
di Ermisio Mazzocchi – Cosa dovrà essere questa provincia? A questa domanda deve rispondere il congresso del PD. Non ci sono rinnovamenti che tengano se il PD non presenta un progetto innovativo e chiaro. Affrontare l’emergenza per la criticità delle condizioni provinciali è prioritario nell’agenda del PD.
Avanza la deindustrializzazione con un perdita del 25% del manifatturiero, non compensato da altri settori produttivi; il tasso di disoccupazione aumenta con il 18,7% e l’occupazione passa dal 51% del 2009 al 48,8% del 2018; la qualità della vita è scadente, scarsi gli investimenti, pessimi i servizi; la Fca non decolla, persiste la C.I.G; la povertà si diffonde; i Naspi sono 14.301; oltre mille lavoratori in mobilità in deroga dell’area di crisi complessa; aumento dell’emigrazione giovanile.
Incombe un problema di stabilità e di sviluppo dell’intera struttura economica e produttiva provinciale.
Come intervenire e riposizionare le criticità su un livello di superamento e di nuove prospettive risolutive.
Il PD dovrà riformulare un progetto che si avvale del sostegno delle risorse regionali e governative per sconfiggere un degrado e un impoverimento del suo tessuto socio-economico con un immiserimento della vita dei cittadini.
Che tipologia industriale, quali settori privilegiare, quali infrastrutture realizzare, come riorganizzare le diverse aree di Sora, Anagni, Cassino, Ceprano, come rispondere ai processi di integrazione delle provincie di Frosinone – Latina? Un territorio sempre più povero richiede una riformulazione delle sue caratteristiche produttive.
Occorre una nuova cultura politico – programmatica del PD, supportata dalla convinzione che bisogna rispondere alle mutate condizioni di tutto il tessuto strutturale produttivo e sociale. L’orizzonte di questo progetto è quello della globalizzazione e dell’innovazione, che sono parte integrante della nostra società e portatrici della nuova ideologia neoliberista.
L’agenda programmatica del PD deve essere orientata a privilegiare le priorità per la rinascita di questo territorio, non solo, ma anche a impostare un nuovo modello di sviluppo.
Per farlo il PD deve sapere leggere le nuove e inedite trasformazioni socio-economiche, presupposto essenziale per conformare la politica locale a quei cambiamenti, che consenta di offrire risposte alle nuove esigenze dell’intera società.
Formulare un Piano per la rinascita della provincia.
Andare oltre quanto ottenuto dai governi di centrosinistra, avendo la capacità di colmare quelle attese che non sono state esaudite, ma che possono trovare soddisfazione se avanziamo una proposta credibile e condivisa. Il congresso deve avere questo obiettivo, accompagnato da una ricostruzione delle sue strutture organizzative e di rappresentanza.
Una riforma del partito , auspicata da Zingaretti, deve portare alla formazione dei gruppi dirigenti che siano in grado di affrontare le sfide del XXI secolo, quali quelle dell’innovazione, dell’ambiente, dei conflitti sociali, delle nuove forme di sfruttamento imposto dal nuovo capitale finanziario.
Essi dovranno necessariamente essere il risultato di una selezione reale, rinnovati anche attingendo alle nuove energie che emergono nel partito, nonché espressioni di rappresentanza dei territori, di un confronto sul loro ruolo e in ragione di un partito che riprende un legame con le realtà sociali di questa provincia.
Aprirsi alle nuove espressioni della società comporta un superamento delle vecchie strutture organizzative che devono essere sostituite da altre forme aperte e circolari.
Accogliere i nuovi fermenti sociali, sollecitare le intelligenze, le personalità, l’associazionismo così diffuso in questo territorio, comporta un cambiamento delle modalità di partecipazione e della sua “ideologia” politica, che non può non essere che quella della sinistra italiana ed europea, la cui identità è quella di essere “Democratici”. Un progetto che porta a una apertura anche ai non iscritti.
Non più una Federazione, ma una Area di intenti, che raccoglie e sintetizza le esigenze emerse in ambiti territoriali omogenei e circoscritti.
Non si può negare che tutta l’area a sud della regione ha oggi una sua omogeneità economica e un intreccio sociale molto diffuso e solido.
Le adesioni e la partecipazione diretta e aperta è fondamentale per un partito che vive nella società e ne interpreta le aspettative e vuole arricchire con i necessari cambiamenti, la sua cultura di progresso e di democrazia.
29 gennaio 2020