capitano e perzechella panaro balcone 350 min

Una storia vera di solidarietà fatta di cuore e intelligenza e con una nota positiva

capitano e perzechella panaro balcone 350 mindi Serena Galella – A molti di noi, sarà capitato di leggere o vedere in televisione i servizi dedicati alla solidarietà partenopea, che si è distinta con il “Panaro Solidale” durante il lockdown dovuto alla pandemia.
La sorpresa, per me, è stata scoprire, dietro quel gesto, una mia vecchia conoscenza legata al teatro di strada. A compierlo, infatti, era proprio Angelo Picone “‘O Capitano”, assime alla sua compagna, Pina Andelora in arte “Perzechella”.

Ho seguito con interesse la loro inziativa solidale che ha avuto grande seguito anche oltre confine, condivisa addirittura dalla popstar Madonna e ho pensato:
ma come diavolo fanno degli artisti, che di norma gravitano ai limiti della sopravvivenza – specialmente in questo periodo, ad innescare un circolo virtuoso di solidarietà, per chi non ha nulla?

Viaggiando e vivendo ho capito una cosa che potrebbe non essere evidente per tutti: chi ha poco comprende le sofferenze di chi ha ancora meno ed è in questo modo che si genera empatia e condivisione.
E così il Panaro si è riempito ogni giorno per consentire ai due artisti, di offrire un pasto a chi non poteva permetterselo in quel momento di difficoltà.

Un video https://www.facebook.com/napolisolidale

Nel giro di poco, però, lo scenario si è capovolto e oggi sono loro a chiedere solidarietà, davanti ad un doppio sfratto che costringerebbe alla chiusura degli spazi culturali che hanno creato alcuni anni fa.
Dai giornali, clicca sul link per vederlo

Angelo è un artista di strada autentico, capace di buttarsi a petto nudo in imprese memorabili, come quella di creare una Carovana che per anni ha girato in lungo e il largo facendo spettacoli. La “Carovana d’arte antica e persa”, che già dal nome dichiarava le sue intenzioni, era una vera compagnia di saltimbanchi.
Pulcinella e Banditore, Menestrello e Contastorie, ‘O Capitano ha costruito in un vicolo del Centro Storico un’esperienza di scambio tra artisti che lascerebbe un vuoto incolmabile nel cuore di Napoli e nel panorama artistico del territorio.
Vico pazzariello
Ho conosciuto Angelo nel 1993, a “Mercantia – Festival del teatro da 4 soldi” (all’epoca si chiamava così) a Certaldo. Si esibiva con l’amico Salvatore di Foggia detto “Mattaccino” in uno spettacolo, un’opera popolare, “Pulcinella salvato dal capitalismo”. Angelo e Salvatote utilizzavano vari linguaggi, l’arte del cantastorie, l’uso delle maschere e i dei trampoli.

Era il debutto per loro come per me, la prima volta a Mercatia!
I racconti epici di come avessero iniziato a fare spettacolo sono legati a Montepeglia e al gruppo “’90 Teatro Movimento”, ma questa è un’altra storia…

pulcinella e la morte 300 min
Pulcinella salvatp dal capitalismo
Per sensibililzzare la popolazione e l’amministrazione partenopea, Angelo ha iniziato uno sciopero della fame.
A voi tutti l’invito di visionare i link per contribuire e sostenere il “Vico Pazzariello” e il “Teatro di Perzechella”. Lascio a ‘O Capitano la voce, con quell’inconfondibile accento partenopeo, per raccontarvi questa storia, perché credo sia importante condividere il suo appello.

Riporto di seguito il testo integrale della lettera in cui Angelo Picone racconta quello che sta vivendo.

 

*Un nota positiva. Le tre settimane di mobilitazione, concluse il 12 luglio, hanno portato ad una evoluzione positiva della vicenda, in quanto la proprietà ha deciso di non procedere con lo sfratto di Vico Pazzariello.

Due video. Nel primo la gioia dei protagonisti ed il ringraziamento di Angelo per questa prima vittoria.

 

https://www.ilmattino.it/video/napoli_vico_pazzariello_teatro_di_perzechella_pranzo_artisti_di_strada_rischi_sfratto_newfotosud_antonio_di_laurenzio_mp4-5340761.html

 

Nel secondo Il contributo in video da artisti dal mondo:

https://www.facebook.com/MatuPhotographie/videos/1762668637207044

 

Cliccate sulle 3 foto più piccole per ingrandirle Tutte le foto del servizio sono nella raccolta raggiungibile dal link a fondo pagina

 

La lettera integrale (i link del pdf sono tutti funzionanti) clicca qui

 

Per assicurare a tutti, computer e smartphone la visualizzazione delle foto le abbiamo raccolte e sono raggiungibili cliccando sul link che segue Raccolta ‘O Capitano

Per leggere le didscalie, cliccate sulle singole foto, quando sono sono ingrandite cercate in alto a destra la lettera “i” in un cerchietto, cliccatela e vi apparirà lo spiegone

Di Serena Galella

Attrice, artista, giornalista, insegnante. Serena Galella vive a Sabaudia, è insegnante di Arte e Immagine nella Scuola Media. Si diploma nel 1987/88 al liceo Artistico “Anton Giulio Bragaglia” di Frosinone e all’Accademia di Belle Arti (scenografia). Attrice, nel 1982 è cofondatrice della compagnia “Gruppo Teatro Biberon”, recita anche per l’”Atelier Magique” di Frosinone. A Roma (1992), approda al Teatro di Strada collaborando con “Abraxa Teatro” e “Antidoto Lento” di Adrian Bandirali (Argentina), “Le Vedove Allegre”, “Tatamata Teatro”, Barnelli Bernd Witthüser, del famoso duo lanciato da Arbore “Otto e Barnelli” e altri.Nel 1994, con ill musicista serbo Aleksandar Caric’ fonda la compagnia “Tatamata Teatro di Serena e Zar”. Collaborano per circa 17 anni E’ tra i fondatori della FNAS (Federazione Nazionale dell’Arte di Strada) presso l’AGIS. Questo impegno nel 2007 le frutta il premio “Il Chiodo d’Oro” al il Festival “Mercantia” di Certaldo. Da sempre si è cimentata come solista in spettacoli di danza sui trampoli, Ha partecipato ad alcuni tra i più noti festival in Italia e all’estero. Ha un suo stile comunicativo.Di recente si diletta a scrivere una rubrica dedicata all'arte e agli artisti, partendo da esperienze vissute e incontri reali. È impegnata con il Movimento delle Sardine e collabora con il loro Magazine nella rubrica "Seren...dipità". Il giornale UNOeTRE.it, pubblica la sua rubrica "L'arte trovata per caso" e commenti su scuola e sulla società.

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