CRONACHE&COMMENTI
Ma un Pd aperto, cara Valentina, è un Pd che va oltre se stesso
di Aldo Pirone
Oggi è l’otto marzo festa internazionale delle donne. Il mio pensiero va a Valentina Cuppi, sindaco di Marzabotto e Presidente del PD. Valentina ha 37 anni, fu eletta al vertice dei dem per volontà di Zingaretti che volle dare un segnale, uno dei pochi purtroppo, di rinnovamento e di apertura all’esterno del suo partito. Valentina non era infatti iscritta al Pd e veniva dalla sinistra. Fu eletta senza le obiezioni di cacicchi e capicorrente, perché la carica di presidente è, da quelle parti, considerata poco più che onoraria, senza incidenza politica nella cucina di quel partito incistato dal correntismo senza princìpi e né valori. Ha dovuto subire anche le ironie radical chic di un’altra donna, Concita De Gregorio, che la trattò, sempre su “la Repubblica”, da illustre sconosciuta, ironizzando su di lei. “E’ salita al Colle – scrisse – con la delegazione. Era dietro a Orlando, Marcucci e Del Río, panico fra i fotografi che devono mandare la foto con didascalia. Vabbè”. Certo, Valentina aveva una grave mancanza: non era conosciuta nei salotti romani frequentati da Concita, ma solo dai suoi concittadini di Marzabotto che l’avevano eletta col 71% dei voti. Ma i radical chic non lo sapevano.
La sindaca di Marzabotto, un paese quanto mai evocativo nelle vicende della Resistenza ai nazifascisti, ha le idee chiare su cosa vuol dire fare politica e lo dice stamane su “la Repubblica” intervistata da Giovanna Casadio. “Siamo andati – racconta – con gli assessori (di Marzabotto n.d.r.) e i consiglieri durante il lockdown per rassicurare, portare mascherine e anche generi alimentari. È un territorio montano, ci sono persone fragili a cui stare vicini. Per me la politica è occuparsi del bene delle persone”. Sul partito di cui è Presidente dice come lo vorrebbe: “Mi piace un Pd che va in questa direzione, che nei territori apre i circoli ai senza fissa dimora e aiuta chi è in difficoltà. Il Pd deve stare lontano dai blocchi di potere sconnessi con la vita delle persone”. Per questo, sabato scorso, ha subito ricevuto e discusso con i rappresentanti delle Sardine per quattro ore della rifondazione non solo del Pd ma di tutta la sinistra. “Non rinuncio – dice – alla mia idea di Pd, Ho accettato il ruolo di presidente perché ho creduto in un Pd aperto”.
Ma un Pd aperto, cara Valentina, è un Pd che va oltre se stesso. E’ un Pd che decide di confluire con Leu, con gli altri partitelli della sinistra e, soprattutto, con l’associazionismo progressista presente nella società civile, in una Costituente di una nuova forza politica con valori alti, socialisti e cristiani nel senso di Papa Francesco, con obiettivi di trasformazione sociale ispirati ai dettami della Costituzione. Un partito dove non ci sia posto per i condizionamenti renziani, para renziani, neocentristi e moderati liberal democratici. Poi, contro la destra sovranista, nazionalista, xenofoba e neofascista, si potrà, e si dovrà, anche con loro far fronte comune nelle condizioni che saranno date al momento.
Valentina sul Pd non è un’ingenua. “La sfida vera ci sarà dopo l’Assemblea, – osserva – perché il Pd va rifondato con una discussione profonda”.
Se cercano un nuovo segretario traghettatore, quelli della maggioranza del Pd ce l’hanno già: è Valentina, la loro Presidente.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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