giuseppe conte ansa 350 260

Giuseppe Conte: sostanza macchiata dalla forma?

giuseppe conte ansa 350 260di Valentino Bettinelli – Altro pomeriggio di attesa quello di ieri, dopo l’annuncio della conferenza stampa indetta dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Sul tavolo il nuovo decreto, nel quale si estendono le misure restrittive fino al prossimo 3 maggio, unico strumento che garantisce un contenimento della diffusione del Covid-19.

Dichiarazioni del Premier sempre molto attese, a maggior ragione dopo le ultime giornate convulse sul fronte degli accordi con l’Europa. La riunione dell’Eurogruppo, andata in scena nella serata di giovedì, ha scatenato una accesa bagarre politica tra maggioranza ed opposizione. Al centro del contendere la presunta attivazione del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), strumento lacrime e sangue che riporta alla mente le drammatiche vicende del default della Grecia. Una notte in cui i social network pullulavano di cartelli e slogan in contrasto tra loro; da una parte le voci dei partiti di governo che tentavano di spiegare l’accordo raggiunto dal ministro Gualtieri con i suoi omologhi comunitari. Dall’altra, a spron battuto, la comunicazione delle opposizioni che attaccavano un governo reo di “alto tradimento nei confronti del popolo Italiano”.

La diretta facebook di Giuseppe Conte, con il consueto ritardo accademico, si apre con la spiegazione alla Nazione delle nuove misure. In sostanza il lockdown continuerà fino al 3 maggio, ma già dal prossimo 14 aprile torneranno ad aprire servizi ritenuti importanti come librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento ed accessori per bambini e neonati. Allargamento previsto anche sul fronte delle attività produttive, con la riapertura di attività legate all’agricoltura e al taglio di legname, per garantire anche la lavorazione e la vendita dei combustibili fossili. Il Primo Ministro ha anche affermato che “continuerà, come sempre, il dialogo con il Comitato Tecnico Scientifico, che ci porterà a valutare, cum grano salis, eventuali ulteriori misure di apertura prima della data del 3 maggio”.

A far seguito al messaggio istituzionale di diffusione del contenuto del nuovo DPCM, un attacco frontale alle opposizioni, in merito alle vicende delle trattative europee. “L’Italia non ha firmato il Mes e non lo firmerà, perché non adatto nell’ottica della ricostruzione di un’economia post-bellica. Il MES esiste dal 2012 e non è stato attivato la scorsa notte, come detto in maniera falsa e irresponsabile da Matteo Salvini e Giorgia Meloni”. I nomi dei due leader dell’opposizione abbagliano il campo del dibattito politico in corso come un fulmine nella notte. “Le menzogne diffuse in queste ore non fanno male al capo del governo” – tuona Giuseppe Conte – “ma danneggiano l’Italia intera, perché ne ledono l’immagine e la forza negoziale a livello internazionale”.

Un perentorio j’accuse che non accenna a placarsi, quando Conte ricorda che “il MES è stato votato ed approvato da un governo di centrodestra, dove Giorgia Meloni ricopriva la carica di Ministro”. Continua concludendo, “L’Italia non userà il Mes e non firmerà nulla fin quando non verranno posti sul piatto strumenti adeguati. L’obiettivo, dell’Italia e di altri Paesi, resta quello dell’attivazione dello strumento degli Eurobond. Questo governo non lavora con il favore delle tenebre, ma guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza”.

Necessario, dunque, un intervento del Premier Conte, seppur istituzionalmente non impeccabile. D’altronde il livello della contesa politica appare tristemente imbarbarito ed abbrutito nei toni; ad accuse a mezzo social si risponde con una diretta Facebook. In un momento di estrema emergenza sicuramente la diffusione di false notizie da parte delle opposizioni non aiuta il Governo, e dunque tutta la Nazione, in un lavoro di complessi negoziati internazionali. Sarebbe comunque buona norma e buon costume istituzionale, trasportare il dibattito politico nei luoghi adeguati, come le aule parlamentari, espressione del popolo, dove i rappresentanti eletti hanno il dovere di veicolare gli interessi dei cittadini.

La conferenza di ieri, e le successive risposte del duo Salvini-Meloni, lasciano un velo di amaro in bocca in chi estende a voi queste righe. Stiamo vivendo la peggior crisi sanitaria ed economica dal secondo dopoguerra e non abbiamo certo bisogno di inutili personalismi, e benché meno di una comunicazione frastagliata e troppo spesso deviata da interessi che poco hanno a che fare con quelli di tutta la Nazione.

La situazione impone un buon gusto formale ed istituzionale che tutti gli attori hanno il dovere di rispettare. La sostanza delle parole del Premier Conte è incontestabilmente corretta, ma forse si poteva fare appello ad una forma più consona. Un attacco di tale portata rischia solo di favorire la mera strumentalizzazione di chi, come Salvini o la Meloni, tenta di far leva sulle paure e le preoccupazioni delle persone, appellandosi alla vuota propaganda senza proposta.

È sicuramente l’ora più buia quella che stiamo attraversando, ma per uscire da questo tunnel e tornare a vedere un arcobaleno di luce è necessario un atteggiamento propositivo della politica e delle istituzioni tutte. Se così non fosse, rischieremmo, purtroppo, di precipitare in un baratro ancor più profondo, terreno fertile per rigurgiti di sovranismo, ai quali porre subito un corretto e preventivo rimedio.

Resistere è l’unico imperativo categorico del nostro tempo e, come le italiane e gli italiani che combatterono contro gli oppressori nazifascisti, bisogna trovare una soluzione ed uscire da questa emergenza tutti insieme, mettendo da parte singolaristi e chiusure. Il coronavirus ci ha dimostrato che non c’è confine che può impedire il contagio, ma la nostra forza può impedire la diffusione del virus del nazionalismo di ritorno.

In questa lotta, donne e uomini delle istituzioni siano un esempio per il popolo, e non fungano da aizzatori di folle.

Di Valentino Bettinelli

Valentino Bettinelli, nasce a Frosinone il 19/12/1992. Dottore in Scienze politiche. Vive a Ceccano dove ha svolto il servizio civile presso la Biblioteca comunale di questa città. E' anche responsabile dell'Ufficio stampa Ceccano Calcio

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.