lotte per il lavoro 350 260

lotte per il lavoro 350 260di Francesco NotarcolaPer la nascita di un nuovo soggetto politico, democratico e rivoluzionario. Quando in una elezione regionale o locale, si reca alle urne una percentuale di cittadini inferiore al 50%, significa che la democrazia è morta. Ad Ostia, nella capitale d’Italia, per il rinnovo del municipio, la percentuale è stata inferiore al 40% e Casapound ha sfiorato il 10%. E’ allarme democratico.
I cittadini non credono più alla politica e non hanno più fiducia nelle Istituzioni in quanto i partiti, anche quelli di SINISTRA, con il loro operare, dentro e fuori le maggioranze di governo locali, regionali e nazionali, hanno ucciso la democrazia, ormai inesistente nei luoghi di lavoro.

Nella nostra provincia e nel Comune Capoluogo i partiti della sinistra al governo non hanno saputo e voluto combattere il processo di degrado e di impoverimento del territorio e della sua popolazione, conseguente alla distruzione di un esteso apparato industriale. Parallelamente il Capoluogo e la provincia sono stati privati, sin dal passato, del Distretto militare e della Banca d’Italia mentre oggi tocca alla Camera di commercio. Sconfitti anche per la sede della Corte di appello. Tutto a favore di Latina.
Il capoluogo pontino ha un’organizzazione sanitaria di 2° livello (DEA) mentre a Frosinone sindaci e consiglieri regionali, che si dicono di sinistra, hanno fortemente osteggiato questo obbiettivo, sostenuto da centinaia di associazioni e da decine di migliaia di cittadini in manifestazioni pubbliche tenutesi a Frosinone, Sora, Cassino, Alatri, ecc.

A fronte di una realtà siffatta, che ha generato disoccupazione, povertà e disagio, che ha annullato i diritti e la dignità delle persone, tutte le forze che si dicono di sinistra dichiarano che bisogna andare alle elezioni politiche del 2018 con una lista unitaria. E sembra, a loro dire, che ciò sarebbe sufficiente per richiamare la gente alle urne ed avere risultati di rilievo.

Questa posizione è illusoria e si palesa fortemente errata e sterile.

L’Italia ha bisogno di un nuovo soggetto politico. NUOVO IN TUTTO, democratico e rivoluzionario, forte della partecipazione dei cittadini che si mobilitano e si organizzano, nei quartieri e nelle contrade dei Comuni e delle Città, con un solo obbiettivo: attuare e sviluppare i diritti e la democrazia contenuti nella Costituzione.
Ma un soggetto politico nuovo deve saper elaborare nuove regole di vita democratica, di organizzazione territoriale e di ruolo moderno degli eletti. Questi, essendo il risultato di un impegno collettivo, debbono essere al servizio della gente e senza alcun privilegio.

Questo NUOVO può nascere ed essere credibile, solo se si avrà il coraggio di fare i conti con la nostra coscienza e riconoscere, di fronte al popolo, quanto male hanno fatto i partiti di sinistra ai lavoratori ed al Paese. Per amore del potere e per smodate ambizioni personali, che nulla avevano ed hanno a che fare con la morale proletaria, è stato ridotto al lumicino un partito che aveva raccolto adesioni e fiducia di tanta parte degli elettori.
Sono stati fatti passare provvedimenti e disegni di legge che hanno ridotto progressivamente il potere e il ruolo dei lavoratori. Basta pensare al pacchetto TREU ed al finanziamento della scuola privata. A Frosinone, per un posto di assessore dell’Amministrazione provinciale, si è votata la privatizzazione del servizio idrico.

Non si può aver fiducia in coloro che hanno scelto il mercato e la globalizzazione come leve di sviluppo e di progresso; che hanno teorizzato e votato per la privatizzazione dei servizi e di altri beni comuni, sostenendo che la concorrenza ci avrebbe portato efficienza e tariffe più basse.
Non basta essere usciti dal PD per rifarsi una verginità. Coloro che hanno attuato e difeso politiche liberiste, che hanno distrutto la potente macchina di democrazia e di partecipazione, estesa a tutto il territorio nazionale (Sezioni PCI), non possono più avere ruoli di guida. Il loro ruolo dirigente e le loro scelte sono stati un fallimento completo con conseguenze drammatiche. Essi, devono fare un passo indietro e tornare nelle borgate a organizzare i cittadini per difendere diritti e dignità. E possono agevolmente farlo perché hanno capacità politiche ed economiche .

Il nuovo modello di democrazia dovrà ispirarsi ai consigli dei delegati, nati nelle FABBRICHE e in TUTTI LUOGHI di LAVORO con il movimento rivoluzionario del ’68. La più alta forma di democrazia che l’Italia e l’Europa hanno conosciuto. Uno sviluppo democratico che portò alla conquista delle grandi Città con sindaci e assessori operai, contadini, artigiani, personalità della cultura e della scuola.

Nuovo soggetto politico e crescita democratica e civile fondata sul lavoro. Di questo l’Italia ha urgente necessità per seppellire un passato infausto e guardare al futuro con fiducia.

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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