Partiti. PCI
Stellantis: il sito di Cassino sembra il più debole
PCI Lazio
Cassino (FR). Parte STELLANTIS: potenzialità, ma – denuncia il PCI – tenere alta la guardia per mantenere siti produttivi attivi e lavoratori salvaguardati.
«Da lunedì 18 gennaio è iniziato il cammino della fusione tra FCA e PSA con la nomina del francese Carlos Tavares ad Amministratore Delegato della nuova società STELLANTIS.» – ricorda Oreste della Posta, segretario del Partito Comunista Italiano del Lazio – «Il nuovo A.D. ha avuto un rapido incontro con i rappresentanti sindacali, includendo anche la FIOM, per la prima volta, dato che non è firmataria del contratto. L’era Marchionne è finita. L’Amministratore ha assicurato che i siti produttivi non verranno chiusi. Il nuovo Gruppo deve affrontare la transizione all’elettrico, che comporta un notevole aggravio di costi e di nuova ricerca, in tempi brevi. Anche perché la concorrenza è un passo avanti rispetto all’elettrico.» – continua l’esponente comunista, spiegando – «Da considerare che il Governo francese è azionista diretto di STELLANTIS (6,2 %) ed esprime un membro componente del Consiglio di Amministrazione. La proposta del PCI su questo punto è chiara: il Governo italiano entri come azionista nel Gruppo STELLANTIS con almeno il 6,2 %, con la stessa quota del Governo Francese. Nelle fabbriche italiane, oggi, sono impiegati circa 55.000 lavoratori, 14 marchi sono uniti in una sola società. Sarebbe una cosa molto grave se il Governo italiano non entrasse nell’azionariato di STELLANTIS. Gli impianti italiani hanno ripreso a marciare anche nel polo torinese con la 500 elettrica.» – Quindi denuncia, allarmato Della Posta – «Solo Cassino è in grave difficoltà, viaggia al 10 % della capacità produttiva, l’unica speranza è di riprendersi con la costruzione e commercializzazion
e del SUV Maserati “Grecale”, che entrerà in produzione entro la fine del 2021. L’Amministratore di STELLANTIS, Carlos Tavares , punta sui nuovi modelli elettrici, ben 39 modelli, anche se dai modelli FCA c’è stato un crollo del 26 %. Rilanciare alcuni marchi come Alfa Romeo e Maserati per la ripartenza. Ma, se analizziamo lo scenario di questa grande strutturazione industriale ci accorgiamo che la eventuale chiusura di siti produttivi è sempre possibile. Ed in questo quadro il sito di Cassino sembra il più debole. Anche se è vero che il Gruppo STELLANTIS è il 4° gruppo al mondo di automobili» – conclude il segretario del PCI chiamando ognuno alle proprie responsabilità – «e c’è l’impegno a non chiudere i siti produttivi, occorre che tutto il territorio del cassinate si stringa in difesa del polo produttivo di Cassino e le forze politiche presenti in Parlamento facciano sentire la propria voce in modo forte e deciso. La prova del nove per gli stabilimenti italiani arriverà con la presentazione del nuovo piano industriale.
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26 gennaio 2021