A 94 anni Alfredo Verrelli è morto. Era stato per trenta anni sindaco di Boville Ernica. Un arco di tempo che lascia il segno e non si può dimenticare, anzi, va ricordato perchè contiene insegnamenti.
Fu anche uno stimato dirigente del PCI. Giovanissimo si iscrisse al PCI e viene inviato nel 1947 alla scuola di partito per completare la sua formazione politica. È impegnato a ricostruire la Federazione giovanile comunista (FGCI) e nel 1949 recluta a Boville altri 15 giovani. Verrelli fa parte di quel gruppo di giovani che si impegnano ad avere molti iscritti alla FGCI e svolgono attività per la raccolta di firme per la pace.
Nel 1951 è eletto segretario della Fgci di Boville. Questa sua formazione politica maturata nello studio e nella pratica politica, lo portarono a essere considerato un dirigente di riferimento del PCI e dei cittadini di Boville. La sua principale caratteristica è stata quella di essere un attento osservatore degli avvenimenti sociali.
E’ stato il Sindaco dei suoi cittadini, in sintonia con il loro vivere quotidiano. Si alzava presto come loro, era sin dal mattino disponibile, presso il Comune, ad ascoltare le loro esigenze. La sua lettura mattutina era la Gazzetta Ufficiale che pigliava la sua attenzione anche prima dei quotidiani e lo ispirava alla ricerca dei finanziamenti da individuare e richiedere per le opere pubbliche da realizzare per la sua città ed i suoi cittadini. Non solo questa pratica consolidata di lavoro, ma si dedicava con assiduità allo studio delle leggi, delle pratiche amministrative e alla lettura quotidiana dei giornali. Un metodo di lavoro impeccabile, ascolto e studio, che gli permetteva di essere informato su tutto e di potere svolgere la sua funzione di dirigente politico e di amministratore con saggezza e sicurezza. Integerrimo amministratore, spese la sua vita alla rinascita di Boville negli anni del dopoguerra e in quelli successivi per il suo sviluppo. Figlio del suo tempo, può essergli sfuggita qualche novità.
Con lui crebbero intere generazioni di militanti del PCI e di ottimi amministratori. Il consenso popolare di cui godeva andavo molto oltre i confini del voto al suo partito e il suo legame con la sua gente era forte e intenso. Pacato nel confronto con gli altri, argomentava con dovizia di dati e di fatti i suoi interventi. Un esempio di come essere dirigenti di partito e un accorto amministratore. Rimane per tutti un esempio di alta onestà politica, di abnegazione per i suoi concittadini, per la passione per la politica e per il suo partito.
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