LiberFesta2017 mindi Ignazio Mazzoli – Giovedì 14 settembre, Paolo Ceccano Segretario della Federazione di Frosinone del PRC insieme a Carlo Forletta, Adriano Papetti, Luigi Pede e Francesco Smania hanno presentato LiberaFesta, l’appuntamento anche gioioso che riprende una tradizione interrotta, quella delle Feste estive di Rifondazione comunista.
Mentre lo ascoltavo delineare motivazioni e programma con il solito entusiasmo rammentavo il suo impegno di rilancio del PRC in provincia di Frosinone, che si concretò nel congresso svolto nella primavera 2016.
«Siamo alternativi al PD e lavoriamo per l’unità della sinistra. Quella di sabato, nelle dimensioni di un evento che rinasce è soprattutto una “piazza per il popolo della sinistra”». L’unità sarebbe indispensabile in vista dei voti del 2018. Come si dice in gergo ognuno rinunci alla propria sovranità ma non ai propri principi e si potrebbe fare. Provare a ridare voce almeno a una parte di quel 50% di elettori che si astengono è sicuramente un dovere.
Unità e sinistra due temi che furono specifici del congresso di Frosinone che ho ricordato. Ricordo quel dibattito rigeneratore che partì con un’affermazione ancora indelebile e attuale «62 persone al mondo sono più ricche del 50% della popolazione mondiale…riaccendere la lotta». Non uno slogan ma per tutti i presenti un imperativo d’impegno delle coscienze.
Dice Paolo Ceccano che la situazione è cambiata rispetto alla considerazione che si ha del suo partito: “non siamo più isolati”. Penso che nella percezione dell’informazione sia del tutto vero, grazie alle tante iniziative pubbliche di Rifondazione, in primo luogo quelle davanti alle fabbriche.
La piazza per il popolo della sinistra che animerà largo Turriziani a Frosinone dalle 17 in poi, avrà una rappresentazione importante della volontà di unità che caratterizza il gruppo dirigente frusinate di Rifondazione comunista: tanti sindaci, che così definisce Ceccano, “impegnati e che si sentono di sinistra”.
Seguiremo con attenzione questo dialogo e confronto che dovrebbero esser esemplificativi di cosa significa essere reti di “città in comune”.
In una situazione come quella di questo territorio, ma non solo, dove la parola sinistra non trova più buon ascolto o peggio, avere il coraggio di parlarne, proporla, merita certamente attenzione e interesse.

Sinistra oggi

E ci sono questioni che vanno chiarite. Cosa è sinistra? E, quindi come debbono essere quelli che si dichiarano di sinistra? So che possono esserci molte opinioni, ma una mi pare assai importante oggi: è SINISTRA, oggi, quella che difende i più deboli e disagiati, privati di diritti, contro chi ha in mano il potere finanziario. Riprendo le parole che paolo Ferrero affidò all’intervista che mi rilasciò e che pubblicai su L’Inchiesta e UNOeTRE.it il 2 aprile 2016: «Le politiche europee e i trattati sono una gabbia neoliberista che impedisce una politica economica alternativa. Oggi presta soldi alle banche private che per averli vengono pagate». E proponeva «Si faccia un Quantitative easing per gli stati». Semplicemente: anziché regalare i soldi alle banche finanzi, la UE, «subito.. gli stati con maggiore tasso di disoccupazione per portarlo al 5%» con un piano pubblico per l’occupazione in Europa «Si può fare. – dice Ferrero – Si costruisca un movimento europeo contro l’austerità e il neoliberismo.»
La domanda fu invitabile, perché la lotta non decolla? Rispose. «..per 3 ragioni: 1) Manca il sindacato nella maniera e nella misura in cui sarebbe necessario. 2) Pesano le divisioni nella sinistra. Il marasma di sigle produce disorientamenti e disillusione; 3) Una certa passività alimentata dalla cultura della concorrenza e della solidarietà fra persone con gli stessi problemi. Sembra che abbiano colonizzato la testa della gente e nel frattempo la situazione marcisce perché la gente sta zitta.»
Dalle risposte a queste 3 domande potrebbe nascere il manifesto d’intenti per una nuova sinistra. Altro che fantasmi del ’900! Senza esagerare penso che i fantasmi ce l’abbiano quelle forze che cercano riedizioni di esperienze passate che si reggevano su patti fra inconciliabili e vedevano nelle clientele l‘unica iniziativa politica di partito.

Movimento e protagonisti

Ma è sulla pima delle 3 risposte che bisognerebbe riflettere: «Manca il sindacato nella maniera e nella misura in cui sarebbe necessario». Infatti, Perché non si mettono alla testa delle lotte, perché non le promuovono e le organizzano con le loro bandiera sulle questioni del lavoro e dei diritti? Può mai essere che assolvono solo il ruolo di mediatori? Non c’è mediazione se non c’è lotta finalizzata con tutti i suoi passaggi intermedi. Il sindacato deve dire dove si può arrivare e dove vorrebbe arrivare o viceversa. Non suggeritore misterioso, ma guida della lotta promossa alla luce del sole. La faccia visibile del sindacato, quando lo è, costituisce la prova della sua autonomia. Spesso i sindacati si esauriscono in inutili tavoli che concedono ai loro iscritti delle briciole.
Questo sarebbe un cambio di passo e rinnovamento di iniziativa. Ci sono comportamenti che dovrebbero essere cambiati. Il primo dovrebbe esser quello di far seguire i fatti alle dichiarazioni ed agli annunci, quello di gesti coerenti con i disagi manifesti, disoccupazione insopportabile, acqua gestita a vantaggio del privato, sanità e scuola pubbliche umiliate.
I sindaci nella Italia Repubblicana, sin da quelli medievali, sono stati una risorsa inesauribile e preziosa. Hanno saputo quasi sempre rappresentare e sostenere i bisogni delle loro genti. I sindaci non sono funzionari dello stato e meno che mai rappresentanti dei governi nazionale e regionale, sono eletti dal popolo ed a lui debbono rendere conto.
C’è qualcuno che teme i fantasmi? Riconquisti CREDIBILITA’. Sarebbe ora che le forze politiche ritornassero ad avere «un carattere democratico e partecipativo, SENZA FORME PATTIZIE che impediscono alle persone di contare effettivamente e determini un rinnovamento del personale politico, a partire dai volti più noti», come, nel caso del PRC, ha fatto Paolo Ferrero lasciando la guida del suo partito.

 

A corredo di questo scritto ripubblichiamo l’intervista in video che Paolo Ferrer rilasciò a noi nel 2016

 

 

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.