva effettivamente a Parigi dimostrandosi apertamente di sentimenti comunisti ed antifascisti frequentando anche riunioni di gruppo. Nell’aprile del 1934 il Ministero dell’Interno, ai fini della regolarizzazione degli atti del Casellario Politico Centrale, richiedeva al Prefetto di Frosinone l’invio di due copie del ritratto fotografico della D’Annunziata con l’indicazione dei connotati. Il Prefetto di Frosinone in risposta riferiva che la nominata D’Annunziata Bernarda, vedova di Santoro Eleuterio, aveva in Roccadarce soltanto pochi amici, tutti sprovvisti del suo ritratto fotografico, e quindi non si era in grado di trasmettere le due copie del ritratto richiesto. La stessa aveva i seguenti connotati: statura bassa, corporatura piccola, adiposità poca, colorito bruno, capelli neri, occhi castani, naso rettilineo, testa piccola, fronte bassa, viso piccolo, zigomi appiattiti, mento stretto, orecchie piccole, pronunzia (accento ciociaro) mancante di incisivi superiori, andatura malandata leggermente curva.

Alla richiesta del Ministero dell’Interno del maggio 1938 se la connazionale risiedesse ancora al noto recapito e se avesse svolto negli ultimi tempi attività politica il Consolato Generale a Parigi informava che non era noto l’attuale recapito della nominata che non si era più presentata negli uffici dal 1935. Con una informativa dell’agosto 1938 la Prefettura di Frosinone comunicava al Ministero dell’Interno che la D’Annunziata si trovava in Francia con recapito al Passage Callot (baracca in legno) n. 9 Paris XIII ove si recava di tanto in tanto ed era conosciuta come professante sentimenti comunisti ed antifascisti. Il carteggio si chiude con una nota del Ministero dell’Interno al Prefetto di Frosinone dell’agosto del 1939 in cui si comunicava che non era stato possibile accertare se la connazionale risiedesse ancora a Parigi e quale condotta, specie politica serbasse. (Archivio Centrale dello Stato – Casellario politico centrale. Busta n. 1615, fasc. n. 74541).

 

 

 

 

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Di Romeo Fraioli

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