
Accordo Regione Lazio e Ferrovie dello Stato
di Ivano Alteri – Come riportato da molti giornali, locali e nazionali, nonché in un comunicato delle stesse Ferrovie, il Treno ad Alta Velocità effettuerà due fermate giornaliere sulla linea Cassino-Roma, precisamente a Cassino e Frosinone; e, nell’immediato futuro, una nuova stazione Tav a nord del capoluogo, in territorio di Ferentino. Le cronache di questi giorni raccontano che, una volta tanto, la classe politica del territorio ha messo molto di suo, per il raggiungimento di questo ottimo risultato. Ma non ancora tutto, a nostro parere, perché avrebbe ancora vigorie e opportunità per raggiungere un risultato eccellente.
Sulla grande importanza che riveste per la Ciociaria l’accordo tra Regione Lazio e Ferrovie dello Stato, nessuno dovrebbe avere dubbi. Come ha dichiarato il Presidente Zingaretti: “L’Alta velocità tra Cassino e Frosinone è il primo grande investimento in tempo Covid, un piano d’azione per il rilanciare il sistema economico e turistico del Lazio che ammonta al valore di 18 miliardi di euro”. Ancora più esplicito l’ad di Fsi Gianfranco Battisti: “È un evento storico per la provincia. C’è la prospettiva di rilancio della Ciociaria, che creerà le condizioni di un nuovo sviluppo”. Anche il Sindaco Ottaviani non ha fatto mancare il suo legittimo entusiasmo: “Quando, otto anni fa, abbiamo inserito, nel nostro programma amministrativo, la fermata della Tav, con i treni veloci, anche a Frosinone… alcuni sostenevano che fossimo dei visionari. Oggi quel sogno è divenuto realtà”.
Poi occorre ricordare che a questo risultato hanno contribuito, oltre alle istituzioni e alla politica tutta, anche le associazioni dei cittadini sorte sul territorio, in particolare il “Comitato Roma – Cassino Express”, che per anni hanno protestato, in modo organizzato e civile, per le pessime condizioni in cui viaggiavano i nostri lavoratori e studenti diretti a Roma; e per anni hanno elaborato, proposto e tenacemente insistito affinché si giungesse esattamente a questa soluzione. Con questo accordo, insomma, considerate le convergenze di volontà realizzate, la Provincia di Frosinone ha l’opportunità vera di uscire definitivamente dalla condizione di minorità, non solo economica, in cui ha versato sin dalla sua nascita, quasi cento anni fa.
Ma l’ottimo risultato, dicevamo, può divenire eccellente, se a questo obiettivo, che abbiamo conseguito con la partecipazione determinante di altri, riuscissimo ad aggiungerne uno tutto nostro: la realizzazione dell’Unione Comunale del Frusinate, il Grande Capoluogo, che vedrebbe la confluenza dei comuni di Frosinone, Ferentino, Alatri, Veroli, Torrice, Ceccano, Patrica e Supino. Le congiunzioni astrali tra politica, economia e comunità sembrano propizie per riavviare quella discussione interrotta nel 2019. Sarebbe un modo per dare forti segnali, innanzitutto a noi stessi, di forte coesione e assertività territoriale, per cogliere al meglio le opportunità offerte dal progetto Tav, per prospettare a noi stessi un futuro che fino ad ora non pensavamo neanche possibile.
Con la realizzazione di entrambi i progetti, in pochi anni, con i nostri giovani e i nostri vecchi, potremmo ritrovarci a vivere in una provincia tutta nuova.
Frosinone 24 aprile 2020
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