di Aldo Pirone – Ieri il tribunale di Roma ha condannato in primo grado l’ex sindaco Alemanno a 6 anni di carcere per corruzione e finanziamento illecito. Il filone dell’indagine era stato stralciato da quello più ampio su “Mafia capitale”. Il PM aveva chiesto una pena più mite. Ovviamente Alemanno ricorrerà in appello e bisognerà aspettare il giudizio finale.
Sabato scorso ad andare in carcere a scontare una condanna definitiva era stato il “casto” e devoto Formigoni, per 18 anni Presidente della Lombardia e dirigente di primo piano del centrodestra nazionale, nonché dell’associazione cattolica e integralista “Comunione e Liberazione” fondata da Don Giussani. Il paganeggiante “Celeste” era stato condannato dai giudici per corruzione.
L’elenco dei condannati, circa 40, di dirigenti del centrodestra berlusconiano in tutte le sue componenti e nelle sue diverse denominazioni, si allunga. Alcuni sono in galera, altri in attesa di appello e Cassazione, altri condannati ma liberi. Senza contare, soprattutto per il capo della confraternita, Silvio Berlusconi, le numerose prescrizioni.
“Il Fatto Quotidiano” di sabato scorso ne ha fatto una non breve lista: Berlusconi, Bossi, gli ex parlamentari Previti, Dell’Utri, Cosentino, Matacena, Verdini, Brancher, Papa, Grillo (omonimo del guru del M5s), Frigerio, Borghezio, Vito, Matteoli, Catone, Speciale, Belsito, Sirchia, Salini, Sgarbi, Romani, Laboccetta, Minzolini, Farina, Brigandi, Sciascia, Angelucci. Poi ci sono i governatori delle Regioni: il “Celeste” già detto, Cota, Cuffaro, Lombardo, Scopelliti, Pili, Maroni, Galan e Iorio. Poi ci sarebbe un altro “pezzo da novanta” fondatore del centrodestra che fu: Gianfranco Fini che, però, è solo a processo per la casa di Montecarlo.
Viene spontaneo domandarsi se a sgovernare questo disgraziato paese nell’ultimo quarto di secolo, in senso stretto e lato, negli otto anni di governo e anche in quelli di opposizione, nei Comuni e nelle Regioni, sia stata una compagine politica o una banda a delinquere.
La risposta va da sé con la lettura della “black list”. Destinata, probabilmente, a prolungarsi.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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