
Arte trovata per caso
Perché l’Arte di Strada?
ANTEFATTO (di Serena Galella)
Oggi si parla di me, dovevate aspettarvelo che prima o poi sarebbe successo.
A farlo sarà Tania Castelli, amica con la quale condivido il lavoro nella redazione di UNOeTRE.it e questi mesi dal lockdown ad oggi, confrontandomi e consigliandomi praticamente su tutto. E’ a lei che devo l’invito a scrivere e così oggi sarà lei a raccontare di me.
Mi ha pure fatto una video intervista nella mia casa/nido di Faleria e abbiamo avuto una serie di interruzioni, così ho affidato il montaggio ad un mio alunno di terza media e quello che vedrete è opera di Davide, che ringrazio.
Abbiamo passato un fine settimana assieme, io e Tania, finalmente. Il nostro stare insieme mi ha rammentato la prima volta che ho lavorato con Barnelli, ricordo che mi ha fatto fare il giro di tutti i bar della zona dove viveva e quando gli ho chiesto quando avremmo fatto le prove mi ha risposto: “ma queste erano le prove! Ahahah…”.
Ecco la povera Tania si è messa alla prova a starmi dietro per oltre 24 ore, ma spero capiti presto e ancora.
Come sempre non sono mai soddisfatta, quando parlo mi perdo … e tante cose importanti che volevo dire sono rimaste sospese nell’aria, chiamo il ginocchio caviglia e ne faccio di ogni genere.
Non me ne vogliate, cosa ci posso fare se mi hanno concepita il giorno di carnevale e si sa, che ogni scherzo vale.
A Tania la parola … o meglio, a me! ;O)
Tania Castelli intervista conversando Serena Galella (video)
Un anno fa invitai il gruppo Facebook “Sardine Creative” in un bar del centro di Roma per conoscerci in occasione di un flash mob e la prima ad accettare fu Serena. Arrivò con un cartello più grande di lei, vestita tutta di verde, calze incluse; sembrava Trilly di Peter Pan, ma con un suo stile vagamente fricchettone. “E questa da dove sbuca?” pensai divertita. Quando cominciò il flash mob Serena, di statura minuta, si mescolò alla folla e di lei si vedeva solamente il cartello. È nata così la nostra amicizia: con un caffè e una risata.
Serena è un ciclone small size, piccolo e “s-travoltente” che coinvolge chiunque incontra. E spesso anche quelli con cui si scontra. Con lei è vietatissimo annoiarsi o essere banali. Forse per innata qualità o per i tanti anni di insegnamento, riesce a tirare fuori il meglio dalle persone. Intelligente, ironica, sensibile, diretta come una pallottola, piena di colori, idee e riccioli, ha fatto dell’arte in ogni sua declinazione una ragione di vita, fin da quando a 17 anni ha cominciato a fare teatro.
La sua cifra espressiva si sviluppa maggiormente nel teatro di strada, ma le sue più grandi passioni sono la musica, la danza ed
i viaggi. Balla tango argentino e qualsiasi altro tipo di arte tersicorea abbia sperimentato nei paesi in cui è stata.
Ancora giovanissima ha appeso al chiodo le punte, per calzare più tardi i meno classici trampoli e con quelli in spalla ha portato i suoi spettacoli in mezzo mondo.
Arte, viaggi, musica, danza, teatro … e politica. È infatti tra i fondatori della FNAS, Federazione Nazionale Arti di Strada (presso l’AGIS, Associazione Generale Italiana dello Spettacolo). Ha fatto parte della Commissione Comunale capitolina per la stesura del Regolamento delle Arti di Strada nel ‘99 e nel 2007 le è stato conferito il premio “Il Chiodo d’Oro” al Festival “Mercantia” di Certaldo, anche per l’impegno politico in difesa della libertà di espressione.
Parla (tantissimo!) anche in spagnolo, portoghese, francese e suona vari strumenti tra cui percussioni e concertina. Ogni tanto ci riprova con il clarinetto per poi riporlo per lungo tempo. Non so bene il perché di questa tempistica, Serena è un libro aperto fatto anche di piccoli misteri.
Tra la miriade di cose a cui si è dedicata c’è anche il crowdfunding, una raccolta fondi dal basso, per produrre un documentario sul più famoso dei buskers: Bernd Witthüser in arte Barnelli. Per questo suo progetto ha speso due anni di lacrime e sangue, un duro lavoro che è intenzionata a portare a termine, anche se la raccolta non ha portato i frutti sperati e necessari per completare il documentario.
Esuberante ed energica, si stenta a starle dietro mentre fa mille cose contemporaneamente e rimbalza dall’una all’altra “come la pallina del flipper”. Infatti quando le è possibile sale sui trampoli e presenta il suo spettacolo solista, malgrado attualmente lavori a tempo strapieno come prof. di Arte e Immagine nelle scuole medie (amatissima dai suoi alunni) e si dedichi al giornalismo, curando una propria rubrica su UNOeTRE.it e CiesseMagazine.
Insomma il suo curriculum artistico e professionale è impossibile da sintetizzare così come non si può raccontare in poche righe la sua storia, o parlare brevemente della sua personalità naturalmente champenois. Per questo ho deciso di cimentarmi in una videointervista, malgrado sia la sua specialità giornalistica.
Pensate che io sia di parte perché è una mia carissima amica? Giudicate voi stessi guardando il video!
Dimenticavo … fatele gli auguri perché oggi compie gli anni! (Buon compleanno Pallina!)
*Serena Galella in Videointervista
Canale YouTube Serena Galella: https://www.youtube.com/user/tatamatateatro/videos
Pagina Facebook: https://www.facebook.com/serena.galella/
Pagina Facebook dedicata al documentario su Bernd Barnelli Witthser: https://www.facebook.com/documentariobarnelli
Crowdfunding per documentario Barnelli:
https://www.produzionidalbasso.com/project/bernd-barnelli-witthuser-il-documentario/
Serena Galella ha iniziato a fare teatro nel 1982 a Frosinone nella compagnia “Grupo Teatro Biberon” e successivamente l’“Atelier Magic”.
Dal 1992 si è esibita in spettacoli che prevedono l’uso dei trampoli e come solista sotto il nome “Teatro dello Scarabocchio” per circa sei anni. Ha collaborato con diverse compagnie e progetti, con artisti di differente formazione, tra questi: “Abraxa Teatro” (Roma), “Antidoto Lento” di Adrian Bandirali (Argentina), “L’Arciconfraternita di San Mauro”, “Batteria Pernagipau”, “Le Vedove Allegre s.r.l.”, “Tatamata Teatro di Serena e Zar” compagnia da lei fondata coll musicista serbo Aleksandar Caric’. L’ultima collaborazione con la leggenda dei Buskers, Bernd Witthueser in arte Barnelli, del famoso duo “Otto e Barnelli”. Si è occupata attivamente della divulgazione del teatro di strada e dei problemi inerenti all’esibizione spontanea degli artisti in Italia; a fronte di questo impegno nel 2007 il Festival “Mercantia” di Certaldo le ha conferito il premio “Il Chiodo d’Oro”. I suoi spettacoli l’hanno portata in Giappone, Uruguay, Argentina, Svizzera, Spagna, Francia, Serbia, Repubblica Ceca, Slovenia, Portogallo, Croazia, Armenia, Cabo Verde e ha curato scambi culturali con artisti e compagnie a Cuba. Innumerevoli i Festival e le esibizioni in tutto lo “stivale” che girato in lungo e in largo. Tra le sue partecipazioni in trasmissioni televisive: “Tutti gli Zeri del mondo” di Renato Zero su Rai1. Attualmente è tornata ad esibirsi come solista nello spettacolo “Incontri e Addii”, una performance di danza e pantomima sui trampoli. Si è formata con diversi maestri, tra questi: Ferruccio Merisi, regista della compagnia “Attori e Cantori” di Pordenone; Julia Varley, attrice dell’ “Odin Teatret” di Holstebro-Danimanrca; Magdalena Pietruska, attrice dell’ “Institutet for Skenkost” di Pontremoli; Laura Curino del “Laboratorio Teatro Settimo” di Torino; Yves Lebreton; presso “La Compagnie du Mystère Bouffe” (Francia) ha studiato Commedia dell’Arte con Carlo Boso, Bob Heddle Roboth, Stefano Perroco. Ha appreso l’arte del clown con Pierre Byland (Svizzera), con Sandro Berti della Banda Osiris e con Eric De Bont, Encarna de Las Heras e Claudia Pellegrini (Olanda-Spagna), Insegna ad andare sui trampoli ed è docente di Arte e Immagine nella scuola pubblica italiana. Di recente si diletta a scrivere una rubrica dedicata all’arte e agli artisti, partendo da esperienze vissute e incontri reali. Pubblica su CiesseMagazine la rubrica “Seren…dipità” e su UNOeTRE.it, che da spazio anche a sue riflessioni sulla scuola e sulla società, “L’arte trovata per caso”.
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