Maria Giulia Cretaro intervista Ignazio Mazzoli Direttore di UNOeTRE.it

Il giro di boa dei 20 anni di UnoeTre.it. La nascita della testata è andata a coprire un vuoto nel bouquet dell’informazione locale. Quale esigenza ha mosso la fondazione di UnoeTre.it?
Il “giro di boa” per ora è un gradito augurio. Bisogna impostarlo e poi realizzarlo. Come e perché nacque? Posso essere più preciso. Nasce in un momento critico di mancanza di sedi di confronto reale. Segno evidente della crisi dei partiti quali luoghi fisici e culturali in cui elaborare programmi e orientamenti. Diventati all’improvviso (così sembrava) essenzialmente comitati elettorali al servizio di capicorrente. Un rinnovamento senza discutere non è rinnovamento è solo “revisionismo” deteriore.
La svolta era iniziata il 23 marzo ’97 al congresso dell’Eur contrassegnata dalla famosa frase di D’Alema agli imprenditori: “arricchitevi, ma create posti di lavoro”. Da quel momento in poi i diritti dei lavoratori e del lavoro verranno calpestati brutalmente. Il fallimento della Bicamerale in cui maggioranza e opposizione insieme avrebbero dovuto rileggere e aggiornare la Costituzione fu la riprova che allora un “giro di boa” avveniva e con quale fosse la posta in gioco. Il Congresso si ricorda come quello dello scontro durissimo del segretario dei DS con Sergio Cofferati segretario della Cgil. Quanto altro avvenne che gli ingenui non avevano previsto! Ci sarebbero voluti ancora 10 anni per arrivare alla svolta in cui nacque il PD con l’obiettivo di far dimenticare la sinistra del ‘900, il PCI e soprattutto il conflitto sociale. Con l’intento di avviare la più subdola campagna anticomunista attraverso gli slogan del pensiero unico che voleva far dimenticare la storia del più recente passato con la vulgata che “tutto” era cambiato.
Quindi UNOeTRE.it venne dopo?
Si. Allora capimmo bene solo che occorreva una sede di confronto e di informazione lontano dal pensiero unico neoliberista. Ci sembrò che i cittadini volessero leggere i problemi di vita delle persone raccontati dalla parte delle persone con le loro dirette testimonianze. Nacque “Edicolaciociara.it”. Aveva inizialmente una sola pagina. Eravamo in due a occuparcene Angelino Loffredi ed io. Quanti problemi tecnici ci arrivarono addosso! Quanto fu necessario imparare per essere non solo politici-giornalisti, ma anche webmaster! Generoso fu il contributo di giovani esperti come Fabio Mazzocchi e Alessandro Sau. Il giornale prende forma e crescono le pagine. Comincia a girare sulla piattaforma di Joomla! Nasce la prima Redazione, oltre me ci sono Angelino Loffredi, Ivano Alteri, Fausta Dumano e una bravissima giornalista neolaureata, Denise Compagnone. Si allargano le collaborazioni.
Con le Lavoratrici e i Lavoratori di ogni età
Radicata nei fondamenti costituzionali, UnoeTre.it non ha mai mancato di occuparsi di temi cardine come ad esempio il diritto imprescindibile al lavoro e la lotta combattuta passo dopo passo accanto a Vertenza Frusinate e non solo?
Qualche giorno addietro sulle pagine di FB si è sviluppato un dibattito intorno ad un importante articolo di Ermisio Mazzocchi (egoismo degli imprenditori). Uno degli intervenuti, Marcello De Santis, aprì il suo intervento scrivendo, «In questo dibattito manca il protagonista principale: l’uomo. Con la sua dignità ed il suo diritto alla felicità».
Era il 2014 quando riuscimmo a rendere indiscutibilmente evidente questa direzione di marcia. In, assoluta, coerenza con la Costituzione a cui si richiama il nostro titolo. Decidemmo che bisognava dare voce agli innumerevoli disoccupati di questa provincia. L’Amministrazione Provinciale in un suo documento denunciò 135.000 disoccupati (su una popolazione che non arriva a 450.000 abitanti). Drammatica era la condizione degli ultraquarantenni, troppo giovani per andare in pensione, troppo vecchi per essere assunti da imprenditori alla ricerca prevalentemente di giovani usa e getta e soprattutto di raccomandati dai potenti della politica per garantirsi appoggi di potere. Drammatico era il silenzio che circondava queste persone. Decine di migliaia di cittadini resi invisibili da un’informazione impegnata dietro le giravolte dei personaggi di potere. Tutt’al più di loro si parlava come dei pigri che volevano solo essere assistiti. Il chiacchiericcio interno dei partiti faceva velo alla realtà socioeconomica di questo territorio.
Si trattava di aprire una vertenza per il lavoro, il reddito mancava ed era offesa la dignità di almeno due generazioni di lavoratori buttati sul lastrico. Eravamo consapevoli che doveva essere un messaggio per rivendicare il lavoro come diritto per tutti: giovani e vecchi. Denunciammo anche con le immagini la desertificazione industriale che impoverì il nostro territorio e ne indicammo le responsabilità politiche di ogni livello Istituzionale. Lanciammo un sasso nello stagno e trovammo anche un prezioso e forte alleato, il quotidiano L’Inchiesta diretto da Stefano Di Scanno.
Partimmo da una iniziativa ad Anagni con Stefano Gavioli, il disoccupato ciclista che in bicicletta, da Mantova raggiunse il Parlamento Europeo per consegnare una lettera a nome dei disoccupati espulsi dalla produzione e non più riassunti.
Abbiamo seguito e continuiamo a seguire i disoccupati nelle loro lotte civili e democratiche dentro le istituzioni, ma anche con le istituzioni. Il nostro impegno e la nostra sfida iniziale si tradusse in un obiettivo rispettato da noi e L’Inchiesta: non passi settimana senza dare notizia dei disoccupati e della vita dei lavoratori ovunque collocati. Oggi questo mondo esiste ed è visibile. E’ stato un contributo a riaffermare il diritto costituzionale alla rivendicazione senza rinunce.
Sei anni di impegni e di lotte raccolte nella nostra sezione “Vertenza Frusinate” che ha ricevuto tantissimi contributi anche di ispirazioni diverse https://www.unoetre.it/lavorosocieta/lotte-e-vertenze/per-una-vertenza-frusinate.html
Per l’Ambiente
Valle del Sacco e tema ambientale: un binomio imprescindibile della realtà ciociara. La testata è sempre stata con coloro che erano in prima linea per la tutela e la salvaguardia del territorio.
Tanti erano e sono sensibili al tema dell’inquinamento in tutte le sue forme, C’è voglia di partecipazione, di stare dalla stessa parte. La bonifica della Valle del Sacco può ancora essere una battaglia vincente. Notevoli e prestigiose le forze in campo, la facoltà di Biologia della Sapienza nella persona della professoressa Margherita Eufemi, (Gruppo Lindano Fabio Altieri, Margherita Eufemi, Silvia Chichiarelli) il dottor Luigi Montano responsabile del progetto EcoFoodFertility). Ricordo tante associazioni e anche corpi dello stato impegnati (il Comando dei Carabinieri forestali di Frosinone intervenne individuando alcuni responsabili dell’inquinamento schiumogeno di tratti del fiume Sacco tra il 24 e il 30 novembre 2018)
Il punto più alto del nostro impegno fu il forte incontro da noi promosso il 25 Gennaio ‘19 presso la basilica di S. Maria a Fiume di Ceccano per illustrare anche la Mozione Muroni che avrebbe dovuto essere discussa alla Camera dei Deputati, convinti che solo l’intervento del Parlamento avrebbe potuto dare respiro ad una vertenza per l’ambiente e contro l’inquinamento che riguarda il nostro territorio insieme a tante aree del Paese. La Mozione non arrivò in alla Camera dei deputati anche per pretestuose preoccupazioni (?) giunte dal nostro territorio.
Il nostro giornale deve ancora scavare per portare alla luce quale è l’intreccio di interessi che paralizza ogni iniziativa mirante alla bonifica del fiume Sacco.
Abbiamo chiesto ripetutamente l’intervento della magistratura perché ai cittadini ed alla loro salute a tutti noi interessa la bonifica del fiume non solo la ripulitura di terreni per valorizzare aree da destinare all’edilizia spesso speculativa come il piano da 53 milioni mai diventato operativo.
Fiumi, discariche terreni orti da Colleferro fino al Garigliano sono un intero territorio offeso e mortificato
Impianti di depurazione pubblici e privati vanno verificati, gli “sversatori” abusivi vanno puniti, le encomiabili indagini dei carabinieri di cui si è parlato devono avere un seguito anche facendo conoscere nomi e cognomi degli inquinatori. Anche le Associazioni, hanno slanci generosi, ma devono ripensarsi e ripensare la loro vita interna, basta osservare la facilità con cui si frammentano, sembrano mercurio che schizza in infiniti pallini d’argento, quando si intravvedono i risultati. Quanti sindaci e politici sono alleati degli sversatori. Qual è lo stato della situazione, oggi, nella stagione del coronavirus, chi ce lo dice?
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/ambiente.html

Per la sanità
Sanità, piaga dolente di questo territorio. Le battaglie condotte in materia di salute sono raccolte in una lunga storia raccontata con inchieste ma anche con un libro?
Grazie di questa domanda. Abbiamo dedicato tre rubriche per dare voce ai disagi nella Sanità Laziale in questa provincia: “Sanità inchiesta”, curata da Angelino Loffredi, “Sanità voci dal territorio”, avviata dal dottor Giuliano Fabi e “SaluteBenessere” a cura del dottor Antonio Colasanti.
Sanità negata? Sanità pasticciona? Anche. È una seria critica argomentata da fatti alla politica sanitaria della ragione Lazio in provincia di Frosinone. La raccontano i fatti che Angelino Loffredi raccoglie dal novembre del ’17. “Attacco alla salute” è il libro di cui si parla nella domanda e rappresenta sin dalla copertina, in maniera esplicita l’obiettivo del nostro impegno: salvare la sanità pubblica si può e si deve, lottando contro la selvaggia privatizzazione di strutture e servizi. Il covid 19 con i drammi che ha generato in questi mesi, ne ha dato ampia dimostrazione e conferma in tutta Italia in termini di intervento diffuso sul territorio e capacità di ricerca (un esempio per tutti il ruolo dello Spallanzani, ma non mancano intuizioni di altri ospedali e medici anche qui nel frusinate e be abbiamo dato documentata informazione). In larga parte dell’opinione pubblica nazionale si va affermando la convinzione che la privatizzazione della sanità lombarda sia alla base della situazione più drammatica d’Italia sviluppatasi in quella regione in particolare nelle provincie di Milano e Bergamo.
Dal 1997 in poi, in generale da parte del governo e delle regioni si attua un drastico taglio alla sanità pubblica. Abolizione degli ospedali piccoli, eliminazione drastica dei posti letto, turn over bloccato da anni e negli enti essenziali: mancano circa 60.000-70.000 tra infermieri e operatori dei servizi sociosanitari. Lavoratori delle agenzie interinali, precari, sostituiscono il personale mancante degli enti del Servizio Sanitario Nazionale e di quello Regionale. Tutto questo in un quadro generale di riduzione di diritti del lavoro.
Mancava, in questa provincia di Frosinone una ricognizione d’assieme della situazione, in cui il dettaglio non impedisse un giudizio globale. 21 articoli di Angelino Loffredi su UNOeTRE.it e contemporaneamente su L’Inchiesta quotidiano, hanno colmato questo vuoto. Una prima raccolta, che diventa libro, per una diffusione di conoscenza unitaria e non dispersiva, in poco più di tre mesi, gli articoli sono stati letti da oltre 16000 visitatori.
C’è la convinzione che nella Sanità anche il più distratto dei pazienti, coglie in pieno cosa significa privatizzazione costantemente progressiva del Servizio Sanitario Nazionale e ne dà un giudizio preoccupato e negativo.
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/sanita.html
UNOeTRE.it domani
Voce fuori dal coro e libertà d’espressione: cosa significa oggi essere un megafono indipendente dell’informazione?
Prima di tutto “spirito critico” in autentica autonomia da ogni potere, sempre e ovunque con tanta voglia di approfondire e studiare. Non si sa mai abbastanza.
L’emergenza prodotta dal Covid 19 ha dato un duro colpo alle tifoserie. Quelle nate da semplici annunci che pretendono di tracciare la demarcazione fra buono e cattivo, vecchio e nuovo. Il timore per la propria vita ha quasi di colpo riportato all’attenzione dei sentimenti la solidarietà, tanto mortificata negli ultimi due decenni e mezzo e oggi sembra primeggiare fra i valori veri da vivere. Tranne poche esasperazioni, la domanda di giustizia ed uguaglianza si ripropone con tutta la sua naturale forza.
Il voto del maggio 2019 per il rinnovo del parlamento Europeo ci ha lasciati, nel frusinate, un centrodestra al 57%. Vecchi equilibri spazzati via anche rispetto al 4 marzo 2018 che, prima di tutto, condannò duramente il PD. Noi anticipammo il giudizio su quel partito. Era la primavera del 2012 quando subì una durissima sconfitta nel voto amministrativo di Frosinone e Ceccano. Fummo i primi e gli unici a scrivere e sostenere che quello non era un incidente di percorso. Stava andando in crisi il progetto che avrebbe dovuto dare corpo al PD. Sostenemmo che era già entrato in crisi il rapporto con il tradizionale elettorato di sinistra e di parte del centro sinistra.
Oggi verifichiamo che il coronavirus ha accelerato la crisi economica, «crisi sanitaria e crisi economico-sociale si intrecciano e si condizionano a vicenda»…la natura del capitalismo dominante si mostra con effetti disastrosi e imprevedibili» (scrive P. Ciofi), avendo trovato un terreno favorevole per le già pessime condizioni del paese, che chiede con determinazione un nuovo progetto per uscire dalle difficoltà. Credo che dobbiamo indagare di più cosa si muove dentro i partiti (parlo delle posizioni non del gossip) e non solo nella società, che comunque resta il primo obiettivo di attenzione. Prima di tutto le persone e i loro bisogni.
Qualche esempio?
Prima di tutto serve un piano per il lavoro in cui siano tutelati diritti e redditi. Cito Ermisio Mazzocchi: questa “globalizzazione che abbiamo conosciuto ha impoverito la vita di milioni di persone e ha piegato il diritto al lavoro e le garanzie del welfare a logiche speculative e finanziarie”.
Un piano per il lavoro discusso con le forze sociali ed i lavoratori di questa realtà e non l’esclusiva espansione dell’idea che questa provincia sia l’immondezzaio della Regione. Significherebbe aggravare l’inquinamento di questo territorio.
Che ne sarà della FCA di Piedimonte S. Germano? Voci di stampa riportano che i francesi di Peugeot non vorrebbero includerlo negli stabilimenti da utilizzare. Che c’è di vero? Perché la Giunta regionale non fa chiarezza? Già questo stabilimento lavora a singhiozzo, come dimostrano le ore di Cassa Integrazione, conoscere cosa l’aspetta è un dovere per tutta la società frusinate e regionale. Non è ora che alle multinazionali sia impedito di fare il proprio comodo?
Due decenni trascorsi tra storie, battaglie e impegno sociale. Quale linea vede per il futuro di UnoeTre.it?
Primum vivere. Venti anni sono un bel traguardo, ma il dovere di informare come per due decenni abbiamo fatto deve continuare. Due scelte si impongono, una di argomenti ed una di organizzazione e strutturazione.
Il primo obiettivo è di aiutare, nelle nostre dimensioni. a diffondere e sostenere l’esigenza dell’applicazione integrale della nostra Costituzione, con particolare attenzione al rispetto dell’Articolo UNO da parte di chi opera nel dettato dell’Articolo 41 (l’iniziativa privata se non lo rispetta pratica solo arbitri). Significative e preoccupanti alcune affermazioni di Confindustria in questi giorni: «superamento, cioè eliminazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Attaccandosi al fatto che la ripresa produttiva necessita di forte flessibilità nel lavoro e nelle turnazioni semplificazione delle procedure amministrative, contro la ‘burocrazia imperante’ (prendersela con la burocrazia è troppo facile, ma..anche ipocrita). Il che tradotto, in termini concreti, significa di fatto annullare le certificazioni, rendere labili i controlli e lasciare mano libera alle imprese: pensiamo, ad esempio, a cosa vuol dire, in termini di appalti, sicurezza del lavoro e svolgimento delle grandi opere. Ancora, è di questi ultimi giorni, che ha quasi dell’incredibile, la richiesta di abolizione dell’IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive) sulle imprese, cioè si chiede di abolire la tassa che finanzia il sistema sanitario.» Ce n’è d’avanzo per sostenere il rispetto integrale della legalità Costituzionale.
Argomentare e sostenere la partecipazione e la presenza popolare è compito che ci appartiene. È indispensabile in un territorio in cui la rappresentanza politica locale ha un peso non certo percepibile nella Regione e in Parlamento. Mi è chiaro che contribuire a costruire mobilitazioni è un tema complicato. Molti si sentono scoraggiati e non vedono il bandolo della matassa da cui poter ripartire. Né credo che esistano ricette pronte ma ci sono tante energie e realtà, qui e a livello nazionale che territoriale, a partire dai movimenti e dalle organizzazioni sociali, che già si muovono in un’ottica di alternativa al Pensiero Unico e alle ricette neoliberiste. Forse allora varrebbe la pena aiutare con UNOeTRe.it costruire un dibattito e una riflessione a più voci anche su questo punto decisivo. E perché non partire proprio dal Frusinate e dai suoi problemi?
Come Assicurare il suo futuro?
Si ora, deve proprio esserci, il giro di boa. Il giornale già fornisce molti servizi per la scuola, la lettura, le iniziative artistiche i diritti del cittadino e molto altro, ha 3 rubriche dedicate alle donne e gestite da autrici, allarghiamo ancora le rubriche, la prossima sarà “L’arte trovata per caso”, dedicata alle creatività comprese quelle nate durante il covid 19. Vogliamo sempre più coinvolgere i lettori a scrivere.
Invitiamo anche chi ci legge a sostenerci, è necessario per assicurare più servizi, soprattutto più inchieste. Vogliamo, pur riconfermando il carattere di impegno volontario da parte di chi scrive, costruire una rete di sostenitori per trovare energie giovani e soddisfare la loro voglia di giornalismo libero. In molti, lettori e osservatori ci chiedono che UNOeTRE.it continui il suo lavoro: “Insieme possiamo farcela”.
In rigorosissimo ordine alfabetico i nomi di chi s’impegna con più continuità verso UNOeTRE.it
Redazione. Oltre me Ignazio Mazzoli, Valentino Bettinelli – Dottore in Scienze politiche. Vive a Ceccano; Paola Bucciarelli – Docente di storia e filosofia, di Sezze in provincia di Latina; Tommaso Cappella – Giornalista in pensione, cronista sportivo, di Ceccano; Nadeia De Gasperis: (vicedirettrice) Dottoressa in Scienze Ambientali. vive a Sora; Angelino Loffredi: Storico, già Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985; Ermisio Mazzocchi: Storico e docente universitario. vive a Ceccano.
Collaboratori. Ivano Alteri, Consulente del lavoro, fra gli animatori di UNOeTRE.it; Ina Camilli, responsabile del Comitato Residenti Colleferro; Luigi Carlini, Disoccupato sindacalista, di Ceccano; Paolo Ciofi, Saggista e Presidente Onorario di Futura Umanità, Roma; Maria Giulia Cretaro, laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, giornalista, di Veroli; Arianna Fermani, Docente di Storia della Filosofia Antica Università degli Studi di Macerata; Elia Fiorillo, giornalista e sindacalista Cisl, di Napoli; Anna Rosa Frate, dottore commercialista, Frosinone; Donato Galeone, dirigente provinciale regionale sindacale della Cisl, Roma;Alessandra Maggiani, Funzionaria Banca D’Italia, Frosinone; Fausto Pellecchia, Docente universitario di Filosofia Unicas e Sapienza, Cassino, Aldo Pirone, giornalista professionista, già de L’unità, Roma; Elisa Tiberia, Ingegnere, Ceccano.