ceccano monumento 350 260di Giulio Conti – L’attacco politico e personale di Savoni è il frutto della difficoltà in cui il centro destra ceccanese sprofonda da tempo. Al contrario, non ne ho alcuna (di difficoltà ndr) per replicare alle menzogne da lui rese note.

Alessandro Savoni cerca di puntare il dito delle responsabilità sull’inquinamento al sottoscritto, a cui mai è stata assegnata alcuna delega sull’ambiente, ed al centro sinistra che ha governato Ceccano e che lui stesso ha sostenuto in prima persona, candidandosi nel 2007 al fianco di Antonio Ciotoli e prima ancora suo padre, fin dal 1994, sostenendo Maurizio Cerroni. Ma ricordo anche la famiglia Savoni partecipare attivamente per la fondazione del Partito Democratico di Ceccano.

Bastano questi brevi passaggi per rendere l’ex assessore all’ambiente poco credibile, perché al centro delle sue molteplici chiacchiere, c’è anzitutto la mancanza di coerenza. Cosa che a Giulio Conti certamente non si può imputare, in quanto non rientra nel mio DNA saltellare da una parte all’altra per arrivismo personale o ricerca forsennata di partecipare alla gestione del “potere”.

Ad Alessandro Savoni basterebbe guardarsi intorno. La sua famiglia è stata al centro delle dinamiche politiche prima ancora della nascita della Repubblica, fin dai tempi del Marchese Berardi, al quale qualche suo parente faceva forse da amministratore dei beni. Dimentica il ruolo che suo padre ha avuto nella politica locale e che lo portò a diventare perfino Sindaco di Ceccano. Con quali risultati?

E allora prima di andare alla ricerca forsennata di un colpevole, bisognerebbe domandarsi se non si è colpevoli in prima persona e raccontare, con fatti concreti e documenti alla mano, ad esempio, cosa hanno fatto lui e la sua famiglia per salvaguardare l’ambiente e la salute dei ceccanesi.

Non mi sarei addentrato in queste dinamiche se l’attacco sferrato soprattutto alla mia persona non fosse stato offensivo nei toni. Anche perché entrando nel merito dei soli contenuti politici citati dal Savoni, anche qui siamo di fronte a delle vere e proprie balle spaziali.

Savoni afferma che non essendo più amministratori non avevano l’obbligo di partecipare al tavolo tecnico tenutosi in Provincia. Oltre a ricordargli di essere stato assente, in qualità di delegato, anche ad importanti riunioni e tavoli tecnici tenutisi in Regione, con tutti gli enti preposti, Ministero dell’Ambiente compreso, Savoni dimentica che esiste un obbligo morale, o forse non lo sa, perché anche questa è un’altra questione di coerenza, che lui non ha.

L’ufficio ambiente nel Comune di Ceccano, invece, esiste da tempo ed è gestito da dipendenti dell’Ente con un adeguato profilo professionale. L’invenzione della cosiddetta task force, è stata solo una manovra politica del Sindaco per avvicinare a sé alcuni rappresentanti del Movimento 5 Stelle, facente parte del Centro Studi Tolerus. Una manovra questa che è costata al Comune di Ceccano ben 10mila euro in un solo anno, che non ha prodotto alcun risultato concreto, se non l’insabbiamento di qualche questione personale frutto della campagna elettorale del 2015 e delle denunce susseguitisi sulla raccolta delle firme.

Una vicenda che fin dall’inizio si è rivelata poco credibile, poiché addirittura un socio fondatore del Centro Studi Tolerus, diffidò con una lettera scritta e protocollata presso gli uffici preposti del Comune di Ceccano, l’intera amministrazione, disconoscendo la delibera e non accettando la somma indicata, in quanto non informato come membro. Una circostanza questa che potrebbe vedere personaggi come Savoni, vicini all’ex Sindaco Caligiore, fornire le dovute spiegazioni ad organi preposti, come la Corte dei Conti.

Sono fiero ed orgoglioso di appartenere al Partito Democratico, di aver portato avanti con costanza un impegno difficoltoso, in questi 4 anni, tra i banchi della minoranza, cercando di concentrare l’attenzione con interrogazioni ed interpellanze, su questioni urgenti ed importanti, alle quali mai la maggioranza ha voluto rispondere con fatti concreti.

Infine, sono orgoglioso di aver contribuito fortemente a mandare a casa un’amministrazione di “ducetti”, in grado di redigere delibere come la 66, meglio nota con l’appellativo di “bavaglio”. Mai nella storia politica ed amministrativa di Ceccano si era arrivati a tanto e Savoni, insieme ai restanti “giovani” della compagine di Caligiore, come Aceto, Bianchini e Del Brocco, dovrebbero quantomeno avere la decenza di domandare scusa ai loro concittadini.

Di Giulio Conti

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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