
Nadeia De Gasperis intervista Edda Billi*
Ritiene che le giovani donne conoscano abbastanza le lotte condotte dai movimenti femministi per i diritti civili?
Conosco collettivi di donne che lottano come tigri ma penso siano monadi: c’è poco confronto, credo.
L’attuale governo ha rimesso in discussione, tra le altre, la legge 194, quanto si è spesa per quella battaglia?
E’ dagli anni 70 che lotto perchè allora di aborto si moriva. Ci toccherà ricominciare?
Sembra che nel mondo ci sia un movimento di “resistenza” femminile. Cosa pensa a riguardo?
Si, ci credo profondamente. E si fanno sentire anche se vengono silenziate. Come sempre
Lei ha affermato di aver sempre riconosciuto negli occhi degli uomini una certa propensione al machismo, cosa è cambiato? Gli uomini sono cambiati rispetto alla condizione delle donne?
Purtroppo se li guardi negli occhi tutt’ora vedi una lucina che dice: “io valgo più di te”
Stiamo facendo passi indietro o non è più possibile tornare indietro sui diritti acquisiti dagli omosessuali?
Nessun diritto acquisito è per sempre. Bisogna essere vigili.
Pensa che l’attuale governo sia da temere o stiamo sopravvalutando le conseguenze della sua politica?
Si, è un governo dal sapore spiacevolmente fascista. Di certo misogino.
Quale sarà il futuro della Casa Internazionale delle Donne?
Siamo sotto attacco ma ci stiamo difendendo anche da una sindaca che non “sa” essere la Casa luogo di libertà.
Preferisce essere conosciuta più come poetessa o più come attivista politica?
Domanda che molto m’intriga: forse metà e metà.
*Edda Billi, femminista, scrittrice e poeta, è Presidente deII’AFFI la Federazione di organizzazioni femministe e femminili, che ha promosso insieme al Centro Femminista Separatista la realizzazione della Casa Internazionale delle Donne, il progetto del movimento delle donne di Roma ha origine negli anni dell’occupazione del Governo Vecchio, ma è anche Presidente di Archivia, Biblioteca Archivi Centri Documentazione delle Donne, e raccoglie le produzioni teoriche e pratiche del movimento femminista e lesbico dalla fine degli anni Sessanta.
Fra le protagoniste del neo-femminismo degli anni Settanta, tra le fondatrici del Collettivo romano di Pompeo Magno, meglio conosciuto come Movimento Femminista Romano.
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