Il 16 luglio scorso fu segnalato a UNOeTRE.it, anche con un certo fastidio «le sorprese non finiscono mai per quanto riguarda la [raccolta] differenziata». Cosa ha spinto a sollecitare che si trattasse delle modalità con cui si raccolgono i rifiuti nella città di Frosinone?
«Ho scoperto – ci hanno scritto – che per i piatti, bicchieri, bottiglie finite di detersivo, secondo lo scienziato che ha partorito il contratto, noi “dobbiamo” e non “dovremmo” prima sciacquare questi oggetti, quindi consumando acqua e poi metterli nei contenitori a loro destinati». Non è la prima volta che mi capita di ascoltare questa osservazione, anche se non sempre generata dalla stessa motivazione, che nel caso riportato si condensa nell’esclamazione «ma questi sono matti e chi ci ripaga dell’acqua che consumiamo? Ci sarebbe voluto almeno uno sconto considerevole della tariffa». Non solo, aggiungeva «Altra discrepanza è quella che per due giorni consecutiva tenere in casa l’umido, ma in quale paese succede? Ci avevano pensato a Ferentino e sono dovuti tornare indietro di corsa…. il secco passa un solo giorno a settimana…. ma chi è che ha ideato “STA …?”.
Il nostro lettore, che chiaramente non parlava a titolo personale, chiedeva «Scusa fai un articolo? Grazie»
Il principio al qual ci atteniamo è quello di non lasciare mai inascoltata una rimostranza e quindi dedicare ad essa almeno la ricerca delle vere cause che la determinano. Sappiamo, leggendo alcuni siti che si occupano della qualità della vita nel capoluogo, come ad esempio “frosinonebenecomune.altervista.org”, che spesso le lamentele nella città di Frosinone hanno riguardato e riguardano questo delicato settore dell’ambiente e dell’igiene.
Qual è la situazione nel caso denunciato? La società che gestisce la raccolta a Frosinone è la De Vizia (presente anche a Cassino e a Ferentino); la quale ha ottenuto l’appalto di Frosinone dopo ricorso al Tar di Latina; il quale, a sua volta, ha sentenziato l’illegittimità dell’assegnazione dell’appalto alla società Sangalli, già protagonista della vicenda giudiziaria per l’appalto precedente, culminata con l’arresto del vice sindaco De Santis.
E’, come dire, un settore di vita amministrativa e sociale della città dalla fisiologia un po’ sofferente. E’ bene non dimenticarlo
Secondo il calendario settimanale distribuito dalla De Vizia, è vero che l’umido viene raccolto tre volte a settimana, con un “salto” di due giorni tra lunedì e giovedì e poi il sabato; ma, per quanto è di mia diretta esperienza, tale frequenza è analoga anche a quella che la Sangalli impone nei comuni da lei serviti, senza sollevare particolari perplessità. A Frosinone, quelli che abbiamo interpellato, ci descrivono che i cassonetti interni ai condomini, riferiti all’umido, sono sempre semivuoti il giorno della raccolta. Per quanto concerne il secco (raccolto una volta a settimana) bisogna considerare che esso è potrebbe essere del tutto residuale, ma… ci sono delle disposizioni diverse in provincia, dove opera la Sangalli, pe resempio, i giorni sono due, martedì e venerdì ed inoltre bisogna tener conto di controverse indicazioni che circolano nel frusinate: se non risciacqui a dovere se per esempio non ti è possibile, quel rifiuto va nell’indifferenziata. Domanda: ma allora quella non sarà più solo raccolta del secco? Giusto? Allora il secco non sarà più residuale perché diverrà un generico indifferenziato e come tale aumenta di volume.
Un discorso a parte, invece, andrebbe fatto sulle tariffe applicate ai cittadini soprattutto per l’assenza di ogni meccanismo “premiale” da destinare a chi effettua correttamente la raccolta differenziata.
Infine, la contraddizione si ravvisa nell’onere di dover “sciacquare” i piatti di plastica, con consumo d’acqua, prima di immetterli nella raccolta della plastica (e non nell’indifferenziato!) è vera. Anche se “sciacquare”, in questo caso, significa soltanto togliere i residui di cibo, e non sgrassare o igienizzare a fondo.
Invece, nella ricerca di opinioni e valutazioni ci siamo imbattuti in una osservazione che ci sembra importante, anzi forse è il problema principale. Al di là dell’organizzazione della raccolta che può sempre migliorare se i cittadini sin fanno ascoltare, riguarda la monetizzazione dei materiali differenziati, che va a costituire ulteriore profitto per la società che gestisce la raccolta medesima, in aggiunta a quello già abbondantemente garantito dalle tariffe gravanti sui cittadini.
La sensazione percepita di confusione e inadeguatezza generata dalla organizzazione della raccolta rifiuti a Frosinone definisce un quadro già fragile per 10 anni di mancata raccolta «secondo le indicazioni del precedente contratto di appalto», scrive “frosinonebenecomune.altervista.org”, a cui si sono aggiunte le note vicende giudiziarie, con forti ripercussioni nell’ambito politico, che hanno mantenuto la città in una situazione di stallo.
Non bisogna mai avere la memoria corta e ricordarsi le responsabilità sempre e soprattutto quando si vota senza avere ingiustificate amnesie.
Continuiamo a monitorare questo problema ringraziando chi ce l’ha segnalato.
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