Covid 19 e dovere d’informazione completa
Ieri, 8 aprile 2020, sulle pagine Facebook di UNOeTRE.it, intorno alle ore 17,30 abbiamo dato conto, quale “Ultimora”, dell’aggiornamento della ASL che informava della situazione sanitaria relativa la Covid 19: 14 nuovi casi prevalentemente nei cluster di Veroli e di Cassino (città Bianca e S. Raffaele ndr).
Questo comunicato contiene notizie negative e altre incoraggianti, ma è un positivo segnale dal punto di vista dell’informazione, finora assolutamente insufficiente per tutti i cittadini di questa provincia.
Fino a questo comunicato di cui stiamo parlando abbiamo potuto solo segnalare, sulle nostre pagine, l’encomiabile esempio di corretta informazione da parte di una istituzione: il Comune di Sora. Anche l’8 aprile, con assoluta costanza e puntualità quotidiana, il suo sindaco Roberto De Donatis, ha dedicato un video, sulla pagina Facebook del suo comune (https://www.facebook.com/comunesora) in cui nei primi 3 minuti ha comunicato il bollettino della giornata con la conferma che oltre ai già 34 casi noti nessun altro se n’è aggiunto. Ha anche accennato ad alcune situazioni in provincia relative ad altri comuni di cui i cittadini magari non sono neppure informati. Ci sono altri Sindaci che usano la stessa forma di comunicazione? Ce ne diano informazione e pubblicheremo anche i loro video sulle nostre pagine di Facebook.
Siamo di fronte ad un grande problema: come le Istituzioni informano i cittadini: quanti malati e dove, quanti contagiati, quanti guariti? Quali sono le sagge misure di restrizione adottate, quali? Come si svolge l’azione delle forze deputate ai controlli? Si fanno i controlli e in che modo? Si svolgono regolarmente iniziative di sanificazioni di suoli ed altro?
All’esempio di Sora fa da contraltare un altro, comprovato e documentato da una richiesta di informazioni che mancano: Veroli.
Il segretario provinciale di Articolo UNO ha sentito l’obbligo di chiedere notizie …. Con “Oggetto : Situazione Emergenza Sanitaria Covid 19 INI Città Bianca Veroli”, ha chiesto al Sindaco Simone Cretaro, al Presidente del Consiglio Comunale Cristina Verro e al Presidente Commissione Salute dott. Lombardi, di far conoscere lo stato di salute della popolazione e delle strutture sia pubbliche che private esistenti sul territorio, di dare conto in maniera esplicita, a tutti i verolani della eventuale verifica relativa ai dati preoccupanti provenienti dai cluster della Città Bianca INI con sede in Via Foiano, 4, 03029 Veroli FR.
Chiedendo, inoltre, una “accurata relazione” circa le tutele degli ospiti dopo aver ispezionato o richiesto ispezioni, agli organi incaricati, delle condizioni ambientali e sanitarie riguardo l’emergenza Covid19, in modo che risultino a tutta la città con certezze verificate, quantificate per essere certi degli eventuali pericoli incombenti per i pazienti e il personale sanitario nel rispetto della direttiva Seveso.
Tutto questo ci conferma di quanto sia stata giusta la nostra richiesta alle Istituzioni della provincia, pubblicata domenica scorsa.
Un vero e proprio appello alla responsabilità e al buon senso delle Istituzioni di questa provincia a partire da quelle governative a quelle sanitarie.
Si può mettere a disposizione un osservatorio che fornisca quotidianamente i dati di ogni? Disaggregati per gravità di condizione sanitaria e per dislocazione territoriale?
L’appello si è posto il problema della credibilità. Chi può garantirla? Oggi un organo che rappresenti il governo. La Prefettura di Frosinone pubblichi sulla sua pagina Facebook (https://www.facebook.com/Prefettura-Frosinone-36022864415175) tutti i giorni, alla stessa ora gli aggiornamenti della situazione su tutto il territorio del frusinate. Ad oggi risulta aggiornata solo al 3 aprile.
Indicando come contagi, infetti e guarigioni come sono distribuiti sui singoli territori comunali. In quali aree dei comuni? Al centro, nelle frazioni e in quali numeri? Nell’appello abbiamo scritto «Nessuno, nessuno, vuole i nomi, nè li chiederà mai, ma se un cittadino vive in uno stabile, in un condomino, in un agglomerato di case dove c’è un contagiato, lo deve sapere, ha il diritto di sapere che nell’area in cui vive c’è del probabile contagio e, quindi, deve essere molto prudente con moltissima diligenza. Come deve sapere quale struttura sanitaria è intervenuta per seguire quel caso o quei casi e, soprattutto, deve essere rassicurato che chi è contagiato rispetta le disposizioni a cui sono soggetti per legge malati e non malati secondo le misure ristrettive delle nostre libertà e le conseguenti disposizioni». Non si ha la sensazione che i controlli vengono eseguiti con continuità.
Tutti le Istituzioni, fra cui i Comuni, dispongono di un sito web e molte anche di una pagina Facebook dove pubblicare tutte le informazioni e i dati della situazione. È troppo chiedere questa trasparenza alle Istituzioni tutte, Sindaci compresi?
Sembra circolare uno strano convincimento. Del seguente tipo: far conoscere la reale situazione spaventa. Ma più spaventati di così, non basta?
Siamo convinti dell’esatto contrario: il silenzio, la percezione del non detto preoccupa molto di più. Ingenera sfiducia anche verso quelle istituzioni che non lo meritano, perché stanno facendo sforzi eccezionali che solo per declamazione veniamo a conoscere o magari quando comunicano le morti di medici, infermieri e forze dell’ordine morti. Queste comunicazioni sono la conferma che esiste un gravissimo pericolo del quale come cittadini conosciamo poco, molto poco, almeno per quello che ci circonda. Se per caso viviamo in un’area meno drammaticamente colpita, come sembrerebbe la nostra, perché non informare accuratamente della situazione meno grave e incoraggiare in modo da far affrontare le misure di restringimento con serenità e assoluto convincimento della loro efficacia?
La verità fa bene e rafforza la solidarietà.
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