disoccupati VertenzaFrusinate 350 260

disoccupati VertenzaFrusinate 350 260di Ignazio Mazzoli – Con grande premura sulle pagine dei social network e dei giornali, anche il nostro, i disoccupati di Vertenza Frusinate annunciano e promuovono un’assemblea, quella del 21 febbraio alle ore 15 nel salone dell’Amministrazione Provinciale.
Perché tanto interesse per questo appuntamento? In una conversazione telefonica, con una candidata in queste elezioni, cosi si esprime Gino Rossi: «Ancora un incontro nato da uno dei tanti rinvii a cui la Regione Lazio ha costretto i sindacati che stanno trattando la questione della mobilità prorogata ed ancora non pagata a tutti quelli a cui spetta».

La preoccupazione per questa “distrazione” dell’Istituzione regionale rispetto all’attuazione di decisioni già assunte ed esecutive è giustificata. Si tratta di normale amministrazione che va svolta anche in campagna elettorale e non dovrebbe richiedere altri negoziati.
Il 21 alle ore 11:30 i sindacati incontreranno (?) la Regione Lazio. In ballo ci sono almeno due questioni urgenti oltre le ritardate erogazioni: l’ulteriore proroga della mobilità per l’anno 2018-19, e l’avvio dei tirocini per le politiche attive, che fanno parte integrante della proroga rifinanziata dal governo per le aree di crisi complessa, dopo il voto del Parlamento sull’ultima legge di bilancio. Anzi. Si deve rammentare che i “tirocini” sono stati la condizione per arrivare all’accordo del 9 maggio ’17 che ha definito la soluzione per i disoccupati delle Aree di crisi complessa. Che fine hanno fatto questi tirocini? Non solo, ma che fine hanno fatto i lavori socialmente utili, per gli over 60, nei comuni che hanno bisogno di lavoratori per le proprie esigenze (a spese della Regione Lazio)? Bene! Ce ne di che essere preoccupati!
Dice ancora, a proposito di queste questioni, Gino Rossi: «I disoccupati dichiarano che non sono aggiornati né sono stati chiamati. Né sanno se sono stati attivati i lavori sociali per gli over 60 in qualche Comune».

Sembra di essere in mezzo ad un “giallo”. Non sarebbe il primo, basta non dimenticare di aver già vissuto quello irrisolto di chi avrebbero dovuto essere i beneficiari certi del cosiddetto Accordo di Programma del 3 agosto 2013.
«Ci aspettiamo, dichiarano gli ex lavoratori di Vertenza Frusinate, che il sindacato firmi la proroga nell’incontro del 21, e chiarisca tutti gli aspetti segnalati. Chiedono, inoltre, una verifica per sapere se ci sono i fondi per un altro anno di mobilità in deroga. Se non ci fossero soldi dal Ministero, la Regione Lazio è disposta a metterci del suo?»
In questo “giallo” non si sa che fine hanno fatto i tirocini in toto. Tuttavia si sa anche che qualche disoccupato è stato chiamato per firmare l’impegno a frequentarli. Quanti sono? Come sono stati selezionati? Non esistono criteri di chiamata validi per tutti e non esiste un elenco o graduatoria pubblica che sia consultabile da ogni interessato? Fare ingiustizie fra chi soffre è un autentico delitto che non si giustifica né con la caccia a qualche voto e nemmeno per qualche tessera sindacale. Nessuno costringa a malignare con cattiveria. Potremo avere qualche delucidazione su questo “giallo” o augurarci che trovi la soluzione qualche magistrato?
Il 21 ci sarà l’accordo firmato? I disoccupati dovranno prendere ancora altre iniziative? Sarebbe oltremodo opportuno che i sindacati il 21 riferiscano all’assemblea dei disoccupati.

Tutti abbiamo plaudito alla straordinaria tempestività con cui il Ministro Calenda ha saputo rintracciare un nuovo acquirente per garantire futuro ai lavoratori e allo stabilimento che era dell’Ideal Standard. E ci chiediamo la storia dell’Ilva, della Marangoni e di tante altre aziende alla canna del gas che fine debbono fare? Non si può strumentalizzare questo risultato solo per fare campagna elettorale andando in televisione, come ha fatto Matteo Renzi a dichiarare che il Governo ha salvato 350 lavoratori e relative famiglie quando è lui il responsabile di aver lasciato mani libere agli imprenditori mentre privava i lavoratori di diritti duramente conquistati. In particolare, mani libere agli stranieri senza pretendere da loro il rispetto della nostra Costituzione e della conseguente legislazione. Pensiamo che non si debba “giocare” sulle difficoltà e sui disagi di tutti i cittadini ed in particolare di quelli che vivono del proprio faticoso lavoro.
Disoccupazione, povertà, degrado ambientale, salute a rischio, in questa provincia riguardano migliaia e migliaia di persone che chiedono da anni alle Istituzioni di essere dalla parte dei cittadini.

L’assemblea di giovedì 21 ci pare che sia giustificata da tutte questo considerazioni, ma soprattutto da una mancanza che resta inespressa: Che succerà “domani”? Quale futuro aspetta gli attuali disoccupati e questo territorio che fa parte del Lazio. O no? Ivano Alteri, ha già scritto da queste colonne, qualche settima addietro: “Zingaretti dovrebbe chiedere scusa alla Ciociaria e al frusinate tutto”, forse è giusto, ma ora sarebbe opportuno che almeno attuasse le decisioni che la Giunta da lui presieduta ha preso.
Occorre dare gambe all’idea di un nuovo patto sociale incardinato su pochi, ma robusti pilastri condivisi e rispettati da tutti.
18 febbraio 2018

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