erbemedicinali 460 min

erbemedicinali 460 minDr Antonio Colasanti – Da sempre ci sono stati rimedi ed erbe curative per mente corpo e spirito.
La melissa scacciava la malinconia, e presso gli antichi greci si riteneva che l’origano guarisse la ferite. Era noto che le capre quando erano ferite brucavano istintivamente questa pianta.
Era necessario prestare attenzione poichè si diceva che le pozioni a base di origano bandissero dal cervello umano il senso comune e la lungimiranza. Per covincersene basta guardare le formiche che il solo odore dell’origano metteva in rotta.
Si riteneva che la salvia, erba sacra, secondo Dioscoride ed Ippocrate, rendesse le donne feconde.
Gli egiziani dopo una pestilenza che aveva dimezzato la popolazione non esitarono a far assumere la salvia alle loro donne, se necessario anche con la forza, affinchè una accresciuta fecondità compensasse rapidamente le perdite di vite umane inflitte dall epidemia.
Il mondo antico che confondeva spesso antidoti e rimedi attribuiva alle verdure proprietà particolari.
Grandi uomini come Pitagora, Catone e Cicerone le avevano studiate da vicino: il cavolo e la fava possedevano virtu semi magiche in grado di influire sul cervello.
Il primo secondo galeno preveniva l’ubriachezza a condizione di cingersi il capo con le sue foglie.
La fava era un legume molto popolare presso gli antichi romani, sopratutto tra i piu poveri presso il quale sostituiva la patata ancora da scoprire.
Pitagora affermava invece che essendo il legume composto dagli stessi elementi dell’uomo nulla si opponeva al fatto che diventasse per trasposizione la sede dell anima umana.
Quattrocento anni dopo Cicerone attaccava ancora questa sventurata fava accusandola di irritare l’intelletto, di turbare la tranquillita dell anima e di impedire la manifestazione dei sogni divinatori.
L’olivo al contrario catalizzava tutti i consensi, il decotto delle sue foglie garantiva vita lunga e tranquilla a coloro che ne bevevano mentre il suo olio serviva ad una molteplice varieta di us. Uno dei piu singolari è il commercio che ne facevano i gladiatori.
Questi atleti per mantenere elastici i muscoli si cospargevano abbondantemente di olio prima di inziare i loro esercizi. Concluso l’allenamento toglievano l’olio ed il sudore con dei raschietti e tale impiastro veniva venduto a caro prezzo a qualche farmacista che le trasformava il pillole e le vendeva a prezzi vertiginosi a coloro che pensavano di divenire forti come i gladiatori.
Certi gladiatori famosi vendevano tale preparato chiamato strigmenta ogni anno per 80.000 sesterzi, una somma pari a sei milioni di euro attuali.
Gli strigmenta soddisfava i capricci di una clientela ricca che sperava grazie a questa cura di allontanare vecchiaia e malattia.

Di Antonio Colasanti

Dottor Antonio Colasanti, medico-farmacista specializzato in fitoterapia, omeopatia, consulente della rivista: “Piu Sani Piu Belli”.   Per chi volesse approfondire argomenti trattati può prendere contatto con il dottor Colasanti ai seguenti recapiti: Email: dottorcolasanti@unoetre.it Tel. 347102038

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