di Valentino Bettinelli – Tutti ricordano il successo del Lazio Pride a Frosinone, quando quasi 10000 persone affolarono la centralissima Via Aldo Moro, colorando il capoluogo di un orgoglio ciociaro che ha risvegliato le coscienze di molti.
Proprio sulla scia di questo orgoglio ciociaro, l’associazione “Indiegesta” ha deciso di proporre Ceccano come paese ospitante del Lazio Pride nel 2020.
Nel pomeriggio di venerdì 13 dicembre, presso la sede dell’ex Cinema Italia, i promotori hanno svelato le motivazioni della candidatura del centro fabraterno.
Shana Di Spirito ed Alessia Cristofanilli, entrambe volontarie dell’associazione, hanno parlato di “un sogno per eliminare la paura del diverso. Proprio Ceccano, che fu uno dei Comuni a non concedere il patrocinio al Pride, può rappresentare la giusta scia per continuare la provocazione nata con il Frosinone Pride di questa estate”.
Un lavoro faticoso e lungo che vedrà Ceccano alla prova con altri centri del Lazio. A tal proposito, l’intervento di Anna Claudia Petrillo, della segreteria organizza del Lazio Pride, ha chiarito alcuni passaggi. “Ad oggi Ceccano è una città candidata assieme ai Castelli Romani, ma forse anche Rieti e Viterbo avanzeranno le loro candidature. Il nostro lavoro nasce cinque anni fa, con l’obiettivo di portare il Pride fuori dalle grandi città, dove è anche più facile sfilare. Per questo abbiamo organizzato due Pride a Latina, uno ad Ostia, dove abbiamo avuto problemi anche con la mafia locale, e a giugno il Pride di Frosinone”.
Ceccano, dunque, grazie al lavoro dei ragazzi di Indiegesta parte in pole position nella corsa al Lazio Pride 2020. Non ci vorrà molto tempo per conoscere il risultato, affidato alle sole decisioni del comitato organizzatore di Lazio Pride. La presenza di “Indiegesta”, in rete con le altre associazioni del territorio, anche di tutta la provincia, potrebbe permettere all’orgoglio ciociaro di avere una continuità nel 2020, perché la lotta per i diritti di tutti va affrontata sempre a viso aperto, soprattutto in una provincia dove l’oscurantismo sembra farla da padrone.
C’è solo da attendere e, utilizzando una celeberrima frase di un grande artista ciociaro come Nino Manfredi, si può ben dire “fusse ca fusse la vota bona!!!”
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