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M5S logo mindi Fernando Fioramonti – Per salvarsi dal disastro in cui ci ha portato, il PD continua a dire bugie, invece di chiedere scusa ai cittadini.
Continua a parlare di DM 70/2015 come la causa della chiusura del PPI di Anagni. Cos’è il DM 70/2015? È un Decreto del 2015 fatto dall’allora Ministro della Sanità del governo Renzi (PD), Beatrice Lorenzin. In sintesi il Decreto prevede un “sostanziale ammodernamento del Servizio sanitario nazionale (SSN)” non solo tramite un “regolamento recante la definizione degli standard qualitativi, strutturali, relativi all’assistenza ospedaliera”, ma anche attraverso un “riequilibrio dei ruoli tra ospedale e territorio, secondo il principio dell’efficacia, della qualità e sicurezza delle cure, dell’efficienza, della centralità del paziente e dell’umanizzazione delle cure”. È quindi un decreto che ha una valenza nazionale dando delle indicazioni, cioè delle linee guida, alle regioni per ammodernare il loro servizio emergenza/urgenza.

Non si parla di aperture o chiusure dei PPI e prende in considerazione le esigenze reali del territorio. Si limita, ripetiamo, a dare delle direttive di massima alle Regioni. Cos’è successo nella regione Lazio, che ricordiamo è commissariata per la sanità, ed il cui commissario (cioè padre/padrone) è Zingaretti (PD)? Zingaretti ha emanato un DCA (Decreto Commissario ad Acta), il numero 257 del 05 luglio 2017 (Duemiladiciassette) dove viene fatta la programmazione della rete ospedaliera regionale.
Viene, quindi, scritto nero su bianco quali strutture ospedaliere devono essere potenziate e quali debbono chiudere. Tra quelle che debbono chiudere ci sono anche 12 PPI in tutta la regione Lazio, e debbono essere chiusi entro il 31 dicembre 2018. Ma, c’è sempre un ma, tra quei PPI che dovranno chiudere non c’è quello di Anagni. E come mai? Perché il presidio di Anagni è stato inserito (Atto Aziendale ASL Frosinone 2017) nel Presidio ospedaliero Frosinone-Alatri-Anagni.
Quindi questo presidio è fondamentale (anche se non sufficiente) per le esigenze del territorio. Un territorio che ricordiamo ha un bacino di circa 80000 abitanti, sparsi su un territorio vastissimo, sul quale ci sono anche delle fabbriche a rischio rilevante (legge seveso ter).

Dunque la domanda giusta è: perché, adesso, sulla base di un DM che NON chiede la chiusura del PPI di Anagni, e sulla base di un DCA che NON fa rientrare il PPI di Anagni fra i PPI che debbono essere chiusi, il dirigente Macchitella e Zingaretti dovrebbero chiuderlo?
La morale della favola è che NON è il DM 70/2015, quello emanato dall’allora ministro di Renzi, Beatrice Lorenzin, ad aver determinato la chiusura del nostro PPI. Invece è il DCA del commissario straordinario Zingaretti ad avere il potere di chiuderlo, il nostro PPI, sebbene non lo faccia. Dunque? CHI è che ce l’ha a morte con la città di Anagni?

Ecco perché la risoluzione chiesta da Buschini (che, ricordiamo, non ha ritenuto opportuno partecipare alla riunione di commissione regionale dedicata all’argomento) con tutto il suo pd, dove chiede all’attuale ministro della sanità di ‘revocare’ il DM 70/2015, è solo fuffa. Fumo negli occhi dei cittadini, dietro al quale nascondere il disastro che il PD e Zingaretti e Buschini hanno combinato, e non solo da ieri ma da oltre quattro anni, nella sanità ciociara ed in particolare ad Anagni.
A questo ci costringe la malapolitica del pd. A perdere tanto tempo sui giri di parole. Sulle virgole. Sulle finte. Sulle cose inutili. Siamo costretti a spendere tempo, comunicati, interviste solo per diradare tutta la nebbia, anzi la cortina fumogena che il PD, Buschini e Zingaretti regolarmente sollevano per nascondere le loro inefficienze.
Continueremo a farlo nell’interesse esclusivo dei cittadini. Per spiegare ciò che il pd vuole confondere. Per mostrare tutte le tecniche elusive attraverso le quali il pd, Buschini e Zingaretti continuano a fare finta di occuparsi del nostro ospedale. Mentre invece lo vogliono completamente chiuso. Sbarrato. Inaccessibile. Inutilizzabile per tutti gli 80.000 utenti che invece vorrebbero poterci contare. E che ne avrebbero diritto.

Ecco. Noi continueremo, in nome di quel diritto, a stare con gli occhi bene aperti. A spiegare. A mostrare tutta quella nebbia. A diradarla. Noi faremo luce su tutti questi giochetti ignobili. Noi continueremo ad essere presenti. Come sempre. Accanto agli anagnini, nell’interesse della nostra città.
Perché la sanità e la salute sono un diritto costituzionale. E noi ce lo vogliamo riprendere.

portavoce MoVimento 5 Stelle
Comune di Anagni

Di Fernando Fioramonti

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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