
di Ivano Alteri – Continua il viaggio in bicicletta di Stefano Gavioli, il disoccupato ultracinquantenne di Mantova, diretto Inghilterra. Nel suo tragitto è arrivato a Salisburgo, in Austria. E continua la pubblicazione del suo diario di viaggio sul giornale online L’altra Mantova. Anche UNOeTRE.it lo sta seguendo con attenzione, a sostegno della sua protesta contro l’indifferenza della politica e delle istituzioni, nazionali ed europee, per le difficoltà vissute da milioni di cittadini.
“Io esisto. Io sono visibile”
“Almeno valutateli i curriculum e non scartateli a priori, per via dell’età. Quando sono partito lo scopo del viaggio era: ‘Io esisto. Io sono visibile’. L’idea si basava sul fatto che, in Italia, migliaia di ultracinquantenni (ma anche di ultraquarantenni), che hanno perso il lavoro sono trattati come una scarpa vecchia, da buttare. Ma invece, tantissimi sono in gamba, sanno reinventarsi, sanno adattarsi, sono pieni di idee, riescono persino ad indicare percorsi nuovi. Io credo che un Paese rinunci di fatto (e perciò di proposito) a questo tipo di risorsa, faccia un errore aberrante. Io non chiedo niente di particolare, ma almeno leggeteli i curriculum! E non scartateli a priori, per via dell’età”.
Incontro con una coppia di americani
“’Mantova? La patria di Pavarotti?’.
La pioggia battente.
Al riparo, in un boschetto.
Vengo raggiunto da due ciclisti: un uomo e una donna. Hanno biciclette e attrezzature costose. Sul casco hanno addirittura delle gialle cuffie antipioggia.
Cominciamo a parlare. Il mio solito inglese impacciato e il gesticolare. I due sono marito e moglie. Poi, il marito capisce che sono italiano.
-Italiano, di dove?-, mi dice con un italiano abbastanza sciolto.
-Mantova, in Lombardia-.
-Mantova la patria di Pavarotti?-.
-No, quella è Modena-.
-La patria della Ferrari?-
-No, quella è sempre Modena-, rispondo.- Mantova, i Gonzaga, il Mantegna, il poeta Virgilio … la sbrisolona-.
-La sbrisolona?-
-Lasci perdere. Lei da dove viene?-
-Dalla California. San Francisco-.
Rimango basito. -E cosa ci fate qui?-
-Con mia moglie pedaliamo un po’ da queste parti, poi andiamo in Grecia.
-Ah bene … Socrate, Platone, Aristotele …- dico.
-E l’olio d’oliva…Naturalmente.-
E allora capisco tutto.
Questi due sanno come godersi la vita.
Buongustai”.
“Sono io il cambiamento”
“Rimugino sulla domanda: ‘Cosa ci faccio qui?’ … Bé, io agisco. Sono io il cambiamento
Chiuso nella stazione. Al buio, Fuori diluvia. Seduto in un angolo, in posizione fetale.
Per proteggermi dal freddo oltre ai due k-way indosso anche la cerata
I treni corrono veloci. Poche auto transitano e fasci di luce illuminano l’ingresso della stazione.
In bocca sento l’umidità.
Silenzio.
Ogni tanto, improvvisa, la testa mi crolla.
Dormiveglia.
Rimugino sulla domanda: ‘Cosa ci faccio qui?’.
Potrei, essere a casa, nel mio letto, tranquillo. E invece sono qui.
Perché?
Perché io sono vivo. Perché io esisto.
Ecco il perché.
Sono anni che non sono così felice. Sto inseguendo un sogno. Sono in piena azione.
Agisco.
Non sono in attesa che qualcosa accada.
Non sono in attesa che qualcuno, all’improvviso, si svegli, e decida di occuparsi di persone per le quali finora se n’è fregato.
Io agisco.
Sono io il cambiamento”.
Ultimo post su facebook del 17/09/2017
“A Salisburgo mi sono, ‘temporaneamente’ fermato. Torno a casa per fare sistemare il tablet e prendere su indumenti pesanti, per affrontare meglio la pioggia e sopratutto il freddo. Spero di poter ripartire al più presto da dove mi sono fermato”.
Frosinone 17 settembre 2017
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