ceccano monumento 350 260Oriano Pizzuti, Presidente del Circolo di Articolo 1 di Ceccano –  CECCANO Una riscossa democratica è possibile e necessaria.
La crisi politico amministrativa, venutasi a creare dopo la seconda chiusura anticipata del consiglio comunale, esige una risposta all’altezza della situazione in cui versa Ceccano.

Lo schieramento di destra Civico-populista-qualunquista, che è miseramente imploso travolto dalle proprie contraddizioni, incapacità e arroganti manie di protagonismo individuale di gran parte degli interpreti, si ripresenta oggi scisso in due tronconi.
Non programmi amministrativi seri, ma lamentose dichiarazioni che evocano scenari della più classica tradizione dei “Fratelli Coltelli”.

La realtà è che Ceccano oggi è un paese arretrato, peggiore di prima, dove molti abitanti hanno smarrito il senso della solidarietà, della collaborazione, della civiltà del vivere comune. All’insegna del “sovranismo”, del “populismo“ e del “qualunquismo” le colpe di ciò che non funziona sono sempre di altri: di chi c’era prima che non sapeva amministrare e degli stranieri, che “ci vengono a rubare il lavoro”.

L’Amministrazione, negli ultimi anni, è stata garantita dall’impegno dell’apparato, che ha cercato di sopperire alla mancanza di indirizzo politico-amministrativo. Qualche volta intervenendo anche a “mettere una pezza” agli strafalcioni ed alle indebite ingerenze di chi avrebbe dovuto limitarsi a dare l’indirizzo di governo.

Ceccano ha bisogno di un “Governo Cittadino” che ci porti , pur se con ritardo, nel terzo millennio. Occorre mettere mano a problemi quali la riorganizzazione del vasto territorio; la ristrutturazione del centro storico; bisogna affrontare in modo serio e competente i variegati problemi dell’inquinamento (rifiuti, aria, acqua, rumore, luminosità, consumo del suolo, etc.); adeguare la viabilità e le comunicazioni fra le varie parti del territorio (una rete stradale in gran parte inadatta all’attuale traffico veicolare); coordinare, estendere ed intensificare il servizio di mobilità pubblica sopperendo alle difficoltà di tanta parte della popolazione; distribuire sul territorio impianti per l’attività fisica, sia sportiva che meramente aerobica e motoria; programmare iniziative culturali di livello nazionale, che contribuiscano alla crescita ed allo sviluppo di quelle presenti sul territorio; adeguare il servizio di assistenza all’infanzia con l’istituzione di asili nido pubblici gratuiti (utilizzando dopo oltre quarant’anni i finanziamenti statali previsti); rispondere ai problemi dei cittadini senza clientelismi, raccomandazioni, promesse che si sa già di non poter mantenere. Queste e tante altre proposte che debbono essere oggetto di dibattiti, incontri e confronti con la popolazione.

Si può uscire da questa crisi solo con la riscoperta dei valori che sono stati alla base della nostra comunità: Umanità; Solidarietà; Impegno Civile; Rispetto per l’altro; Competenza; Autonomia e Indipendenza da diktat esterni, nel rispetto dell’autonomo confronto fra i cittadini. Il confronto elettorale deve avvenire su tremi politici e amministrativi che riguardano i problemi della città ed il modo di vivere degli abitanti. Non può declinare su temi di carattere personalistico che, oggettivamente, si caratterizzerebbero come un oggettivo ostacolo al confronto delle idee.

Tutti i cittadini, i partiti e le associazioni democratiche che si riconoscono nella Costituzione della Repubblica Italiana , nel rispetto del pluralismo delle opinioni culturali e delle posizioni politiche, che riconoscono pari dignità a tutte le condizioni personali quali il genere, l’etnia, la religione, l’orientamento sessuale, debbono impegnarsi per costruire un percorso che consenta , nel quadro di una marcata discontinuità col passato, la realizzazione di una ampia coalizione in grado determinare una riscossa dei valori democratici contro l’inciviltà del “sovranismo”, del “razzismo”, del “populismo” del “neofascismo” del “pressapochismo”.

 

 

 

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Di Oriano Pizzuti

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