Memoria
Muore la Patria monarchica e fascista nasce quella democratica e repubblicana.
di Aldo Pirone.
C’è stato un momento in cui la monarchia ebbe un definitivo tracollo nella coscienza civile e politica degli italiani? Sì, fu proprio l’8 settembre del ’43. Mentre a Roma, all’Ostiense e a Porta San Paolo, soldati e civili si uniscono per respingere i tedeschi, il re, con Badoglio e decine di dignitari e i capi dell’esercito, fuggono lasciando gli italiani, soldati e popolo, in balìa dei tedeschi.
La data fatidica è ricorsa ieri. Negli anni scorsi, ricordando questa data, Ernesto Galli della Loggia ha voluto parlare di “morte della Patria”, ripescando l’espressione da un vecchio libro di Salvatore Satta. Ma a morire fu la Patria incarnata nell’istituto monarchico affossato da un re fellone, Vittorio Emanuele III. Con lui crollò un’intera classe dirigente che era stata fascista e che del fascismo aveva accettato e condiviso le cose più turpi e immorali: la dittatura, le guerre d’aggressione e di rapina e le leggi razziali. Al tempo stesso è proprio quel giorno che rinasce una Patria diversa, quella antifascista. Sono gli antifascisti tornati dalle carceri, dall’esilio e dal confino che, insieme a tanti popolani e soldati scampati alla deportazione nei lager tedeschi e insieme a tanti italiani di tutte le classi sociali, iniziano la Resistenza ai nazisti e ai fascisti tornati all’ombra delle loro baionette. Sono loro a impadronirsi della Patria dandole un contenuto opposto, democratico e popolare, a quello monarchico e fascista. Il 9 settembre mentre il re e Badoglio sono in fuga verso Pescara, il neonato Comitato di liberazione nazionale chiama il popolo italiano alla lotta armata contro l’invasore: “Nel momento in cui il nazismo tenta di restaurare in Roma e in Italia il suo alleato fascista, i partiti antifascisti si costituiscono in Comitato di liberazione nazionale, per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza e per riconquistare all’Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni”.
Ha scritto Piero Pieri, partigiano e storico militare: “Se l’improvviso tracollo dell’8-9 settembre segnava la profondità del baratro in cui la nazione era precipitata, esso era pure il punto di partenza di quella meravigliosa affermazione delle recondite virtù di nostra gente che si disse la Resistenza”. La Patria italiana rinasce per divenire repubblicana, democratica e costituzionale con la Resistenza e la Guerra di liberazione nazionale. Una stagione di lotta dura e spietata, iniziata a Roma l’8 settembre e durata venti mesi, costata lacrime e sangue al popolo italiano.
E’ bene ricordarlo. Sempre.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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