di Emanuela Piroli – “Io ragiono co’ a testa mia. Nun me devo fa spigne da voi. Si, perché voi spignete la gente pe’ na manciata de voti…”
Perché il problema non sono le persone, il problema è l’inefficienza istituzionale, è l’indifferenza dello Stato. Tutto ciò trasforma il disagio in odio verso altri disagiati, mette le une contro le altre le classi sociali in difficoltà, e questo odio viene fomentato da politicanti senza scrupoli e senza argomenti alti.
Ha ragione Simone nel dire “come se il problema fossero i rom”. Il problema è l’assenza dello Stato. Torniamo nelle periferie abbandonate a se stesse, torniamoci per renderci conto, per intervenire, per dare loro dignità! Dignità è scuola, servizi, lavoro, decoro, pulizia, sicurezza, luoghi di incontro, giardini e parchi. Ripartiamo dai ragazzi come Simone, dalla loro consapevolezza e saggezza. Lui sa con certezza che la sua Torre Maura non ha bisogno della guerra tra poveri, non è togliendo il pane a chi sta peggio, che gli altri staranno meglio. “Nessuno va lasciato indietro”. I rom, gli immigrati, sono l’escamotage utilizzato da una classe politica dirigente incapace, per spostare l’attenzione dai problemi reali. Ma chi dovrebbe dare l’input giusto? Quale parte politica? Fino a qualche tempo fa avrei detto la sinistra, il centrosinistra, così come erano nella mia testa. Il partito maggiore, che ho considerato la mia casa. Ora sono in difficoltà, perché da quella parte ho visto arrivismo, menefreghismo, ho visto la mobilitazione solo per garantirsi la poltrona e per tutelare i propri interessi personali. Ho visto guerre interne infinte per mantenere parvenze di potere. Non ho visto differenza con gli altri partiti. Ora sono arrabbiata, perché non percepisco una volontà vera di ripartire da quelle che dovrebbero essere le nostre priorità.
Ma per fortuna c’è Simone, così piccolo eppure un gigante di fronte ai suoi interlocutori. Simone ci da una lezione che dovrebbe stimolare una riflessione e provocare una reazione forte, tanto da indurre uno scatto di orgoglio e una presa di coscienza da parte di chi, come me, e non siamo in pochi, ancora crede in un certo modo di fare politica. Non bastano le vignette e le frasi ad effetto, trattasi di pura strumentalizzazione, serve il coraggio di esporsi, di stare tra la gente e di cambiare rotta. Non so ancora bene come, ma io nel mio piccolo continuerò a provarci. Grazie Simone.
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