Conversazione fra Stefano Di Scanno, direttore de L’Inchiesta e Gino Rossi di Vertenza Frusinate – «Qua non ci mandano manco a comprare il panettone a Natale»: sintetizza così la situazione dei mancati pagamenti delle indennità per la mobilità in deroga Gino Rossi, leader del comitato di Vertenza Frusinate. Ieri su queste colonne aveva richiamato l’attenzione sulle difficoltà di centinaia di lavoratori e di famiglie dell’area di crisi Frosinone-Anagni il segretario dell’Ugl Enzo Valente, che aveva anche sollecitato accertamenti da parte della magistratura.
Dopo la prima denuncia di Rossi il nostro giornale uscì con un titolo polemico che fece discutere: “Emergenza un cazzo!”. Ma ad oggi l’immobilismo istituzionale appare drammatico se vissuto da chi è rimasto da mesi senza reddito.
«Viviamo in un Paese – spiega Rossi riferendosi alle smentite subite dall’assessore regionale Valente supportata dai sindacati – in cui quando dici la verità e metti le persone di fronte all’evidenza vieni visto negativamente, come persona che infastidisce. La situazione, invece, è drammatica. Ricevo in continuazione telefonate di famiglie che non ce la fanno, di amici e colleghi che non possono pagare la bolletta elettrica o non possono portare il figlio al pediatra perché sono senza soldi. Non riusciamo a capire bene situazione».
Nei giorni scorsi una delegazione di Vertenza ha incontrato la senatrice Maria Spilabotte: «Lei ha raccolto il nostro invito a chiarire la situazione per spiegare ai lavoratori cosa stia accadendo. L’iter è chiaro: il sindacato compila la domanda di mobilità, la Regione la visione e la trasmette al ministero del Lavoro. Quest’ultimo a sua volta la visione e la invia alla Regione con l’ok al pagamento. A questo punto la Regione dà il via libera ad Inps e Centri per l’Impiego.
Mi sono risentito con la Spilabotte che mi ha assicurato che il ministero ha autorizzato la Regione ad utilizzare i fondi. Questa mattina ho fatto una verifica all’Inps di Frosinone e mi hanno risposto che loro non sanno ancora niente. Alla Regione chiediamo, quindi, che cavolo sta facendo; se ha consegnato le pratiche ad un postino che arriva a piedi da Roma».
Ma Rossi punta l’indice anche su un altro mistero buffo: i colloqui per i tirocini annunciati da qualche sindacato senza che ad oggi esista una lista degli ammessi alla mobilità in deroga: «Se manco è arrivato l’elenco dei lavoratori ai centri per l’Impiego – si chiede – i nomi per fare ‘sti colloqui le aziende dove cavolo li hanno presi? Anche qui l’iter è chiaro. I Centro per l’Impiego, elenchi alla mano, dovranno chiamare i lavoratori a sottoscrivere il patto di servizio ed a compilare le schede con caratteristiche professionali e corsi di formazione seguiti. Allora come è possibile che ci siano aziende che stanno valutando i tirocini? Di sicuro – avverte Rossi – non abbiamo l’anello al naso. Ricordiamo le 146 assunzioni avvenute beneficiando del bonus da 8000 euro: chi ha assunto queste persone? Possibile che tra di loro non ci sia stato un solo aderente a Vertenza Frusinate? Abbiamo chiesto di sapere delle aziende al consigliere Fardelli che ci ha risposto che non poteva darci dettagli per rispetto della privacy. A noi non interessano i nomi ma almeno vorremmo conoscere i criteri delle selezioni».
Intanto, e tornando alle indennità, Rossi corre alle conclusioni: «Non vorremmo che nelle comunicazioni tra Regione e Centri per l’Impiego adesso passino altri mesi e magari manco a Natale ci fanno vedere queste indennità».