di Antonio Nalli – Le gravi affermazioni rese note dall’assessore e vice sindaco Massimo Ruspandini, nel corso dell’ultima riunione di maggioranza, trapelate a mezzo stampa in questi giorni e non smentite pubblicamente, mettono in evidenza lo spessore politico e la vera pasta di cui egli è fatto.
Attaccare una persona non presente, incapace di difendersi e per di più deceduta, rivela tutto lo squallore in cui la città di Ceccano, a livello amministrativo e morale, sta ormai precipitando da ben tre anni a questa parte, con l’avvento del governo Caligiore.
Un governo fantoccio, guidato per lo più dal fanatismo e dall’estremismo politico di alcuni pericolosissimi soggetti, i quali rasentano con le loro dichiarazioni pubbliche, forme di intolleranza e razzismo che un paese democratico e civile non può assolutamente accettare!
Un governo fantoccio in cui l’anarchia del potere sta facendo credere ai suoi protagonisti di poter fare ciò che vuole anche delle altrui libertà, come accaduto con l’approvazione di una delibera bavaglio, con la quale si tenta di reprimere, minacciando le vie legali, i ceccanesi che osano avvalersi del diritto di poter di sollevare critiche nei confronti dell’amministrazione comunale in carica.
Ma la figura politica di Giovanni Montoni, più volte consigliere comunale ed assessore della città di Ceccano, fatta oggetto in modo vile di un attacco vergognoso dal Ruspandini, ricordata con affetto da numerosi ceccanesi, non può e non potrà essere offuscata da qualche piccolo uomo, recentemente divenuto Senatore della Repubblica, per un colpo di fortuna che di certo non si ripeterà più negli anni a venire, come pure dai suoi colleghi di maggioranza che hanno taciuto dinanzi a simili parole.
Non mi sorprende per altro, sulla vicenda, il silenzio assenso dello stesso Sindaco Caligiore, a dimostrazione della totale condivisione di pensiero con il suo collega di giunta autore dell’esternazione.
Lo stesso Sindaco Caligiore che utilizza la partecipazione a cerimonie e funerali per meri scopi elettorali e che nei mesi scorsi disertò la partecipazione alle esequie di Giovanni Montoni, dove avrebbe dovuto essere presente anche il gonfalone della città.
Ma se il mondo politico, in quel momento, scelse di non soffermarsi a ragionare su quell’atto, già di totale mancanza di rispetto, oggi, di fronte alle parole pronunciate dal Ruspandini, non si può certamente tacere.
Ugo Foscolo, ne “I Sepolcri”, lo aveva inteso perfettamente: una società che non conserva il culto dei morti fra i suoi valori spirituali più preziosi, non merita di sopravvivere.
E così accadrà di questa maggioranza, carente di programmazione e priva della più elementare idea di sviluppo per la città, nella quale qualcuno non ha ancora imparato la differenza tra una delibera ed una determinazione.
Dall’assessore Ruspandini, invece di parole cariche di odio e livore, rivolte a persone che non sono più tra noi, i ceccanesi aspettano di conoscere quantomeno il contenuto della sua famosa interrogazione parlamentare, annunciata da mesi, sull’inquinamento nella Valle del Sacco, mai presentata ufficialmente in Senato, forse perché ancora non ha trovato qualcuno in grado di scriverla o forse perché, al di là della demagogia spicciola, utile a racimolare qualche voto, non è neanche interessato a promuovere un atto politico di una simile portata, viste le conseguenze che potrebbe causare con aziende ed altri poteri forti che nel corso degli anni hanno letteralmente distrutto l’ecosistema di questa provincia.
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