Ceccano: il voto 2020
Ora un controllo serrato sull’agire amministrativo
Emanuela Piroli ha rilasciato a UNOeTRE.it questa valutazione del voto per il rinnovo dell’Amministrazione di Ceccano svolto il 20 e 21 settembre 2020
I risultati migliori e quelli peggiori: Dove?
I risultati migliori nei seggi del centro, anche in quelli in cui vota il quartiere Di Vittorio, e nei seggi in cui avevamo candidati più forti e più rappresentativi.
I risultati peggiori in alcune zone di campagna, dove ci ha penalizzato l’essere meno radicati in alcuni territori.
Il dato da considerare è che si tratta di seggi in cui per anni è prevalso il voto al centrosinistra, oggi il quadro si è ribaltato. A dimostrazione che in politica non si vive di rendita, bisogna impegnarsi tutti i giorni per la propria comunità. Lo affermo con molta amarezza, noi abbiamo trovato il deserto a sinistra, e siamo riusciti con determinazione ed entusiasmo a piantare qualche seme. E’ indispensabile ricucire un rapporto di fiducia con un elettorato deluso che non si è sentito coinvolto in alcune scelte politiche, cercando, così, altri riferimenti.
Quali sono stati i veri avversari? Dove vincono e perché secondo Emanuela Piroli? Ci sono particolari realizzazioni in quei luoghi?
Il nostro vero avversario è stato sicuramente Caligiore con la sua coalizione. Marco Corsi si è rivelato un avversario debole, nonostante le sette liste, nonostante i tanti candidati grandi “portatori di voti”, non ha raggiunto l’obiettivo di cui era molto sicuro. Con onestà intellettuale, riconosco che Caligiore e i suoi, vincono ovunque.
Hanno vinto per più fattori. Innanzitutto erano amministrazione uscente, già di per se avvantaggiata. Nonostante la sfiducia a pochi mesi della fine del mandato, sono riusciti a rivendersi molto bene. Caligiore, che è il primo responsabile della caduta della sua amministrazione, è riuscito a passare da vittima, scaricando su chi lo ha sfiduciato, tutte le responsabilità. Indubbiamente è stato bravo. Poi avevano disponibilità economiche palesemente superiori alle nostre e una organizzazione sul territorio costruita negli anni, che a noi è mancata per ovvi motivi. Aggiungo che era una coalizione ben riconoscibile da un elettorato schierato, avendo al suo interno liste di partito.
Particolari realizzazioni non ci sono in nessun luogo di Ceccano. Durante la campagna elettorale abbiamo percepito ovunque molto malumore, concittadini delusi, che si sono sentiti abbandonati. Esigenze rimaste inascolatate, problemi irrisolti. Proprio per questo, sinceramente, non ci aspettavamo che vincessero al primo turno.
Un giudizio sul quadro politico dei contendenti l’Amministrazione del Comune di Ceccano
Da una parte la destra ufficiale, sovranista, appoggiata da una piccola area della destra moderata cattolica. Una destra che si vanta delle foto con il saluto fascista, che chiama “Covo” una sezione locale, che si fa foto di gruppo con la maglietta nera. Una coalizione che ha, però, convinto anche elettori non schierati politicamente, per la rete di contatti costruita negli anni e le tante rinnovate promesse.
Dall’altra parte una coalizione ibrida, senza identità, guidata da un candidato con una storia politica di destra e un percorso non sempre coerente, nata a tavolino, con i numeri alla mano. Una coalizione a cui hanno partecipato anche il PD (con una civica) e il PSI, i cui gruppi dirigenti, probabilmente, hanno considerato non competitiva la nostra proposta, scegliendo una strada più sicura, lontana dalla loro storia, che poi si è rivelata tutt’altra cosa, pagando a caro prezzo una incoerenza che l’elettorato non ha accettato.
La maggioranza, diciamo assoluta di Caligiore, richiede una solida e costante opposizione guidata da chi è stata la vera unica alternativa. Come costruire questa consapevolezza nei cittadini?
Senz’altro sì. Un’opposizione dura, costruttiva se e quando ce ne saranno le condizioni. Un controllo serrato sull’agire amministrativo. Mi sono candidata a Sindaco perché ho visto la mia città in decadenza, sotto tutti i punti vista: sociale, economico, culturale. Una città ferita, che avrebbe avuto bisogno di un cambiamento di rotta, di una guida più attenta e disinteressata. Abbiamo creato, per questo, una alternativa. Molti cittadini hanno recepito il messaggio, e il nostro risultato elettorale lo conferma. Ora bisogna lavorare per non disperdere quanto costruito e per allargarsi. Un lavoro grande, da fare sui banchi dell’opposizione in Consiglio Comunale, ma anche fuori, tra la gente, nei quartieri e nelle piazze, attraverso iniziative pubbliche e utilizzando in modo intelligente i social, che sono in fondo una piazza virtuale. Cercando, così, di coinvolgere il più possibile la comunità nella vita pubblica della città.
Un saluto e un appello ai Ceccanesi
Non rivolgo appelli ai cittadini, non siamo più in campagna elettorale. Li ringrazio per la fiducia, l’affetto, l’entusiasmo che ci hanno dimostrato. Dico loro, semplicemente, di interessarsi della vita pubblica della propria città, di seguire l’attività amministrativa e consiliare, per maturare una maggiore consapevolezza e per decidere, con gli strumenti giusti, chi potrà meglio rappresentarli anche nel prossimo futuro. Le promesse elettorali in campagna elettorale siamo tutti bravi a farle; più grande è la promessa, più grande è il consenso, ma è anche più facile che sia una falsa promessa.
Credo che Ceccano abbia voluto dare a Caligiore una seconda opportunità, ma ora non potrà più attribuire il fallimento amministrativo a “quelli di prima” o al commissariamento. Oggi è tutta un’altra storia, il suo capro espiatorio non c’è più, e noi saremo pronti a rimarcarlo giornalmente. Tra l’altro anche guardando la nuova giunta, non percepisco discontinuità con la precedente. Riconrmare l’assessorato alla cultura, equivale ignorare la realtà dei fatti, lo stato della biblioteca, le iniziative super selettive, l’assenza di una consulta delle associazioni, l’atteggiamento arrogante verso chi non la pensa come lui; rinnovare anche l’assessorato alla scuola, vuol dire che nei confronti della scuola si è agito bene, e in questo caso non serve neanche descrivere la situazione scolastica, perché è stata sotto gli occhi di tutti. Non condivido che deleghe importanti, come quella ai lavori pubblici, non abbiano un assessorato. L’unica novità gradita, sono gli importanti incarichi a due giovani donne, Aceto e Bianchini, campionesse di consensi, che mi auguro compiano il loro dovere con impegno e dedizione, con autonomia e competenza. E a proposito della giunta, chiediamo che vengano pubblicati, sul sito del Comune, i casellari giudiziali degli assessori.
Noi saremo le sentinelle di questa amministrazione, sentiranno il fiato sul collo.
Emanuela Piroli