Anagni: il punto della situazione
di Antonella Necci – Da qualche giorno insisto per poter conoscere le risposte ai comportamenti bizzarri che alcuni personaggi politici continuano a mantenere. La linea di demarcazione tra destra e sinistra politica è talmente sottile che alcuni scivolano abilmente da un lato o dall’altro secondo le opportunità.
Nessuno parla. I miracolosi segreti di Anagni che ancora nessuno ha svelato impongono un’analisi da esperto. Chiedo all’unico consigliere di realeopposizione dell’attuale amministrazione: Nello Di Giulio.
1. Il caso Marangoni. Pare che l’ex stabilimento sia diventato, o sia in procinto di diventarlo, un punto logistico importante per il centrosud Italia dei magazzini Maury’s, che ad Anagni sono gestiti dalla consorte del sindaco Daniele Natalia. Un affare di famiglia?
Se Marangoni abbandonasse per sempre l’idea di riaccendere l’inceneritore di carcasse di pneumatici usati qui ad Anagni sarebbe una buona notizia per l’ambiente, per la salute degli abitanti di Osteria della Fontana, per tutti noi, ma, purtroppo, non siamo ancora a questo.
Certamente la riconversione dell’area ad attività di logistica non sarebbe di grande ausilio occupazionale rispetto a scelte a più alto “labour-intensive” che si sviluppano in realtà più virtuose nei settori a filiera. L’opzione dell’ulteriore polo di logistica sarebbe la più povera in assoluto in termini di creazione di valore per Anagni e rimarrebbe indifferentemente tale anche nella eventuale supposta gestione di qualche membro della famiglia del Sindaco Natalia.
2. Due milioni di euro per restaurare un parcheggio già parecchio malfunzionante. Ma allora i soldi ci sono?
Aveva ragione Aurelio Tagliaboschi che, durante l’epoca della gestione amministrativa del sindaco Bassetta, era riuscito a risanare una parte del bilancio in passivo. Ma dove li troveranno così tanti soldi per una sola opera pubblica?
“Duemilioni per un parcheggio malfunzionante”, suppongo che il suo riferimento sia all’insensata delibera di Giunta n. 371 del 19 12 2019 con cui l’amministrazione impegna fondi per oltre due milioni di euro nell’area di Piscina. Per chiarezza va subito detto che, malgrado il titolo della delibera riferisca di “Riqualificazione dell’area archeologica e valorizzazione del parcheggio di Piscina”, l’80% dell’intero importo è finalizzato esclusivamente al
fantomatico parcheggio che, a fine corsa, accoglierebbe non più di dieci posti macchina aggiuntivi a quelli già fruiti dai cittadini. Rispetto alla necessità vera di liberare le piazze del centro sarebbe una misera risposta a fronte di un assurdo spreco di risorse ricorrendo all’ indebitamento presso la Cassa Depositi e Prestiti. Uno sperpero di denaro pubblico in parallelo alla definitiva devastazione di una preziosa area paesaggistica che dovrebbe tornare, invece, alla sua natura di “verde pubblico” a disposizione delle famiglie. Altri comuni acquisiscono e realizzano nuovi parchi pubblici, questa amministrazione Natalia vorrebbe distruggere l’ultimo rimasto, ancorché colpevolmente malmesso. La programmazione di nuovi posti auto deve essere ricondotta in ambito di un moderno piano della mobilità volto all’innovativo equilibrato sviluppo dell’intera città. L’aver ereditato una sana situazione finanziaria dell’Ente non autorizza di certo a bruciare risorse come spesso osserviamo in diversi settori di questa amministrazione.
3. Non si parla più dell’area dell’ex Polveriera. Caso risolto, o rischia di esplodere tra le mani del prossimo sindaco? Che fine hanno fatto le belle idee sulla riqualificazione dell’area?
L’ex Polveriera permarrebbe un pessimo affare politico – amministrativo se a fronte del gravoso indebitamento di sei milioni di euro sulla testa degli anagnini, continuasse ad essere considerata come un “corpo estraneo” alla città di Anagni. Ho sempre sostenuto che un bene pubblico è realmente pubblico solo nella misura in cui i cittadini lo sentano proprio potendolo conoscere e fruire del suo valore, dei suoi benefici. Ad Anagni pessimi esempi, purtroppo, non mancano e vanno dalla ex Polveriera allo stato di abbandono della Badia della Gloria passando per altri importanti edifici e siti storico paesaggistici consegnati al progressivo degrado. Anche progetti di facile compimento sottoposti a questa amministrazione sono sembrati irrealizzabili mentre si continua a raccontare qui e là di favolosi investimenti volti realizzare centri accademici, città della musica, piscine olimpioniche: favole da impallidire anche personaggi del Collodi! Riteniamo molto più serio recuperare nell’area progetti di filiera agro-ambientale come quelli illustrati, in altre sedi, dalla nostra associazione
4. A quanto pare di recente si è svolta una riunione di minoranza a casa della consigliera Sandra Tagliaboschi, alla quale hanno partecipato anche Aurelio Tagliaboschi e Giuseppe De Luca. Questi due impegnati in una fitta conversazione. Cosa c’è di vero sul cambio dell’assessore al bilancio? De Luca a scuola da Tagliaboschi?
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Negli incontri tra i gruppi di minoranza consiliare, seppur tra storie ed esperienze diversificate, si arriva sempre a concrete sintesi operative per il solo fatto che alla base di ogni confronto vengono poste le reali esigenze dei cittadini ed il rispetto dei buoni canoni di sana amministrazione. I temi della difesa del patrimonio arboreo ed ambientale, del verde pubblico e del recupero dello storico Giardino di Piscina ne sono prova di questi giorni. Va da sé che in una città delle dimensioni di Anagni, stante lo scadimento del confronto politico in sede di commissioni e di consiglio comunale, ci si possa anche ritrovare a dialogare in pubblica via con qualche esponente della maggioranza. No, non sono a conoscenza di incontri organizzati dalla minoranza con attuali esponenti di governo della città con i quali la distanza su metodi e contenuti amministrativi sembra essere ogni giorno più lunga.
5. Caso Urban Waste. Tutto tace. Chi deve pagare, sta ancora al proprio posto. La giustizia è davvero uguale per tutti?
La vicenda Urban Waste a cui Lei mi richiama è, oltre che un caso giudiziario, certamente anche tema di rilevanza politica. Ma ancorché la politica, i cittadini vorrebbero tempi decisionali brevi, non si possono certamente anteporre sentenze a quelle della Magistratura. Le acclarate certezze, ad oggi, sono alla fase di “chiusura indagini” che ha portato alla formalizzazione di accuse gravi verso una quindicina di soggetti il cui centro produttivo insiste proprio nel territorio di Anagni. In questo preoccupante contesto è apparso totalmente fuori luogo il ritornello del “livore politico” rivolto, in sede di dichiarazioni in consiglio comunale, dal Sindaco Natalia (nel novero degli accusati di corruzione) contro alcune forze della minoranza. Un metodo di delegittimazione di uomini e fatti che cozza con i valori del rispetto, del pluralismo, della democrazia. Nello specifico, tra l’altro, al Sindaco forse sfuggiva di aver votato lui stesso un documento in Giunta comunale in cui nell’analisi del nostro territorio provinciale (di cui Anagni è il secondo comune per estensione) si riferisce di preoccupanti interessi da “attività illecite … riciclaggio di capitali di provenienza illecita, smaltimento e trattamento di rifiuti tossici e/o speciali”. Così come pure emergono “smaltimenti illeciti di rifiuti” e “pervasione di gruppi criminali propensi a reinvestire capitali illecitamente accumulati nei settori nevralgici del gioco lecito come il bingo, la raccolta delle scommesse, i videopoker e le new slot …”. Penso che in un così articolato contesto ambientale un’indagine nel settore rifiuti che parte da un’azienda di Anagni e che vede una ventina di indagati tra imprenditori, funzionari ed amministratori pubblici dovrebbe preoccupare la città intera cominciando proprio dai suoi amministratori e, di regola, dal suo sindaco. Tutt’altro che il fantasioso “livore della minoranza”! La realtà vera è il complesso ginepraio smascherato dai Carabinieri Forestali e le numerose accuse giudiziali ad oggi formalizzate che vanno dalla corruzione, alla truffa, dall’abuso d’ufficio alla falsa certificazione o alla turbativa d’asta.
6. Di recente sono circolate voci che la darebbero in possibile riavvicinamento al circolo PD anagnino, insieme a Baldassarre Sansoni e ad altri esponenti della sinistra anagnina. E anche insieme ai Tagliaboschi, ancora in forse se seguire o meno Matteo Renzi ed Italia Viva. Cosa può dichiare in questo momento?
Non mi affascina la politica delle matrioske e dei giochi di posizionamento di presunti protagonisti. Rispetto alle appartenenze ho sempre preferito il confronto delle idee, dei programmi, della visione di sviluppo della città e del futuro più in generale. Non credo a chi si improvvisa nella gestione della “cosa pubblica” come anche a chi trasforma la politica nel mestiere della vita. Amministrare e sviluppare una comunità presuppone esperienza, capacità, visione, energia e vocazione pubblica che ancora stento a vedere nella politica anagnina.
L’impegno cittadino di “Anagni cambia Anagni” nasce e si sviluppa su una solida base culturale che non ha appartenenza politica. Le alleanze migliori, seppur alcune più naturali di altre, nascono sul campo con i cittadini, le associazioni culturali, le forze politiche che si impegnano per una moderna e coerente visione di sviluppo della città e del suo territorio. Penso che non si debba mai amministrare per soddisfare i propri bisogni, le proprie vanità o le diverse appartenenze ma, esclusivamente, per accrescere il benessere e la qualità della vita di un’intera comunità cittadina.
7. Ci sono sviluppi sulla questione inerente la creazione dello stadio comunale e le polemiche sull’assegnazione dei lavori ad una società già in causa con il Comune?
Lo stadio comunale…. una storia infinita. Dopo la caduta dell’ Assessore ai LL.PP spuntò il rifacimento del progetto con un incremento dei costi di quasi il 70%. Ma, forse non bastava. Ora, appare perlomeno imbarazzante quella determina di consegna di questo appalto da un milione di euro ad una società in lite da anni con il Comune per fatture contestate per oltre cinquecentomila euro. Incomprensibile come da una parte si paghi un legale per difendere l’Ente da illegittime pretese e dall’altra si affidi, al medesimo soggetto, un “delicato lavoro” da un milione di euro.
Dire che tutto è formalmente a posto offende il buonsenso dei cittadini.
Che poi la città di Anagni abbia avuto bisogno di un investimento così importante per il campo di calcio mentre manca ancora di una decente segnaletica turistica o di adeguati servizi igienici per accogliere un pullman di visitatori od anche di un’adeguata sistemazione del parcheggio della stazione per ridurre il disagio quotidiano di migliaia di lavoratori e studenti, tutto questo deriva da un’opinabile ordine delle priorità di questa amministrazione.
8. Infine concludiamo parlando delle misure messe in atto dalla Città dei Papi per combattere il coronavirus. Sono spariti alcuni negozi gestiti dai cinesi. Anagni poco inclusiva e poco caritatevole?
Ho appreso dalla stampa che in data di ieri (cinque marzo) il Sindaco ha tenuto un incontro di coordinamento con altre istituzioni per coordinarsi relativamente all’emergenza del coronavirus in ottemperanza alle disposizioni del Governo. Ritengo che il tema imponga “far quadrato” tutti in qualsiasi ruolo di responsabilità senza pregiudiziali e pronti, nella massima chiarezza organizzativa, a cogliere il contributo di ognuno. Rispetto alla seconda parte della Sua domanda, non so quanti esercenti cinesi stiano pagando duramente questa crisi ma anche abitudini nostrane cozzano con un’adeguata prevenzione contro la diffusione epidemica. Lo stato di criticità riguarda ormai tutti ed Anagni, che pur ha sempre dimostrato di essere città sensibile, ha bisogno che ognuno rispetti le regole in parallelo al buonsenso ed alle raccomandazioni. Impensabile, ad esempio, vedere ancora allestimenti di casse di frutta su alcuni marciapiedi.
Mi preme , allora, sottolineare e condividere direttamente con i cittadini il senso di responsabilità a cui tutti siamo chiamati in questa fase emergenziale. Sono certo che la somma delle attenzioni di ognuno è già “principio attivo” in grado di battere il COVID-19 e consentire al Paese un rapido recupero della qualità della vita sociale, accanto a quello, certamente più complesso, di carattere reputazionale ed economico–produttivo.
Anagni ai tempi del coronavirus
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