ONA 350

ONA 350da ONA – Processo Eternit Bis: la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi del PM di Torino e del Procuratore Generale della Corte di Appello di Torino.

Il processo prosegue: prossima udienza Tribunale di Torino 19.12.2017. I familiari delle vittime per cui è stata dichiarata la prescrizione faranno ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e meditano una causa civile contro lo Stato Italiano, anche per la questione della prescrizione.

Roma – 14.12.2017. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica di Torino e del Procuratore Generale della Corte di Appello di Torino, che avevano impugnato la sentenza con la quale il GUP del Tribunale di Torino aveva spacchettato il processo in quattro tronconi e modificato l’accusa da omicidio volontario ad omicidio colposo.

Il Procuratore della Repubblica di Torino e il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino miravano ad ottenere l’annullamento dei provvedimenti del GUP, per ottenere che il procedimento proseguisse per il reato di omicidio volontario, piuttosto che per il reato di omicidio colposo.

La modifica del capo di imputazione era stata accompagnata dalla prescrizione per quasi tutti i casi.

L’azione penale prosegue dunque per l’ipotesi di omicidio colposo a carico dell’ex amministratore dell’Eternit, Dott. Stephan Schmidheiny.

I quattro tronconi, residuati dallo spacchettamento del processo Eternit bis, sono in fasi diverse.

Presso il Tribunale di Napoli sono nella fase delle indagini preliminari, presso il Tribunale di Torino il processo è nella fase dibattimentale, con prossima udienza il 19.12.2017, e quindi l’impegno delle vittime per avere giustizia prosegue, presso le altre sedi i procedimenti sono in indagine.

Inoltre, poiché giorno per giorno ci sono altri casi di insorgenza di malattie da amianto, con decessi, tra i pochi ex dipendenti Eternit, ancora in vita, e tra i loro familiari (sono colpite anche le mogli che lavavano le tute da lavoro) e coloro che abitavano nei dintorni degli stabilimenti Eternit (le polveri di amianto infatti si propagavano anche nelle zone limitrofe), continueremo a depositare istanza di giustizia ai diversi uffici del PM.

“Conoscendo le carte processuali, non posso condividere il giudizio della Suprema Corte. La dichiarazione di inammissibilità dei due ricorsi, richiesta dal Procuratore Generale presso la Cassazione, mi lascia supporre che la Corte Suprema abbia accolto la sua tesi secondo la quale il Procuratore della Repubblica di Torino e il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino, avessero trascurato di indicare in modo specifico i motivi che sostenevano la richiesta di riformare la sentenza del GUP che aveva modificato l’imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo. I due ricorsi, a nostro avviso, erano stati correttamente formulati e motivati, ed erano fondati. La decisione di inammissibilità ci sembra essere stata assunta nel rito e non nel merito. Attendiamo le motivazioni. Ricorreremo alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per mancata tutela dello Stato Italiano nei confronti delle vittime. Il giudizio prosegue”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Media Relations
Fabrizia Nardecchia
3927462313

www.osservatorioamianto.com

 
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Di Fabrizia Nardecchia Osservatorio Nazionale Amianto

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