Intervento. “Gli anziani sono la memoria storica del Paese: vanno rispettati con proposte serie e ponderate. Dobbiamo aiutare le famiglie non prenderle in giro”
La Senatrice del Pd Maria Spilabotte rompe il silenzio su un argomento controverso: l’aumento delle pensioni.
«Partiamo da un presupposto fondamentale: in Italia ci sono 2,5 milioni di anziani parzialmente o totalmente non autosufficienti. E si tratta di un numero chiaramente destinato a crescere. Secondo le stime dell’Irccs Inrca – lstituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani – di Ancona e del Network per la non autosufficienza (Nna), infatti, in meno di 40 anni, infatti, gli over 75 dovrebbero passare da 6,7 a 10,5 milioni – spiega la Senatrice Spilabotte -. L’invecchiamento è inarrestabile e , dunque, si ipotizza che nel 2050, gli over 65enni arriveranno a quasi 22 milioni, praticamente una persona ogni tre. Questo, ci pone dinanzi a due realtà inconfutabili: ovvero, le coperture finanziarie per i paventati aumenti esponenziali delle pensioni che oggi non ci sono, saranno ancora meno probabili in futuro; altra innegabile verità è che, per lo più, l’onere relativo alla cura delle persone anziane, in particolare di coloro che non sono in stato di buona salute, ricade in gran parte sulle famiglie.
Oggi, sono almeno un milione le persone che dedicano parte dei loro giorni ad assistere i parenti non più autosufficienti. Parliamo di circa 561mila famiglie, che hanno dovuto erodere i propri risparmi, vendere l’abitazione di proprietà o contrarre debiti per fronteggiare le spese.
Una strada senza uscita? Niente affatto se si usano concretezza e buon senso – chiarisce -. Dobbiamo sgombrare il campo da spot elettorali e promesse irrealizzabili. L’obiettivo primario è fornire aiuto alle famiglie con interventi mirati, in grado di “alleggerire” il durissimo impegno che queste situazioni comportano. In questo senso, i Governi Renzi e Gentiloni hanno già ampiamente posto le basi di un percorso virtuoso. Sono esempi più che eloquenti le politiche dirette al welfare aziendale, gli incentivi come il bonus bebè e il bonus baby sitter e, nondimeno, l’impegno profuso per giungere al riordino del terzo settore, che ha garantito il giusto riconoscimento giuridico del lavoro dalle associazioni di volontariato.
Ma ora è importante proseguire su questa strada e dare priorità alle fasce più deboli del tessuto sociale, continuando ad agire con pragmatismo, senza lasciare spazio alla logica dei palazzi e delle poltrone. La prossima legislatura dovrà improntare l’attività normativa proprio in questa direzione, dando ancora più respiro alle iniziative che hanno visto la luce nei mesi scorsi, potenziandone l’efficacia e gli effetti con azioni decise ma realizzabili.
Ad esempio, esistono diverse associazioni che operano proprio nel campo dell’assistenza alla terza età. Hanno uno statuto imperniato sul no profit, quindi offrono supporto gratuito, sostentandosi mediante donazioni e 8 per mille. Io penso ad un disegno di legge che, attraverso una formula di convenzione, coinvolga i volontari, per altro specializzati, allo scopo di impegnarli nel supporto alle famiglie per qualche ora al giorno. Ecco – conclude Spilabotte – io ritengo che una proposta di questo tipo sia non solo realizzabile, ma concreta e, soprattutto, scevra dal populismo che, nostro malgrado, ci troviamo a riscontrare in questi giorni».