VILLA S. STEFANO. Comuni del Frusinate
Scompare uno dei pionieri del pilotaggio acrobatico nazionale
di Augusto Anticoli
E’ venuto a mancare all’affetto dei suoi cari un personaggiio che ha dato lustro alla comunità ciociara, Ennio Anticoli, originario di Villa Santo Stefano.
E’ stato uno dei pionieri del pilotaggio acrobatico che hanno fatto la storia delle celebri frecce tricolori, autentico orgoglio nazionale. Ennio, 89 anni, viveva con la famiglia in provincia di Udine, a Bressa di Campoformido. In pensione dal 1994, nella sua carriera ha accomulato il ragguardevole traguardo di dodicimila ore di volo e negli ultimi anni di lavoro è stato anche comandante pilota dell’Alitalia. Anche il fratello Sergio, mancato 11 anni fa, è stato uno dei migliori top gun dell’Aereonautica Militare. Pilota del Sesto stormo Cacciabombardieri, Ennio entrò nei Diavoli rossi, tra le formazioni emergenti di pattuglia acrobatica italiana. Nel 1961, lo Stato Maggiore dell’Aereonautica fondò le Frecce Tricolori, dove nella formazione a sette, Ennio volò come primo gregario a destra. Fu l’inizio di un percorso iniziato dall’eroico padre, cui i figli Ennio e Sergio hanno contribuito a dare lustro alla storia del volo acrobatico!
Da villasantostefano.com, il racconto di Giovanni Bonomo e Pino Leo sulla vita e la carriera di Gaspare Anticoli. “Gasperino, nato nel 1902 a Villa Santo Stefano, era il primo di cinque figli di Zenobio Luigi e Margherita Maiella; dopo di lui vennero Luigino, Carolina, Duilio e Mario. La carriera militare di Gasperino iniziò a diciannove anni, prima nell’esercito, dopo nella Regia Guardia (Polizia di Stato), per approdare nel 1923, con tutto il suo entusiasmo alla neonata Aeronautica. Nel 1924, conseguì il brevetto di pilota ed entrò a far parte del 1° Stormo Caccia, costituito a Ghedi (Brescia) nel 1923. Nel 1927, lo Stormo venne trasferito a Campo Formido (Udine). Negli anni seguenti, sotto il comando del Ten. Col. Rino Corso Fuggè, lo Stormo iniziò a specializzarsi in acrobazie e ” … Gaspare, divenuto un’abile pilota svolse queste attività insieme a manovre aeree combinate, diurne e notturne, crociere di addestramento, esercitazioni topografiche e di collegamento…”. Fu impegnato nella Guerra d’Africa del 1936; nel 1940 il 1° Stormo fu distaccato in Sicilia.In tutti questi anni, Gasperino, fu apprezzato per la sua abilità di pilota sia dai suoi superiori che dai colleghi. All’inizio della guerra, per le sue capacità fu scelto, insieme a pochi altri piloti, per il trasferimento dall’aeroporto di Lonate Pozzolo (Varese), sede della ditta Macchi, a quello di Catania, del nuovissimo aereo Macchi 200 ‘Saetta’.
“La tranquillità di una serena mattina di prima estate del 1958 fu, improvvisamente, interrotta dal fragore di un tuono; un attimo dopo, preceduto da un sibilo, un jet militare apparso dalla cima del Siserno, picchiò con la velocità del suono, verso la valle dell’Amaseno per scomparire in risalita dietro la montagna di Pisterzo. Noi, sorpresi, con il naso all’insù, riuscimmo, appena in tempo, a vedere il leggero battito delle ali che i piloti usano fare, di solito, in segno di saluto. Qualche secondo dopo,
l’aereo riapparve, questa volta, con percorso inverso, passò a bassa quota sul paese, “salutò con le ali” per scomparire definitivamente dietro monte Siserno. “Chiss’ iè Enio, Enio Anticol’, i’ figli’ d‘ Casperin’ !” esclamò, deciso, qualcuno tra le persone che, nel frattempo, sorprese, si erano raccolte, in capannello, tra Sant’ Uastian’ e la Porta, per commentare l’accaduto. Ennio Anticoli ripeteva lo stesso volo che, diciotto anni prima, il padre Gasperino aveva fatto con il suo Macchi 200 ‘Saetta’, in quella fatale mattina del 10 agosto 1940, prima di morire, tragicamente dieci giorni dopo, presso l’Ospedale di Ceccano, per le gravi ferite riportate a seguito dello sfortunato atterraggio su un terreno coltivato a grano turco in località la Botte, nei pressi di Ceccano”.
Gaspare, Ennio e Sergio Anticoli hanno rappresentato un importante punto di riferimento e un fulgido esempio per i piloti di ogni epoca! Pertanto, la comunità di Villa Santo Stefano è onorata di annoverare, tra i suoi figli illustri, una famiglia di aviatori che con le loro imprese e nell’ambito di loro competenza, militare e civile, hanno scritto invero pagine di storia italiana!