di Valentina Calcagni: Posizioni Congressuali – Non ho da iscrivermi a nessuna tifoseria o contrattare posizionamenti pertanto continuerò, se ci saranno le condizioni, a lavorare come faccio da tempo.
Se la Politica sta andando in esilio è responsabilità di giochini a cui non intendo prestarmi per dovere di serietà.
Mi avrebbe fatto piacere confrontarmi con gli amici militanti attivisti e dirigenti su quanto è stato fatto dal Governo PD, cosa rimaneva da fare e cosa andava migliorato.
Penso alla Riforma del Lavoro, della Scuola, le leggi sui Diritti Civili, alle misure contro la povertà, alle politiche industriali, mai nessun Governo era stato tanto produttivo e allora sarebbe stato nostro dovere prima che nostro compito, difenderlo, rivendicarlo con forza e convinzione.
Non è accaduto…anzi! C’è stata la gara a prendere le distanze con una certa repulsione. E allora mi domando, cosa distingue oggi i candidati tra di loro? considerato che su uno in particolare convergono i tre quarti di quel
Governo PD ?
Un altro candidato è stato Ministro del medesimo Governo, vicesegretario e segretario uscente del Partito, sembra tutto surreale ma è tutto vero.
A mio modo di vedere è già tutto consumato.
Il mio impegno non verrà meno perchè c’è bisogno di resistenza civile in questo momento difficile per l’Italia e soprattutto per i più deboli.
Un Congresso concentrato unicamente a parlare di noi è la mortificazione della politica riducendola ad una misera conta tutta interna.