dall’Ufficio stampa del Deputato Luca Frusone M5S – A rischio chiusura sportelli di Poste Iitaliane in oltre 70 comuni.
«Sono oltre 4300 i comuni italiani che dal 2015 al 2019, via via, hanno visto e vedranno cancellare il servizio postale nel loro territorio. Oltre la metà dei comuni italiani. In provincia di Frosinone da febbraio di quest’anno molti sportelli in più di 70 comuni, stanno funzionando con il “recapito a giorni alterni”. S’inizia così, dicendo ai cittadini che “è solo un piano di razionalizzazione” e l’ufficio postale del posto resterà comunque aperto due o tre volte a settimana; si finisce invece (come già accaduto in molti di quei Comuni) con l’ufficio chiuso, il servizio postale smantellato, e i cittadini costretti a prendere l’automobile e a percorrere chilometri per arrivare all’ufficio postale superstite più vicino. E non solo i cittadini: aziende, servizi, turismo, molte piccole realtà italiane che sono però vivacissime da un punto di vista economico si ritrovano senza neanche lo sportello di Poste. La razionalizzazione degli sportelli non può avvenire senza tenere conto di un considerevole sviluppo e miglioramento dell’informatizzazione. Non si può ragionare sui tagli senza provvedere alle contromisure che garantiscano comunque i servizi ai cittadini.».
A denunciarlo il Deputato 5 Stelle Frusone che continua – «Davanti all’ennesimo smantellamento di un servizio indispensabile, di una rete capillare costruita sul territorio italiano con i sacrifici di generazioni di italiani, cosa conta di fare il Governo? Questo il MoVimento 5 Stelle ha chiesto durante il question time in Commissione Trasporti. La nuova ondata di tagli, inoltre, ha prodotto tonnellate di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza, e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell’Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi. Questo scellerato piano di riorganizzazione, messo in atto con il benestare del Governo, contrasta persino con le norme UE che obbligano gli Stati membri ad assicurare la raccolta e la distribuzione degli invii postali al domicilio del destinatario, e lo stesso Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che ribadiva la necessità, da parte degli Stati dell’Unione Europea, di garantire il servizio universale e il mantenimento degli sportelli postali nelle aree disagiate.» – e conclude – «Quindi oltre il danno anche la beffa, perché con questi tagli indiscriminati, l’Italia sta rischiando di incorrere in una procedura d’infrazione europea per violazione del diritto degli utenti. È davvero arrivato il momento di mandare questo governo a casa.»
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