Il 16 ottobre scorso UNOeTRE.it pubblicò un comunicato inviato dai Deputati 5stelle Luca Frusone ed Enrica Segneri che informava dell’incontro da loro avuto con l’on. Giulia Grillo, Ministra alla Salute, alla quale hanno consegnato un “carteggio” con i dati della situazione in cui versa la ASL frusinate così descritta «è stata così trasformata in un totale far west amministrativo dove qualcuno viene lautamente ricompensato per non fare nulla e molti si trovano a fare turni massacranti per dare una risposta alle esigenze del territorio in carenza cronica di servizi. Una gestione pessima che si basa su esternalizzazioni a non finire e che a malapena riesce ad assicurare gli stipendi».
Questa dichiarazione al pubblico dei due Deputati è subito stata molto seguita perché il tema sanità in questa provincia è un nervo scoperto e assai dolente. Molti lettori ci hanno scritto per saperne di più altri, ce lo hanno richiesto attraverso post su FB. Tanta attenzione ci ha consigliato di aprire un dialogo con i parlamentari che si sono impegnati in questa iniziativa.
Abbiamo trovato a telefono l’on. Luca Frusone e abbiamo chiesto lui un approfondimento.
Appare, dalle sue parole, subito chiaro un problema: «A Macchitella mancano i requisiti per svolgere il ruolo di direttore generale. Il commissariamento è un escamotage, infatti serve solo ad aggirare le norme sulla inconferibilità del ruolo di direttore generale visto che Macchitella ha 72 anni e non potrebbe essere chiamato a svolgere tale ruolo. Inoltre, c’è una sentenza che ha visto vincente il precedente direttore generale, Isabella Mastrobuono, che quindi avrebbe doveva essere reintegrato. Cosa che non si è verificata».
Questa la cronistoria: 11/11/2015 Macchitella viene nominato commissario. Il 16/01/2017 una sentenza del TAR annulla la nomina del commissario, sconfessando le ragioni del commissariamento e con ciò giudica “vincente” il ricorso del precedente direttore generale, Isabella Mastrobuono. Il 6 febbraio successivo (con DCA n. 26) Zingaretti rinomina, nonostante la sentenza, Macchitella come Commissario Straordinario e il 28 dicembre 2017 gli rinnova l’incarico con delibera di giunta regionale (la n.28) fino al 31 dicembre 2018.
L’ANAC stessa nel suo pronunciamento (12/08/2018 00775443) ha rilevato che l’onorario, le funzioni e i poteri si sovrappongono con quelle del direttore generale e parla di “escamotage per ovviare alle carenze del requisito” riferendosi appunto ai requisiti che Macchitella non ha per fare il direttore generale.
In questo procedere non proprio ossequioso della giurisprudenza che succede? L’On. Luca Frusone descrive alcune decisoni dagli effetti davvero negativi.
«La chiusura del Punto di Primo Intervento di Anagni in data 15/07/18 con delibera della ASL di Frosinone n. 1362 del 25/06/2018 firmata dal commissario straordinario Luigi Macchitella.
Appare non solo sbagliata questa decisione, ma forse anche abusiva. Tale PPI, infatti a seguito della chiusura dell’ospedale di Anagni e del suo relativo pronto soccorso è diventato l’unico punto di cure per un bacino di utenti superiore agli 80.000 abitanti e per un territorio in buona parte montagnoso composto da piccoli Comuni che si trovano a distanza di oltre un’ora di percorrenza dai pronti soccorsi più vicini.
Nel territorio del Comune di Anagni insistono ben n.7 impianti industriali a Rischio Incidente Rilevante RIR, ricadenti nelle fattispecie previste dalla Direttiva Seveso III, D.lgs. 105/2015. Sono impianti RIR quegli stabilimenti che, per le sostanze che utilizzano e per i processi produttivi che svolgono, possono causare incidenti le cui ricadute potrebbero interessare in maniera grave l’ambiente e la salute dei cittadini. Tali impianti hanno come riferimento per i loro “Piani di emergenza esterna” l’ospedale civile di Anagni che non esiste.»
Infatti secondo l’Atto Aziendale dell’ASL di Frosinone approvato con Decreto del Presidente ad Acta il 3 agosto 2017, n. U00354, ad Anagni non dovrebbe esserci un PPI, ma un vero e proprio presidio sanitario.
Per memoria di tutti citiamo gli atti deliberativi, cioè decisionali. Il D.M. 70/2015 con cui è stato approvato il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’ assistenza ospedaliera” cita i PPI stabilendo che “La funzione dei Punti di Primo Intervento è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito”.
La delibera della ASL di Frosinone n. 1363 del 25/06/2018 oltre a disporre la chiusura “contestuale del Primo Soccorso” lo sostituisce con un PAT h24 non previsto dal D.M. 70 con degli oneri che potrebbero contrastare con il piano di rientro del debito della sanità della Regione Lazio e che dovrebbero essere portati all’attenzione della Corte dei Conti.
Ad oggi non risulta che la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 sia stata compiuta. Disattendendo quindi lo stesso D.M.
Per ora qui ci si ferma. Questo primo assaggio di notizie fornite alla Ministra Giulia Grillo è quanto mai interessante. Continueremo appena possibile la nostra conversazione di approfondimento con il disponibilie e cordiale Deputato Luca Frusone.
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