di Antonio Colasanti – Già da tempo la curcumina è sotto osservazione, precedenti studi avevano dimostrato che essa è in grado di interferire con i processi biochimici delle cellule tumorali impedendone la proliferazione.
Il problema di base però è che fino ad adesso i ricercatori non erano riusciti a trovare un modo efficace per permettere alla curcumina di entrare nel flusso sanguigno. Questa sostanza infatti viene espulsa troppo rapidamente per poter colpire le cellule malate.
“In generale, la curcumina viene espulsa dal corpo abbastanza velocemente. Perché sia un farmaco efficace, deve essere modificata per entrare nel flusso sanguigno e rimanere nel corpo abbastanza a lungo da colpire le cellule tumorali e da sola potrebbe non essere sufficiente a rallentare il cancro nei pazienti umani”, si legge infatti nello studio.
Quale la novità? Il team è riuscito a trovare un modo per sciogliere la curcumina in acqua e renderla efficace contro i tumori.
La curcumina è scarsamente solubile in acqua. Secondo quanto appurato dagli studiosi, la combinazione platino-curcumina arriva a uccidere le cellule tumorali frammentandone il Dna. Anche se i ricercatori hanno solo testato la somministrazione di curcumina, il contributo di questo studio al trattamento del tumore potrà avere nuovi effetti anche dalla probabilità che il metodo funzioni con altri farmaci.
“Nella terapia del cancro, una delle misure che vincola un certo numero di farmaci è la loro scarsa solubilità”, dice Dipanjan Pan, docente di bioingegneria all’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign. “La fattibilità diventa importante solo quando il farmaco diventa solubile in acqua.
“Quando vuoi somministrare un farmaco, questo deve essere solubile in acqua per poter fluire attraverso il flusso sanguigno”, spiega Santosh Misra, uno dei ricercatori.