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coordinterpro Ambiente Salute 350 260 min minCoordinamento interprovinciale per Ambiente e Salute –  INCENDIO MECORIS, molti dubbi sulla società e qualche certezza sulle cause di fondo
L’incendio della M.ECO.RI.S. S.r.l. (di seguito Mecoris) a Frosinone ha sollevato nuovamente l’attenzione sulla Valle del Sacco, riproponendo la questione dei controlli sulla sicurezza di impianti che mettono gravemente a rischio la salute dei cittadini, in caso di incidenti.

L’incendio, secondo le prime indiscrezioni provenienti dalla Procura di Frosinone, sarebbe doloso, purtroppo non sarebbe una novità: nel nostro paese da diverso tempo si ripetono episodi analoghi ed in molti casi gli incendi risultano provocati dagli stessi gestori per una mera questione di profitto.

Nel caso della Mecoris si dovranno attendere i risultati delle indagini che ci si augura siano celeri e possano dare risposte ai cittadini che hanno espresso sui social e fuori significative preoccupazioni. Tuttavia riteniamo necessario condividere un insieme di informazioni, frutto di una prima ricerca, allo scopo di avere un quadro preliminare della situazione, in attesa delle conclusioni dell’inchiesta giudiziaria.

Innanzitutto, la Società è sotto processo presso il Tribunale di Roma per fatti accaduti nel 2014 presso la discarica di Colle Fagiolara a Colleferro. L’ipotesi di reato è il 110 c.p., 260 Dlgs 152/20096 (Testo Unico Ambientale), sono rinviati a giudizio Conte Vincenzo, allora Amministratore Unico di “Lazio Ambiente S.p.A.”, Pigliacelli Ezio, Presidente del Consiglio di Amministrazione della “Autotrasporti Pigliacelli S.p.A.”, Spaziani Testa Domenico, allora e attuale Amministratore della Società “MECO.RIS. S.r.l.”, Forgione Raffaele, legale rappresentante della “Isotras S.r.l.”.

Sono imputati, in concorso tra loro, di aver organizzato operazioni di trasferenza rifiuti presso la discarica di Colleferro nelle quali ingenti quantitativi di materiali non risultavano tracciati sul registro di carico e scarico di Lazio Ambiente S.p.A., gestore della discarica, per poi inviarli a trattamento.

La Mecoris viene coinvolta come subcontraente dell’appalto primario stipulato dalla Autotrasporti Pigliacelli S.p.A. Il difensore, in sede penale all’atto del rinvio a giudizio, è Nicola Ottaviani, attuale Sindaco di Frosinone, prossima udienza il prossimo 15 luglio

La Società, risulta iscritta alla CCIAA di Frosinone dal 1988, proprietario Iorio Gino che la cede nel 1988, classificazione dell’attività “trasporto di merci su strada” e “recupero e cernita di materiali”; successivamente viene iscritta nell’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali di Roma per “raccolta e trasporto di rifiuti urbani e assimilabili”, “attività di bonifica di beni contenenti amianto effettuata sui seguenti materiali: materiali edili contenenti amianto legato in matrici cementizie o resinoidi”, “raccolta e trasporto di rifiuti speciali, non pericolosi”, “raccolta e trasporto di rifiuti pericolosi”, “intermediazione e commercio di rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi”, ”bonifica di siti”.

Con la Determinazione della Provincia di Frosinone n. 2016/2840 del 20.10.2016 la Mecoris viene autorizzata allo smaltimento e recupero di rifiuti speciali pericolosi e non, nella misura di un totale di 32.940 tonn/anno di cui 29.950 tonn/anno per operazioni R13 (recupero) e 2.990 operazioni D15 (smaltimento), capacità massima di stoccaggio 2.230 tonn. Queste quantità permettono alle società di essere autorizzata all’esercizio dalle Province (art. 208 Dlgs 152/2006), in caso di quantità superiori, 10 tonn/giorno, si dovrebbe passare ad una Valutazione di Assoggettabilità a VIA di competenza regionale. C’è da notare che la Mecoris non ha nel proprio Oggetto Sociale le attività di smaltimento e recupero rifiuti

C’è una domanda che sorge sempre in questi casi: c’è qualcuno deputato ai controlli sulle quantità reali portate a recupero/smaltimento?

Nella suddetta Autorizzazione è riportato anche il paragrafo sulle garanzie finanziarie a cui è necessario prestare molta attenzione. Le garanzie finanziarie, ai sensi della DGR 540/2009, sono propedeutiche al rilascio delle autorizzazioni.

Un quadro economico e finanziario inquietante.

Dal bilancio si evince un capitale sociale di 15.600 euro (56% Valle Lucio, 30% Spaziani Testa Domenico, 14% Zaccardi Gaetano) a fronte di un fatturato di circa 1,6 mln di euro, caratteristica che si ritrova in molte delle società del settore, coinvolte in incidenti analoghi.

Ciò che colpisce nel bilancio 2017 è l’ammontare dei debiti a 7,3mln di euro a fronte di mezzi propri pari a 1,4 mln di euro. Quindi livello di indebitamento alto rispetto a fatturato e mezzi propri, in gran parte derivante dai debiti tributari, circa 4mln di euro. Siamo di fronte ad una azienda che mentre non onora i propri debiti verso l’erario, ha un contezioso di 700.000 mila euro circa verso fornitori, una cifra di un certo rilievo (10% dell’ammontare totale dei debiti) che denuncia una situazione precaria. Anche i crediti sono, circa 4 mln, dei quali nella nota integrativa non si dice nulla e risulta complicato fare congetture sulla loro natura: recuperabili o meno.
In ogni caso questi dati offrono un quadro della società che induce a dubitare della sua solidità. Dubbi che crescono enormemente se si aggiunge il sospetto di dolo nel prodursi dell’incendio.
Una società che ha ottenuto una autorizzazione per trattare ben 57 diverse tipologie di rifiuti (codici CER), autorizzazione frutto di un procedimento in cui spicca la mancata partecipazione del comune di Frosinone alla conferenza dei servizi, eppure oggetto del procedimento era una azienda con connotati di rischio evidenti per una area vasta della città, fortemente urbanizzata.

Non un caso particolare, una eccezione criminale, ma un dato strutturale.
Il ripetersi di ‘incidenti’ analoghi a livello nazionale in società spesso in condizioni altrettanto precarie, aggrava l’allarme che si è generato a fronte delle conseguenze di questo incendio. L’esistenza di tali impianti appare non solo un possibile connotato criminale del ciclo dei rifiuti, ma anche strutturale, coerente con la sua gestione complessiva, che resta legata a discariche e inceneritori con una carenza complessiva dei controlli sulle varie fasi del ciclo.
La risposta successiva è apparsa inadeguata a far pervenire ai cittadini -in una area vasta del comune di Frosinone e limitrofi- le informazioni necessarie sui pericoli per la salute: conseguenza inevitabile di una inadeguata valutazione (sottovalutazione) e gestione del rischio.
Infine questo episodio si iscrive nelle problematiche della contaminazione storica ed attuale del territorio della Valle del Sacco. Un quadro complesso da cui non si può prescindere, di cui è necessario rendere consapevoli i cittadini, un compito ineludibile per le reti associative, le istituzioni e gli organi di controllo.
In questo contesto -a fronte di nuovi ‘incidenti’ in cui oggi è coinvolta la città di Sora, col fresco annuncio di un arrivo massiccio di rifiuti dalla città di Roma negli impianti della provincia- chiediamo:

• Con la massima urgenza una seduta congiunta del consiglio provinciale e del consiglio comunale del capoluogo
• l’istituzione di un reale ed efficace coordinamento tra gli enti preposti la salute dei cittadini e dell’ambiente
• un piano di informazione capillare, rivolto a tutta la cittadinanza, sulle procedure adottate per la difesa dell’ambiente e della salute de cittadini.

Frosinone, 3.07.2016

Documento sottoscritto da:
Il Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri, (*) Cittadinanza Attiva, Comunità solidali di Frosinone, Rete studenti Medi di Frosinone, Associazione culturale Accademia Internazionale d’arte e giornalismo onlus e tanti cittadini.

(*) hanno aderito al Coordinamento:

Salviamo il Paesaggio Coord. – Frosinone – Luciano Bracaglia; Ass. di Vol. Frosinone Bella e Brutta
– FR – David Toro; Sportello Antiusura Cofile – FR – Antonio Mattia;
Auser del Frusinate – FR – Mario Ceccarelli; Fuochi – FR – Ceccarelli Mario; Seafty Europe – FR – Ceccarelli Mario; SOMS Soc. Operaia di Mutuo Soccorso – FR – Antonio Di Salvo; Osservatorio Peppino Impastato – FR – Francesco Notarcola;

Frosinone Libera – FR – Orologio Roberto; Fare Verde Onlus Nucleo Operativo – Cassino – Salvatore Avella; Ass. Basta Eternit Fibra Killer – Roccasecca – Chiappini Danilo; Ass. Rete per la Tutela della Valle del Sacco – Colleferro – Alberto Valleriani; Benessere Alcalino – FR -; Comitato Osteria della Fontana Anagni – Angelo Galanti; Comitato Residenti Colleferro – Ina Camilli; Associazione Diritto alla Salute Anagni – Alessandro Compagno; Associazione Oltre l’Occidente FR – Paolo Iafrate; Associazione Comitato di Quartiere Fontana San Pietro FR – Roberto Orologio; Associazione ASD Pescatori Laziali di Artena – RM – Luca Fontana; Associazione Salviamo Fontana San Pietro di Alatri
– Marcello Minotti; GASP (Gruppo di Acquisto Solidale Partecipato di Frosinone) – Marco Sabadini;
A.I.A.S. Associazione Italiana Assistenza Spastici ONLUS di Sgurgola Francesco Antonelli; Associazione zerotremilacento di Frosinone – Gianluca Fricchione; Associazione Frusna di Frosinone
– Massimo Cristini; Associazione Rigenesi – Frosinone – Riccardo Spaziani; Soc. Geografika srl – Guarcino – Mauro Albano e Gianfranco Veloccia; Assoc. Cittattiva Onlus – Ceccano – Sara Pizzuti; Città Futura, Odv – Frosinone – Luigi De Matteo; Adesso Basta – Anagni. Alessio Fenicchia; Gemma Edizioni – Ceccano – Gemma Gemmiti; Big Brother Ambiente – Cellole (CE) – Giuseppe Vitale; UN’ISOLA DIVERSA di ISOLETTA D’ARCE – Maini Eleonora, Referente Paolo Giua.

Di Coordinamento interprovinciale per Ambiente e Salute

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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