di Riccardo Copiz – Cinque rapaci hanno nuovamente spiccato il volo con le… Ali Erniche. Nel caldo pomeriggio di sabato scorso, 20 ottobre, nel territorio di Collepardo si è svolta con grande partecipazione e interesse di numerosi cittadini, in particolare bambini e ragazzi, l’iniziativa “Ali Erniche” finalizzata al rilascio di 5 uccelli rapaci curati presso il Centro di recupero della fauna selvatica gestito dal Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Fogliano (LT).
Cinque uccelli soccorsi nel territorio dei Monti Ernici, da alcuni cittadini e associazioni, perché feriti e bisognosi di specifiche cure, che in alcuni casi si sono prolungate per diverse settimane o alcuni mesi.
Il rilascio in natura è stata l’emozionante conclusione di un percorso, anche didattico, curato dall’associazione Sylvatica in collaborazione con l’associazione Falconeria D&M.
Nelle settimane precedenti sono state coinvolte, infatti, diverse scuole della provincia di Frosinone per promuovere l’iniziativa e spiegare l’importanza della tutela della biodiversità e delle attività di recupero della fauna selvatica, ferita spesso da comportamenti illeciti o poco rispettosi dell’ambiente che ci circonda.
Un ringraziamento particolare va rivolto a tutti i partecipanti e ai diversi Enti che hanno reso possibile l’iniziativa e hanno portato il loro contributo: il Sindaco Mauro Bussiglieri e tutta l’Amministrazione di Collepardo, il Comandante del Gruppo Carabinieri forestale di Frosinone Ten. Col. Giuseppe Lopez, il Maresciallo Roberto Mayer e i suoi collaboratori in servizio presso il Reparto Carabinieri per la Biodiversità di Fogliano che gestisce il Centro di recupero della fauna selvatica, il Vice Comandante della Polizia Provinciale di Frosinone Pierfrancesco Vona, i Guardiaparco del Parco naturale regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, che da un paio d’anni gestisce anche porzioni dei Monti Ernici, i Carabinieri forestali della Stazione di Guarcino e, infine, le Guardie zoofile dell’associazione Kronos.
L’iniziativa ha permesso a tutti gli enti presenti di portare la loro testimonianza, di farsi conoscere e di confrontarsi sulle loro attività. È stato un bel momento formativo, soprattutto per i tanti bambini e ragazzi ai quali è stata spiegata l’importante differenza tra la fauna selvatica, che è “patrimonio indisponibile dello Stato” e non si deve sottrarre al proprio ambiente naturale, e la fauna domestica, che al contrario non si deve abbandonare per non comprometterne la vita e introdurre nell’ambiente potenziali competitori della fauna selvatica o portatori sani di malattie contagiose e pericolose per gli altri animali.
Altra rilevante differenza spiegata ai più giovani, ma anche ai loro genitori e agli altri adulti presenti, è stata quella tra un animale selvatico realmente ferito da soccorrere e uno apparentemente in difficoltà ma da non toccare e avvicinare, come è il caso dei piccoli di qualsiasi specie qualora non si è assolutamente certi della scomparsa della madre.
Infine, ampio spazio è stato dedicato al rischio legato all’abbandono in natura di animali esotici che a noi possono risultare inermi e compatibili con i nostri ambienti e invece rappresentano spesso una grande minaccia per la fauna e la flora tipica locale.
Gli interventi hanno fatto emergere anche diverse criticità con cui le autorità ed i cittadini devono fare i conti nel caso in cui ci si trova a dover soccorrere un animale selvatico ferito. Il Centro di recupero di Fogliano, infatti, è l’unico centro presente sul territorio provinciale di Latina e di Frosinone e a questo si è aggiunto di recente il problema delle competenze per il soccorso e trasporto fino a Fogliano degli animali trovati feriti. Questa era una delle competenze specifiche della Polizia Provinciale che le è stata sottratta a seguito della Legge di riordino degli enti locali (c.d. Legge Del Rio) senza aver definito un ente sostitutivo. Le associazioni e i cittadini più sensibili al tema cercano di sopperire con risorse proprie e rischiando anche di commettere un illecito.
Cosa fare quindi nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un animale selvatico ferito? Questa domanda la giriamo alla Regione Lazio, attualmente competente in materia. Attendiamo di ricevere la risposta.
*Il Presidente dell’Associazione Sylvativa
Collepardo, 22 ottobre 2018.