Un messaggio chiaro al padronato, al Governo e a tutte le Istituzioni
di Mario Costa – “L’iniziativa del giorno 29 prossimo è l’avvio per dire al governo, alle imprese, alla Confindustria e, mi permetto di dire, anche alle Regioni e ai Comuni che, se le risposte non saranno sufficienti, il 18 di settembre pensiamo di mettere in campo una mobilitazione unitaria e generale del mondo del lavoro, dei pensionati, dei giovani e dei precari. Perché c’è bisogno di cambiare questo Paese e non vogliamo tornare alla situazione preCovid, ma vogliamo costruire una nuova società”. Con queste bellicose parole il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha chiuso il suo lungo, appassionato, applauditissimo intervento a Cassino.
Nella splendida villa comunale tirata a lucido, tra il verde curato a dovere e tra lo sgorgare dell’acqua limpida delle sorgenti del Gari, il primo sindacato italiano ha celebrato qui, in questa oasi naturale, l’anniversario della sua nascita nella città martire. “Cgil Cassino 100. Un secolo di lotte per il diritto e per il lavoro (25 luglio 1920- 25 luglio 2020)”. Il parterre è stato collocato in uno dei viali della villa più ombreggiati intitolato a Vito Schifani, una delle vittime dell’attentato al giudice Borsellino, il cui sacrificio e quello degli uomini della sua scorta è stato ricordato, proprio pochi giorni fa, nella ricorrenza del 19vesimo anno, con una deposizione di fiori da parte del sindaco, Enzo Salera, presenti dirigenti ed agenti della Polizia di Stato.
La Cgil per l’occasione ha chiamato a raccolta gli iscritti (erano tanti), i cittadini, le autorità. C’erano il prefetto Ignazio Portelli, il questore Leonardo Biagioli, il presidente del consiglio Regionale, Mauro Buschini, il presidente della Provincia, Pompeo, il sindaco di Cassino ed altri primi cittadini del territorio, il presidente della Camera di Commercio, Pigliacelli. Naturalmente il segretario Cgil di Frosinone e Latina, Anselmo Briganti e quello generale del Lazio, Michele Azzola.
I discorsi ufficiali sono stati preceduti dalle belle, drammatiche immagini di filmato della TCR sulla distruzione
dell’Abbazia e della Città, sulla povertà materiale della gente e dei ragazzi di allora, sulle commoventi testimonianze. Mai come in questa occasione i ritardatari hanno avuto torto. Anche perché, la cerimonia è iniziata con inusuale puntualità. Infatti alle 10 e un minuto si è dato il via con l’Inno nazionale. Landini era già arrivato una ventina di minuti prima delle 10, con la puntualità di un orologio svizzero. Da noi è raro che una cerimonia inizi in perfetta coerenza con l’orario fissato. La mezzoretta di ritardo (quando va bene) è d’obbligo, come lo è con tale sistema la “punizione” per gli osservanti della puntualità costretti ad aspettare.
Nei vari interventi è stato ripercorso il lungo cammino di lotte per il lavoro, il diritto, gli scioperi a rovescio,
l’emancipazione. I tempi cupi del periodo fascista. “Il fascismo è servito per impedire il diritto dei lavoratori – ha detto Landini- quando non esisteva il diritto di sciopero e nelle imprese il capitalismo aveva il potere assoluto. Ma nel 1943 gli scioperi diedero una spinta alla caduta del fascismo e Di Vittorio fu tra i padri fondatori della Costituzione che, all’articolo 1° pone le sue fondamenta sul lavoro”.
Il nome di Di Vittorio, glorioso sindacalista, è ritornato spesso nei vari discorsi. Anche perché egli venne più volte a Cassino, dagli anni del primo dopoguerra quando, come ha ricordato Franco Mazzarella, segretario dei pensionati Spi, 50 anni di militanza, partirono le prime lotte, quelle dei contadini, dei ferrovieri, il piano Di Vittorio per il lavoro, per la rinascita di un territorio martoriato dalla guerra.
“La presenza del prefetto oggi qui tra noi – ha aggiunto Mazzarella – sta a significare che tante cose sono cambiate”.
Molto apprezzato anche l’appassionato intervento del sindaco di Cassino e il suo richiamo ai sacrifici della nostra gente nell’immediato dopoguerra, quando non aveva più nulla, per la sopravvivenza prima e per il progresso con l’avvio e lo sviluppo della industrializzazione. Non poteva non richiamare la battaglia necessaria per la difesa dell’ospedale da fare in raccordo con il sindacato. Argomento ripreso da Buschini con l’annuncio della firma, lunedì, del contratto di lavoro presso il Santa Scolastica con alcuni medici anestesisti. “Con l’uscita, finalmente, della Sanità regionale dal commissariamento ora inizierà una nuova stagione di investimenti”, ha assicurato il presidente del consiglio regionale. Una esigenza nazionale, non solo locale, questa, necessaria e possibile da soddisfare grazie anche ai fondi europei.
Per l’occasione è stato distribuito il libro di Franco Di Giorgio “La Camera del lavoro di Cassino”. Dal sottotitolo: “Cento anni di lotte per il lavoro, la pace, la democrazia”, edito dal Centro Documentazione Studi del Cassinate. Un bel lavoro da parte di uno che ha speso buona parte della sua vita nell’impegno sindacale.
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