GabriellaRasponiSpalletti 350 min

8 MARZO 2021

Se anche gli uomini si battessero con le donne e per le donne saremmo tutti più civili e liberi

di Rossana Germani
GabriellaRasponiSpalletti 350 minLa festa della donna avrà ragion d’essere fino a quando non si raggiungerà la piena parità di diritti, in tutti i campi!
Fin dalle epoche più remote le donne sono state considerate come degli oggetti da possedere e usare a proprio piacimento.
Per fare solo un esempio, lo ius primae noctis pare fosse una pratica comune. Il padrone del servo che si era appena sposato aveva il diritto di passare la prima notte di nozze con la sposa del suo servo.

Ma le donne pian piano hanno alzato la testa e cominciato a ribellarsi per cercare di migliorare la loro condizione. Hanno capito che l’unione fa la forza e si sono unite nella lotta, manifestando fino a quando quel determinato diritto non veniva loro riconosciuto. Molte donne hanno dato la vita pur di cercare di migliorare le condizioni di tutte. Le conquiste più recenti del secondo dopoguerra, come il diritto di voto, la legge sul divorzio, quella sull’aborto, ma molte altre ancora, si fondano sulle basi del coraggio e delle lotte delle donne che le hanno precedute.

Vorrei in questa occasione ricordare in particolare una donna che ha fatto molto per creare quelle basi riscattando le condizioni di vita delle donne già dal 1897.
E proprio “1897 Storia di un riscatto” è il titolo di un libro che vorrei consigliare a tutte le donne ma non solo a loro, è bene che lo leggano anche gli uomini. È un libro storico ma anche molto passionale, a tratti romanzato al punto da suscitare emozioni davvero forti. Viaggia su due binari che si intersecano grazie ai protagonisti che si interessano in modo molto penetrante dei due problemi a quel tempo più evidenti a Quarrata, un comune in Provincia di Pistoia. C’è la storia riguardante l’ospedale Caselli che doveva fungere da ricovero per gli anziani del posto per garantire loro una serena vecchiaia e che era stato ordinato al comune stesso di costruirlo da un ricco imprenditore del luogo attraverso un lascito di una grossa somma di denaro. E poi c’è la storia del riscatto femminile ad opera di una grande donna e non perché fosse una contessa. Io vorrei qui tralasciare l’altro binario e concentrarmi più su questo.

Gabriella Rasponi Spalletti era una nobildonna che aveva sposato il conte Venceslao Spalletti deputato nel 1870 e successivamente senatore del Regno. Viveva a Roma ma ogni tanto andava a passare qualche giorno nelle colline del Montalbano in Toscana dove aveva una villa ed è proprio lì che inizia la sua nuova vita.

Gabriella Spalletti non si atteggiava a contessa come facevano le altre nobildonne dell’epoca. Non era amante del lusso né della1897 STORIA DI UN RISCATTO Lorenzo Rossomandi 350 min mondanità e amava stare tra la gente comune. Una volta conosciute le condizioni delle donne del luogo – grazie alla vivace intelligenza e alla ingenua sfrontatezza di una bambina attraverso la quale l’autore del libro ci porta dentro il cuore dei problemi – la contessa decide di fare qualcosa per cambiarle. Crea una scuola di filet in cui tutte le donne, una volta imparato, potevano lavorare e rendersi autonome dai loro uomini che ancora nel 1900 si comportavano da padroni delle loro mogli o figlie. Le condizioni delle donne in quel periodo infatti erano ancora molto disumane: “un cavallo valeva quasi più di loro”. Lavoravano senza riposo e senza alcuna considerazione e rispetto da parte degli uomini tutti, anche dei propri mariti o dei propri padri.
E proprio dall’impegno e dalla caparbietà di quella contessa si è arrivati ad una condizione decisamente migliore delle donne sia in ambito casalingo che in quello lavorativo arrivando a far ottenere loro anche la pensione.

Quella scuola di ricamo fu, infatti, trampolino di lancio per veri e propri laboratori artigianali e non solo. I loro manufatti erano opere d’arte, venivano apprezzati ed erano molto richiesti.
Molte di quelle donne, dunque, contribuirono a far crescere l’economia della città con la loro imprenditoria. E, grazie ai versamenti appositi di una parte del loro salario, come suggerito dalla contessa, riuscirono a godere tutte della pensione.
Oltre alla storia vera della scuola di ricamo raccontata nel libro, la contessa fu promotrice di molte altre iniziative femministe anche a Roma.

Nel 1903 la contessa Rasponi Spalletti creò, insieme ad altre donne illuminate ed influenzate positivamente da lei, il Consiglio Nazionale delle Donne Italiane del quale fu presidente per quasi 30 anni.
Al congresso del 1908, nel suo discorso di apertura del CNDI, la contessa illustra il programma politico dell’organizzazione alla quale facevano capo i comitati locali di tutta Italia e non solo.
In quella occasione spiega i punti chiave da tener presente per arrivare ad una vera e propria emancipazione femminile. Quei punti che vennero poi ripresi a distanza di cinquant’anni, nel secondo dopoguerra, dallo Stato Sociale.
Nello specifico, i punti sui quali si fondava il CNDI prevedevano: l’impianto di fabbriche femminili italiane; le biblioteche circolanti per le donne; l’Alleanza Nazionale per la Maternità e per l’Infanzia; il Segretariato per la tutela delle donne e dei fanciulli degli emigrati ed altri punti che potrete leggere nella premessa del libro fatta da Rosina Testai.

Dopo aver spiegato come quel programma fosse stato preso in considerazione da molte regioni italiane, nel suo discorso la contessa esorta le donne ad unirsi e combattere verso un’unica direzione, quella della loro emancipazione.

È con profonda ammirazione, emozione e rispetto che ho riportato una piccola parte del suo operato che ha reso la vita più dignitosa a molte donne di quel tempo ma non solo. È infatti anche grazie alle sue basi che stiamo sulla strada giusta verso una completa parità anche se credo sia ancora molto lontana.

Ringrazio l’autore del libro, Lorenzo Rossomandi, per aver preso a cuore questo argomento perché solo se anche gli uomini si battono con noi e per noi, la nostra strada verso la completa emancipazione sarà più semplice da percorrere e più breve.
Auguro a tutte le donne ma anche a tutti gli uomini che stanno al nostro fianco, una buona vita, libera e serena tutti i giorni dell’anno, insieme.

 

 

 

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Di Rossana Germani

Rossana Germani nata a Sora il 5 Maggio 1975. Amante della scrittura, prima ancora che della lettura, ho coronato il mio sogno pubblicando il libro "Storie in centrifuga - Napoli non molla!" scritto insieme a Lorenzo Rossomandi.Sono a bordo della redazione di CiesseMagazine dove scrivo articoli e curo anche la rubrica di cultura, libri e poesia. Collaboro con UNOeTRE.it

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