di Tommaso Cappella* – Massimo Tiberia, figlio di Domenico, mai dimenticato campione italiano di pugilato in quattro categorie diverse a cavallo degli anni 60-70, non ha mai incrociato i guantoni ma da una vita (circa 20 anni) si dedica alla noble art, prima come presidente dell’associazione pugilistica che porta il nome del suo papà e che ha sede a Ceccano, e poi come fiduciario delle federazione provinciale ed ora come responsabile delle neo unione pugilistica della provincia di Frosinone cui aderiscono tutte le scuole che operano in Ciociaria. “Dal momento che ogni palestra agiva per proprio conto – esordisce Massimo Tiberia – abbiamo pensato di creare un nuovo organismo che potesse tenere tutti uniti e programmare al meglio tutta l’attività pugilistica provinciale. Ad oggi non abbiamo ancora uno statuto e un regolamento, ma contiamo di farlo entro la fine si questo anno attraverso un’assemblea con tutte le società affiliate. Intanto, oltre alla mia figura di presidente pro-tempore, possiamo contare su Giuseppe Tucciarone che sta coordinando i pugili dilettanti e professionisti, mentre Sergio Simila si occupa del settore giovanile”
A che punto è lo stato di salute del pugilato in Provincia di Frosinone? “Proprio attraverso queste fondamentali figure e la collaborazione fattiva di tutte le palestre si riesce ad avere un quadro più dettagliato della situazione pugilistica provinciale e organizzare riunioni con maggiore coinvolgimento possibile. Il pugilato in Ciociaria è in continua crescita e vede coinvolti atleti dai 13 ai 35 anni. Da quando è sorto questo nuovo organismo abbiamo allestito quindici riunioni pugilistiche che hanno visto coinvolti quasi 200 pugili dilettanti e 20 professionisti. Un risultato notevole che ci sprona a fare ancora meglio”.
Come procede invece l’attività della della “Domenico Tiberia”? “Grazie anche al lavoro certosino e altamente professionale del nostro manager Davide Buccioni, titolare della “BBT”, la società che presiedo da venti anni sta ottenendo risultati notevoli. E questo anche per il lavoro dei maestri Michele Egidi, Pierluigi Micheli e Cecilia Orvieto, coordinati da Pio Ciotoli. Attualmente possiamo contare su quattro pugili professionisti e più precisamente Antonio Di Mario, Simone Mauro, Alessandro Micheli e Daniele Iacovissi, oltre ai dilettanti Antonucci, Piroli, Endiniani, Caringi, Tiberia, Di Silvio, Ardovini e i fratelli Massimo e Alessandro Spada, oltre a cinque canguri”.
In questi venti anni quale è stato il momento che ricorda con molto piacere e quello meno piacevole? “Quello piacevole è abbastanza recente. Riguarda la conquista a Torino il 28 gennaio dell’anno scorso del titolo italiano dei superpiuma da parte di Alessandro Micheli contro Daniele Limone. Poi non ha potuto difendere il titolo per infortunio, ma è prossimo al rientro per riprenderselo quanto prima. Intanto il primo dicembre sarà impegnato a Roma in un match valido per la semifinale al titolo italiano. Per quanto riguarda quello meno piacevole, oltre alla sconfitta di Marino Bucciarelli contro Esposito per il tricolore dei welter, non si può non rimarcare il crollo del palazzetto dello sport di Ceccano che ha privato la città di un punto di riferimento per l’attività sportiva non solo pugilistica”.
Che messaggio si può lanciare ai giovani che vogliono praticare questo sport? “Il pugilato, oltre a far bene al fisico, non è affato pericoloso – conclude Massimo Tiberia – Anzi è forse uno degli sport che maggiormente riesce ad entrare in un ambito educativo eccezionale, attraverso il rispetto dell’avversario e delle regole. Invito quindi i giovani, a partire già dai sei anni, ad avvicinarsi a questo sport”.
*Giornalista volontario in pensione
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