di Ignazio Mazzoli – Non è un post. Quello che è avvenuto nel Capoluogo con il voto dell’11 giugno è inusuale. Non si può liquidare con un post simpatico o stizzoso a seconda del livello culturale di chi scrive.
Frosinone anticipa uno scenario che pare destinato a ad estendersi. Lo vedremo nei ballottaggi e forse ancora meglio nel voto politico e regionale del 2018. C’è nel risultato di Frosinone qualcosa che non riguarda solo il PD anche se è la maggior parte, oggi.
Gli esegeti del non esiste né destra né sinistra storceranno il naso. Non basta farsi le liste civiche. E’ in atto una poderosa sterzata a destra che si può anche definire neoconservatrice per i connotati di adeguamento alle situazioni più recenti del Paese, specialmente per quanto riguarda l’insieme dei disagi sociali. Dico subito, che fino ad ora si tratta di dichiarazione e annunci.
Torniamo al Capoluogo che ci suggerisce molti spunti di ricerca. Ottaviani con il 56,39% costringe tutti gli altri a stare al 43 % e spiccioli. Il 56% con 9 liste e un 43% anch’esso con 9 liste, ma tre di queste tutte in concorrenza fra di loro. Forse anche più che in concorrenza, visto che per lo più l’avversario lo rintracciavano nell’area in cui si sono andati collocando: il centrosinistra, Frosinone in Comune e Bonaviri Sindaca avevano strali più appuntiti per Cristofari che non per Ottaviani. Altro discorso servirà per il M5Stelle. E lo faremo.
Le prime domande che s’impongono è perché ha perso il PD e, il suo rovescio, ma perché avrebbero dovuto vincere?
Non vale dire perché ha vinto Ottaviani, sarebbe come giocare con le parole e dire che ha vinto Ottaviani perché ha perso il PD. Non sarebbe serio, né utile a capire le ragioni di cosa è successo.
Senza esitazione bisogna dire che Ottaviani, lui e non la sua maggioranza, si è presentato con un forte credenziale, il suo asso nella manica è stato un abile “politicismo” teso a dimostrare che il suo avversario perdeva costantemente pezzi. Delusioni e amarezze abbondavano a bizzeffe. (Pochi e fedelissimi, gli altri che vadano via, che importa sembra il motto dei dirigenti dem. Forse qualcuno aspettava il partito della nazione e che tutti si sarebbero ritrovati lì come certi sperano di incontrasi di nuovo in paradiso). Anche un merito, però: l’impegno per la rescissione del contratto con Acea. Questo è importante, ma ora tutti debbono rivendicare che si vada avanti.
Per il resto facciamo un po’ fatica a capire le ragioni della vittoria con oltre il 56%.
E’ forse il risultato di qualche assenza dallo scenario politico comunale e cittadino? Il PD dov’era? Diciamolo con il sorriso sulle labbra per non esasperare gli animi: dov’erano i dirigenti e gli attivisti del PD quando Ottaviani chiedeva e otteneva la rescissione del contratto Acea? Dove erano quando Renzi e Padoan autorizzavano Equitalia alla riscossione coattiva delle bollette Acea? Dov’erano quando le associazioni più attive dichiaravano che “esistono vicende di gravissimo profilo” che deturpano il volto e la credibilità della città di Frosinone, quale l’emblematico e drammatico utilizzo come mediatore culturale di Luigi Ciavardini (https://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ciavardini), autore dell’attentato alla stazione di Bologna come denunciava Paolo Iafrate. Nemmeno una interrogazione per sapere se era vero o falso? Dov’era il PD quando Ottaviani si circondava di un gruppo di corifei che hanno contribuito a far credere che il comune avesse una politica culturale quando invece si trattava della realizzazione di un calendario di iniziative (molte non realizzate da precedenti giunte), alcune assolutamente belle e interessanti, nelle quali il comune ha fatto solo atto di presenza? Nessuno lì con un volantino a dire che quella non era politica culturale del comune e a chiedere se quelle erano iniziative private e quanto costavano? Dov’erano le donne e gli uomini del PD dov’erano quando arrestavano il vicesindaco di Frosinone per l’affaire Sangalli? Dov’erano mentre si continuava a lasciare inascoltati i lavoratori della Multiservizi nonostante la Magistratura sentenziasse che loro hanno ragione? Dove era il PD mentre i cittadini protestavano contro lo scempio di resti archeologici?
Maledizione! Dove era il PD mentre si attuava quel cervellotico disastro della viabilità alla stazione? Con una graziosa privatizzazione di un’area pubblica si è privato l’accesso a migliaia di frusinati provenienti da decine di comuni della provincia di raggiungere la stazione ferroviaria e, senza neppure di tentare d’individuare un’alternativa? Forse unico caso in Italia.
Hanno preso la metà dei voti di Ottaviani? Non può essere solo una formulazione per esaltare Ottaviani da parte dei suoi fans. Anzi c’è da dire che sono troppi e solo grazie alla generosa e brillante campagna di Fabrizio Cristofari altrimenti il 27% se lo scordavano come coalizione. Si augurino che il cardiologo ci metta il suo cuore e la sua volontà per continuare quotidianamente la battaglia intrapresa.
Più volte e da più parti si segnalava che non faceva fatica a venir fuori la delusione e la sfiducia verso i partiti, senza distinzione, tanto che qualcuno credendosi furbo non pronunciava parole che indicassero la collocazione della propria lista nel panorama delle idealità di destra o di sinistra.
IL PD e i suoi organi dirigenti mai hanno ascoltato la fuga dalle sue fila, mai hanno sentito il disagio della gente, per loro esiste solo il dialogo con i potenti. Un gruppo dirigente capace solo a magnificare furbizie e strategie e mai dagli “amici” dell’informazione, loro propagandisti, che qualcuno gli dicesse che c’erano da risolvere i problemi della gente.
Chi ha sbagliato, si è chiesto subito opportunamente qualcuno? Non c’è bisogno di fare l’elenco. Nel caso di un partito che monopolizza tutti i posti disponibili è chiaro che hanno sbagliato tutti. Nessuno escluso. Lo scandalo delle discariche che fine ha fatto? Tanto per dirne una. Hanno perso tutti anche quelli che con un opportunistico pudore non vengono nominati. Il PD è un fallimento. Un progetto di fusione a tavolino in cui si sono sommati i difetti dei partecipanti e non i loro pregi. Prima di tutto è sparito ogni solidarismo cattolico o di sinistra, sparita ogni voglia di ascolto dei disagi e dei più deboli.
Ma non solo il PD ha sbagliato. C’è un problema che riguarda anche tutti coloro che ambiscono a cambiare questa realtà che abbiamo cercato di richiamare e ne sono convinti, bisogna dargliene atto Si ha difronte un panorama di gruppi chiusi spesso nel “proprio recinto” a lacerarsi per prevalere l’uno sull’altro. Dov’erano fino all’ottobre 2016 quando hanno cominciato a pensare al voto, mentre Ottaviani pur in mezzo ad una maggioranza tumultuosa e recalcitrante andava avanti facendo le sue scelte 365 giorni all’anno per 5 anni?
Non si fa azione politica utile con gli spot una tantum.
Il progetto che portò alla nascita del PD sembra sempre più tradito e quindi irrealizzabile. Ancora ieri da Lucia Annunziata Prodi riprendeva a chieder riforme costituzionali e cercava di accreditare pseudo ricuciture fra Renzi, Letta e Pisapia. Sempre un problema di capi da mettere insieme? Insieme su cosa? Come cercare di vanificare il voto popolare, quello del 4 dicembre ad esempio?
Nella vicenda del voto nel capoluogo ci sono tanti altri segnali da cogliere, ma 3 li voglio ricordare subito: 1 – quelli che hanno lasciato il PD sono andati sostanzialmente in due direzioni: chi cerca una nuova sinistra e chi ritorna dai vecchi amici democristiani. La tradizione del Psi è la più rappresentata nei risultati della minoranza; 2 – il flauto magico di Ottaviani per produrre fuoriusciti dal partito avversario non ha prodotto fra di loro nuovi eletti, ma il partito che si vanta di cambiare sta ancora a Piacentini. Quanti anziani di oggi erano giovani e lui stava già in consiglio comunale?; 3 – il risultato delle forze che vogliono una nuova sinistra devono leggere bene questo risultato. Mi pare che “basta mimetizzarsi”, hanno tutti o quasi volti giovani e puliti si mostrino con la loro faccia e i loro simboli, poi ancora, se qualcuno aveva pensato che esistesse un via elettorale per costruire una presenza, “organizzata per di più”, ora deve capire che questa via non esiste. Anzi. Si deve lavorare con umiltà e pazienza a un progetto, decisamente e unicamente unitario. Al voto pensiamo dopo. Pensiamo anche a un voto utile, ma quello che porti nelle assemblee elettive gli italiani “sommersi”, quelli che vengono continuamente oscurati e poi siano loro a dotarsi delle competenze che servano a soddisfare i bisogni e non il contrario.
Perché all’inizio si è detto “inusuale”? Perchè in qualsiasi città dove si svolga una regolare dialettica politica e sociale costante e puntuale, si sarebbe andati quasi sicuramente al ballottaggio, date le condizioni che abbiamo verificato leggendo.
19 giugno 2017
Pubblichiamo qui di seguito una richiesta di precisazione giunta dall’Ufficio Stampa del Giuseppina Bonaviri. Pubblichiamo integralmente quanto ci è stato inviato anche se non troviamo dove esista la diffamazione. La frase “incriminata” recita testualmente: «il centrosinistra, Frosinone in Comune e Bonaviri Sindaca avevano strali più appuntiti per Cristofari che non per Ottaviani. Altro discorso servirà per il M5Stelle. E lo faremo.» Come si può leggere «avere “Strali più appuntiti per Crtistofari che per Ottaviani» è un’evidente sintesi per chiunque: si è utilizzato il riferimento alla guida delle coaliazioni. Sembra cosa strana o diffamatoria in una competizione elettorale anche abbastanza avvelenata e di cui per garbo non si è riportato altro? Fantastica città Frosinone: un mare di pretesi per discutere e pochi fatti nuovi. Dal link che segue accedete alla richiesta ed alla risposta:
aggiornato il 24 giugno 2017 alle ore 08,36
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